
Nella vita bisogna cambiare ogni tanto qualcosa, quindi siccome non prevedo di vincere la lotteria o di guadagnarmi la prima pagina del NYTimes per via di meriti o demeriti di qualche rilevanza, mi son procurata un brivido di novità da me: mi son fatta la frangetta.
Ammetto che tagliarsi la frangia in un giorno di pioggia è un’idea sinistra, quando il tuo cuoio capelluto con l’umidità concepisce piani rivoluzionari. Ma all’errore ho aggiunto la stupidità: non si va farsi tagliare i capelli con gli occhiali, perchè vista e parola sono strettamente correlati, e se non vedi non puoi verbalmente molestare il parrucchiere nell’esercizio delle sue funzioni dirigendo TU forbici e spazzola.
Fare il parrucchiere dev’essere uno stress micidiale, perchè la clente media non si fa tagliare i capelli, lei istruisce il parrucchiere su come vuole assomigliare alla modella della foto, solo con la sfumatura più alta, la riga dall’altra parte, senza la frangia e coi capelli di un altro colore. E “senza i ricci, perchè non mi so mettere i bigodini”. E poi “no il gel no, la lacca no, non stare troppo vicino che mi bruci le punte”. Non so gli altri, ma io sono una rompipalle epica.
Quindi anche a ‘sto giro ho fatto vedere a Mario, il parrucchiere napoletano ma con anni di esperienza a Miami, la foto di una modella strafiga e mi sono lanciata nella descrizione di tutti i macro aggiustamenti da fare: scalati dove lei li ha uguali, mossi lì in fondo dove lei li ha dritti, la scriminatura non così bassa, lasciamo stare le meches.
Devo ammettere che avevo grande nostalgia del parrucchiere in italiano, non che i miei fidi parrucchieri cinesi non fossero all’altezza, non sono affatto male, se non contiamo il fatto che conoscono un paio di varianti di un solo taglio, e tutte le donne che escono di lì sembrano Jennifer Aniston nelle prime puntate di Friends. Però mi mancava la dimensione della chiacchiera, io col parrucchiere ho sempre fatto grandi conversazioni, ho analizzato la situazione geopolitica del medio-oriente, ho discusso di biotecnologie, oppure ho ascoltato le sciampiste lamentarsi dei fidanzati o dei padri-padroni e ho offerto loro consigli femministi, peraltro assolutamente non richiesti. O magari facevo un po’ di pettegolezzo. Tutte ste cose qui coi cinesi manco te le sogni, i cinesi son gran lavoratori, dove s’è mai visto che si distraggano?
quindi la sessione dal parrucchiere era ridotta ai minimi termini di un mero scambio servizio contro denaro, mi sentivo come Governor Spitzer, solo che pagavo in contanti e lasciavo una mancia più bassa.
L’altro giorno tra che ero tanto contenta della recuperata socialità e tra che mi son dovuta togliere gli occhiali rinunciando a qualunque controllo, il risultato è che Mario ci ha dato dentro e io ora sembro me stessa a 4 anni, in una foto di classe all’asilo, quando mia mamma per non so che ragione mi aveva spuntato la frangia con un’accetta. Hai presente la frangetta alla Amelie? Stessa cosa, ma DOPO CHE LA FRANGETTA LE HA PRESO FUOCO.
Non è che stia male, è solo che assomiglio ad un misto fra un frate ed un cottolengo.

