<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955</id><updated>2012-02-16T03:10:37.276-05:00</updated><category term='English'/><category term='the secret'/><category term='magic'/><category term='Thanksgiving'/><category term='tecnologia'/><category term='cameriera'/><category term='cowboys'/><category term='customare care'/><category term='ispirazione'/><category term='alcool'/><category term='F train'/><category term='bikram yoga'/><category term='gatta dora'/><category term='Apini'/><category term='dating'/><category term='auto-aiuto'/><category term='Brooklyn'/><category term='televisione'/><category term='ny soundbites'/><category term='bellezza'/><category term='manicure'/><category term='vestiti vissuti'/><category term='casa'/><category term='halloween'/><category term='gay'/><category term='sport'/><category term='New York'/><category term='spazio'/><category term='taxi'/><category term='amore'/><category term='gente famosa'/><category term='self-confidence'/><category term='disordine'/><category term='notizie'/><category term='compleanni'/><category term='pizza'/><category term='eventi'/><category term='cibo'/><category term='Alpini'/><category term='sposa'/><category term='natale'/><category term='miami'/><category term='immondizia'/><category term='hockey'/><category term='Torino'/><category term='capelli'/><category term='cani'/><category term='Langhe'/><category term='vino'/><title type='text'>nysoundbites</title><subtitle type='html'>cose che capitano a New York, ma anche altrove</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>56</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-196482456085473385</id><published>2011-10-29T10:46:00.002-04:00</published><updated>2011-10-29T17:39:51.191-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='amore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gay'/><title type='text'>NY Soundbite 37: dell’amore reale (nel senso di vero)</title><content type='html'>It feels good to be back. La folla sulla subway, la folla al supermercato, la fila per il ristorante, la folla al MoMA, la fila per il caffè. Tutte cose che ora mi fanno bene al cuore.  E poi i film gay, come se piovesse. Ieri ne ho scelto uno che si chiama Weekend, che il mio giornale preferito recensiva “Gay o straight, se non vi identificate in questo film dovete cominciare a vivere per davvero!” per cui figurati, di corsa ci sono andata! &lt;br /&gt;Mi son messa comoda e poi siccome le luci erano ancora accese ho dato un’occhiata intorno e ho visto che il pubblico era composto esclusivamente da uomini soli, opportunamente sistemati lontani l’uno dall’altro. Oddio vuoi vedere che non ho capito l’ironia della recensione e questo è un film gay hardcore e io che mi professo tutta liberal e senza l’ombra di un pregiudizio dopo 10 minuti uscirò senza fiato sconvolta? Che figura di merda. &lt;br /&gt;Però ho detto un po’ di om e son rimasta inchiodata alla mia sedia, anche se con un pochino di apprensione.&lt;br /&gt;Prima del film come sempre c’è un tutorial video per il pubblico buzzicone: non parlare al telefono, non commentare ad alta voce (specialmente se hai già visto il film), non ti scaccolare, cerca di tenere le scarpe per tutto il film, non tirare il popcorn in testa a quelli davanti. Il tipo di raccomandazioni che fa la maestra di quarta elementare quando porta la classe differenziale ad uno spettacolo pomeridiano. Stranamente non istruisce sul non scorreggiare.&lt;br /&gt;Però siccome il cine è Chelsea il tutorial finisce con il tizio che dice “E poi, si hai indovinato, il tuo vicino di sedia è gay! Buon film”. &lt;br /&gt;Poi il film tardava a partire e il simpatico inserviente indiano ha lasciato da parte lo scopettone, si è tolto il cappelletto da baseball e ha fatto un piccolo show di benvenuto: “Welcome everybody! Grazie per essere venuti al nostro cine stasera, speriamo che il film vi piaccia, noi scegliamo i nostri film con grande cura per fare felice il nostro pubblico”. A questo punto la mia apprensione si è tramutata in ansia e mi son convinta che stavo per vedere  quacosa di veramente esagerato, quindi ho rapidamente dato un’occhiata alle lucine rosse per terra, come sull’aereo, per guadgnare l’uscita se la mia sensibilità di educanda fosse stata offesa. Avevo il piano di evacuazione quindi mi son tranquillizata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A parte che il film era in inglese della regina e quindi alcune cose (probabilmente alcune salienti allusioni sessuali) mi sono sfuggite, la materia cruda è sublimata col sentimento e la storia è basic: due tipi si beccano in un locale il venerdì sera, stanno insieme, si piacciono, chiacchierano, mangiano, si vedono anche il giorno dopo, tutto figo finchè uno (Glen) dice all’altro che la domenica se ne va in America…per due anni! L’altro (Russel) dice “Ah ok, whatever…” ma si capisce benissimo che il cuore gli diventa di sale e lui pensa &lt;i&gt;che sfiga di merda&lt;/i&gt;. Poi la sera si rivedono al party di addio, da cui scappano per passare ancora la notte insieme e parlano, sniffano e si impasticcano, bevono, si amano tantissimo e parlano parlano parlano ancora, fanno colazione insieme e poi ognuno per a sua strada, &lt;i&gt;ciao è stato bello&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;Due ore dopo, alla festa della sua nipotina, Russell confessa a suo fratello che si è preso ‘sta svisata per uno sconosciuto e che lo sconosciuto se ne sta andando per sempre allora suo fratello gli dice dai ti accompagno alla stazione così lo saluti. Io già lì: lacrimoni come un rubinetto aperto. Russell aspetta  Glen alla stazione, si parlano, piangono, si baciano ma tu sei lontano e i treni fischano e non capisci cosa si dicono. &lt;br /&gt;Normalmente queste soluzioni dove lo spettatore paga $ 13 di biglietto e deve finirsi il film da solo perchè al regista mancava l’ispirazione mi danno fastidio ma invece stavolta è una figata perchè così per me il film finisce con Russell che dice a Glen che si è preso bene e Glen gli dice anche io, senti ho un’idea vieni a trovrami in Oregon e Russell gli dice ok dai, parto domani.&lt;br /&gt;Mi piacciono i film credibili (e Weekend lo è, porcazza) ma senza l’inculata (senza allusioni sessuali).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-196482456085473385?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/196482456085473385/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=196482456085473385' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/196482456085473385'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/196482456085473385'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2011/10/ny-soundbite-37-dellamore-reale-nel.html' title='NY Soundbite 37: dell’amore reale (nel senso di vero)'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-2547998773970361623</id><published>2011-05-27T14:48:00.010-04:00</published><updated>2011-05-27T14:48:00.247-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ispirazione'/><title type='text'>NY Soundbites 36: dell'ispirazione</title><content type='html'>C'è una parola in inglese, che non ha traduzione in italiano. Cioè ce l'ha nel dizionario, ma non nella vita. E' INSPIRATIONAL: una cosa che ti ispira, ti fa "aspirare" a migliorare. A me piace molto, forse perchè prima di conoscere la parola non mi ero mai sentita &lt;i&gt;ispirata&lt;/i&gt; da qualcuno o da qualcosa, nè avevo mai pensato di poter ispirare qualcuno, e poi dopo si è accesa la lampadina. Per me si prendeva ispirazione da una rivista per arredare il soggiorno o per comprare i pantaloni à la page, ma la faccenda si fermava lì. Invece in America, tra lo yoga e l'esposizione prolungata alla psicoterapia per interposta persona, ho iniziato a concentrare l'attenzione sul fatto che nella mia metà superiore oltre che un cuore facile a spezzarsi ed un cervello vagamente propenso alla paranoia, ci stava dell'altro. Sarei tentata di chiamarla anima, ma ho paura che poi pensiate che sto per farmi suora.&lt;br /&gt;Una cosa o una persona INSPIRATIONAL ti apre una porta nuova sulle tue possibilità di seguire quelle orme, ma in un modo tutto tuo, ti chiede di pensare e di sforzarti di adattare le cose ai tuoi strumenti e a raggiungere gli strumenti che scopri che vorresti avere, ti dice "yes you can, basta che ti fermi un attimo a pensarci".&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://farm6.static.flickr.com/5148/5756290852_1415ea0f07.jpg" imageanchor="1" style="margin-left:1em; margin-right:1em"&gt;&lt;img border="0" height="97" width="500" src="http://farm6.static.flickr.com/5148/5756290852_1415ea0f07.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Io non sono riuscita a trovare una traduzione adatta, forse qualcuno più bravo di me in inglese mi può aiutare. Per spiegare bene cosa intendo, fatevi un giro &lt;a href="http://www.soulbiographies.com/"&gt;qui&lt;/a&gt;. Si tratta di film corti e cortissimi, che l'autore definisce, senza esagerare, film che scuotono l'anima. Sono film zen fatti di sottrazioni, film all'osso, la trasposizione filmica che FORM IS FUNCTION non solo in architettura, ma pure nella vita. L'essenza dell'ispirazione: gente che ti racconta in 5 minuti le cose che tu in fondo in fondo sai, ma che ignori, per pigrizia spirituale, per comodità, per trascuratezza... Il mio preferito, fino ad ora è &lt;a href="http://www.soulbiographies.com/2010/11/the-riddle-of-here/"&gt;questo&lt;/a&gt;: la felicità è dentro ognuno di noi, è questione di saperla trovare. Sarà che me lo dice un indiano e gli indiani la sanno lunga su come trovare se stessi e vivere felici, ma quel nonnetto io lo trovo molto inspirational. C'è una valanga di film, per tutti i gusti e in ognuno quelle domandine che il regista mette mi fanno venire i brividi perchè sono domande semplici con risposte semplici, siamo noi che complichiamo tutto. &lt;br /&gt;Non voglio insegnare a nessuno come vivere la sua vita, nè voglio che voi pensiate che sono caduta vittima di una setta, ma fate una prova, guardatene un po' e poi mi dite. Peccato che sono solo in inglese, se avessi più tempo libero offrirei al regista di fare i sottotitoli perchè vorrei che tutti in Italia li potessimo vedere e sentirci ispirati. Ispirati a cambiare qualcosa del nostro modo di vedere e fare le cose, e magari anche a fare le cose con la cognizione che possiamo ispirare altri, che abbiamo una specie di obbligo morale ad essere inspirational, per tenere in moto il circolo.&lt;br /&gt;Se ti iscrivi alla mailing list, ogni lunedì ricevi direttamente a casa tua un film che ti fa tremare l'anima. Non so voi, ma io il lunedì mattina ho la carogna, e vedere il faccione di qualcuno che mi invita a farmi qualche domanda, al posto di piangermi addosso, a me fa molto bene. Forse mi sto preparando per tempo a compiere 40 anni e non ci voglio arrivare senza aver capito un tubo della vita, o forse l'America mi ha convinta che si può liofilizzare anche la spiritualità, ma con me funziona bene. Squadra che vince non si cambia, quindi io ogni lunedì faccio colazione con la biografia di un anima.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S.La mia amica Michelle mi ha introdotta, oltre che ai cowboys e ai cetriolini fritti, anche alle soul biographies. Benedetta donna.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-2547998773970361623?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/2547998773970361623/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=2547998773970361623' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/2547998773970361623'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/2547998773970361623'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2011/05/ny-soundbites-36-dellispirazione.html' title='NY Soundbites 36: dell&apos;ispirazione'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm6.static.flickr.com/5148/5756290852_1415ea0f07_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-3538440639714346014</id><published>2011-05-24T12:17:00.002-04:00</published><updated>2011-05-24T12:17:00.363-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='eventi'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gay'/><title type='text'>NY Soundbites 35: del senso di appartenenza</title><content type='html'>Fra un mesetto inizia la gay pride week a NY, che culmina con la parata più bella che io abbia mai visto, la più festosa festa allegra del mondo (ok, non sono mai stata al carnevale di Rio quindi forse esagero con l'entusiasmo).&lt;br /&gt;Io ho sempre sofferto di un deficit di senso di appartenenza: niente squadra di pallavolo, niente banda del paese, niente gruppo in parrocchia. Un cacchio di niente. &lt;br /&gt;A trent'anni appartenevo così poco perfino a me stessa che il battito di ali di una farfalla chissà dove lontano mi ha mandata a 6,000 chilometri, in un posto dove l'individuo ed il gruppo sono in perenne lotta, ma fondamentalmente necessari l'uno all'altro. Forse è perchè fuori da casa tua basta poco ad acchiapparsi con le persone, e a NY sono tutti forestieri in prestito, in transito. A NY ti acchiappi in un niente e comunque in mezzo a milioni di persone appartenere ad un gruppo è una strategia di sopravvivenza.&lt;br /&gt;Il gruppo che mi piaceva di più (e dal quale sono, inevitabilmente, rimasta fuori) sono i gay. I gay a NY viaggiano con un cartello che dice "io sono nel posto giusta al momento giusto, se non ti piaccio sono problemi tuoi". Ci sono eccezioni, è ovvio, e forse non sono rare, ma l'aria che si respira è di larghissima approvazione; almeno agli occhi di una che è cresciuta nel paese del Papa.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://farm1.static.flickr.com/74/223033812_ff3cbfceff.jpg" imageanchor="1" style="margin-left:1em; margin-right:1em"&gt;&lt;img border="0" height="375" width="500" src="http://farm1.static.flickr.com/74/223033812_ff3cbfceff.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Pochi giorni dopo che sono approdata nella mela, l'amico della mia amica Giulia, il gentilissimo Louis, mi ha invitata per brunch e dopo siamo andati alla Gay Pride Parade. In quello stesso giorno ho imparato due cose importanti: la compagnia di uomini gay è infinitamente divertente e innamorarsi di un uomo gay è fra le cose più facili (e pericolose) del mondo. L'uomo gay è il compagno perfetto: uomo fuori ma poi quando gli parli, dentro, ci trovi la tua migliore amica. Fra i più grandi pregi dell'amicizia con un gay c'è che non si distrae appena per strada passa una modella ukraina, ti insegna quello che devi sapere sulle creme al botulino, ti ascolta quando piangi per amore e non ti dice di riderci sopra mentre scosta la testa per guardare se all'orizzonte arriva qualche ukraina. &lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://farm2.static.flickr.com/1328/955908835_43a9b2335e_m.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="240" width="180" src="http://farm2.static.flickr.com/1328/955908835_43a9b2335e_m.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Quella mia prima Gay Pride Parade è stata folgorante, per me che il massimo della parata a cui avessi assistito era qualche sfilata dei carri a carnevale da bambina. L'allegria che ho visto alla Gay Pride parade quell'anno, e quelli a venire, non l'ho mai vista nemmeno quando ha vinto Obama. La gente è contagiosamente felice, se sei gay sei un figo e se non sei gay vorresti esserlo, per provare cosa significa essere "orgogliosi" di appartenere ad un gruppo che si merita addirittura di venire giù per Manhattan per 30 isolati, con la gente che fa il tifo intorno.&lt;br /&gt;Io non appartengo e guardo chi appartiene con grande inividia. Ma forse bisogna averne passate di brutte insieme per sentirsi "parte di" e io non dovrei lamentarmi di non aver mai avuto bisogno di coalizzarmi con qualcuno contro qualcun altro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-3538440639714346014?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/3538440639714346014/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=3538440639714346014' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/3538440639714346014'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/3538440639714346014'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2011/05/ny-soundbites-35-del-senso-di.html' title='NY Soundbites 35: del senso di appartenenza'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm1.static.flickr.com/74/223033812_ff3cbfceff_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-14078148189835814</id><published>2011-05-17T14:23:00.000-04:00</published><updated>2011-05-16T14:24:55.953-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='manicure'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Torino'/><title type='text'>NY Soundbites 34: li stiamo raggiungendo. O forse no.</title><content type='html'>Vedo un sacco di bei segni in giro, segni che stiamo uscendo dalla crisi e che a grandi ed inesorabili falcate stiamo accorciando le distanze fra Torino e NY.&lt;br /&gt;Primo: in questi ultimi tempi le unghie di plastica appiccicate su quelle vere sono in larghissima ascesa, in tutte le categorie sociodemografiche. E questo porta un sacco di soldi nelle casse delle estetiste e manicuriste, e di conseguenza anche nelle tasche dei &lt;i&gt;bisnis&lt;/i&gt; vicini alle estetiste e manicuriste, perchè quando esci dalla manicure poi ti vuoi fare ammirare le unghie, per cui vai subito in un negozio pieno di gente e sventoli la novità. E compri. Un caffè, una maglia, un'auto...&lt;br /&gt;Oggi sono andata a votare e la scrutarice aveva delle unghie che, se le guardavi solo le mani, potevi anche prenderla per una cassiera del discount del quartiere cino-ebreo dove vivevo tanti anni fa; andavo a sto supermarket triste dove il cibo kosher a volte veniva lasciato per terra perchè se era shabbath non c'era un impiegato ebreo autorizzato a toccarlo, e poi ho smesso perchè le signore alla cassa erano odiose e con le unghie mi rompevano sempre il cellophane del pane.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://farm4.static.flickr.com/3423/5705254496_f4be48ae09_m.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="180" width="240" src="http://farm4.static.flickr.com/3423/5705254496_f4be48ae09_m.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Altro segno che siamo un paese civilizzato è che finalmente la metro ha una linea così lunga che puoi starci sopra ben 35 minuti! Costa un euro, che se ci pensi è un furto (quasi 3cent/minuto), però finalmente ora ti porta davvero "da un capo all'altro della città", non è colpa sua se per andare da una parte all'altra della città sotto l'asfalto ci vuole solo 35 minuti. Però ho visto un cartello preoccupante in questi giorni, diceva più o meno così "per via della straordinaria affluenza al Salone del Libro, potrebbero verificarsi dei disagi: i passeggeri potrebbero venire fatti scendere una fermata prima del Lingotto, e al ritorno potrebbero esserci attese e code".&lt;br /&gt;Non per essere una torinese esterofila e rompicoglioni, ma una metro che arriva ad un centro espositivo che E' FATTO APPOSTA PER OSPITARE UN MUCCHIO DI GENTE PLURIME VOLTE ALL'ANNO non dovrebbe venire mandata in tilt alla prima inondazione umana.  O no? Specialmente in una città che ha puntato quasi tutto su quel centro espositivo come forma di transizione dall’industria ai servizi.&lt;br /&gt;Forse quel cartello è stato un ottimo deterrente perchè in questi giorni sono andata al Lingotto un paio di volte e non ho visto scene di panico, non sono stata evacquata, non ho atteso ore in fila, anzi! Da casa mia al Lingotto ci ho messo 10 minuti e i treni non erano manco affollati. Eppure il Lingotto era pieno, quindi direi che la metro ha tenuto botta. Mettere le mani avanti va bene quando hai gente a cena e non sei sicura che le lasagne bastino per tutti, ma se dirigi un ristorante non puoi dire ai tuoi clienti che non sai se potrai dare da mangiare a tutti, ma che si fermino e vediamo. Perchè ci fa una figura di merda.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-14078148189835814?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/14078148189835814/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=14078148189835814' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/14078148189835814'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/14078148189835814'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2011/05/ny-soundbites-34-li-stiamo-raggiungendo.html' title='NY Soundbites 34: li stiamo raggiungendo. O forse no.'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm4.static.flickr.com/3423/5705254496_f4be48ae09_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-2777591728841027338</id><published>2011-05-16T10:12:00.000-04:00</published><updated>2011-05-16T10:12:00.260-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Alpini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cibo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Torino'/><title type='text'>Torino Soundbites 1: la nostalgia del panino</title><content type='html'>Oggi è stata una giornataccia, non vedo l’ora di sotterrarla fra meno di 90 minuti.&lt;br /&gt;E’ cominciata male stamattina quando ho avuto la bella idea di prendere un caffè mentre andavo in ufficio, e mi sono trovata di fornte ad una realtà che tendo a dimenticare: qui “caffè” significa espresso, punto e basta. Decaffeinato e macchiato sono il massimo del sovversivo. Non esiste niente con un nome che ci metti 20 secondi a pronunciarlo (‘caffè grande, tostato medio con latte di soya organico dei contadini’ oppure ‘decaffeinato colombiano con metà panna e metà latte con zucchero di canna non raffinato del commercio equo’), non c’è la scelta fra grande e piccolo, non si può portare via (che sfigati!), non c’è nient’altro, se non il caffè. Non è fascista ‘sta cosa? Quando mi sono trasferita a NY ci ho messo un anno per provare tutte le combinazioni del coffee shop all’angolo.&lt;br /&gt;Secondo me facciamo troppa attenzione alla tradizione in questo Paese. Tutta colpa di Slow Food.&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://farm1.static.flickr.com/109/255215692_ba4b5588af_m.jpg" imageanchor="1" style="clear:right; float:right; margin-left:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="180" width="240" src="http://farm1.static.flickr.com/109/255215692_ba4b5588af_m.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Ho passato la maggior parte della mattinata a tentare di parlare al telefono con qualcuno al Comune, ma non ha risposto nessuno per l’eternità. Immagino che il dirigente abbia fatto sega a scuola il giorno che spiegavano cos’è il “customer care”; secondo me proprio non è andato a scuola. In America quando chiami il numero verde per lamentarti ti chiamano per nome e sono cosi carini e flirtanti che li vorresti invitare a cena! Non ho mai veramente invitato a cena quella che, dalla voce, sembrava un’Afroamericana (per essere politically correct al 100% dovrei forse dire diversamente bianca) grassa e di una certa età, ma tutto quel venire chiamata “cara” e “principessa” era divertente e affievoliva assai le mie bellicose intenzioni di assalire verbalmente la centralinista. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma torniamo alla mia giornata…prima che me ne accorgessi era ora di pranzo e mi son incontrata con la mia amica Orsetta per chiacchierare un po’. Ora mi domando: ma qual’è il nosro problema coi panini? E’ ora che impariamo un po’ di artigianato paninesco. Dico seriemente, perchè abbiamo così paura di lasciarci formaggio e prosciutto alle spalle? Avete mai sentito di mani che sono esplose perchè hanno appoggiato granchio e avocado su una fetta di pane dei segale? Gli Italiani sono rinomati per la creatività, ma hanno il terrore di sperimentare nei panini. Due fatte di pane bianco con poco in mezzo. E quel poco è bene che sia senza fronzoli. No a cazzate tipo condimenti, salse, guarnizioni varie…L’arte di intristire la pausa pranzo.&lt;br /&gt;Ci sono, è vero, alcuni posti avanzatissimi dove puoi tentare il brivido della novità e mangiare pane coi semi di papavero o salmone crudo e cottage cheese, ma mai nello stesso panino. O lo famo strano col pane (e semi di papavero è già strano), o lo famo strano col ripieno. Parecchie volte ho pensato di ordinarli entrambi e poi scambiare coperchi e ripieni, ma poi ho sempre pensato che qualcuno poteva vedermi e farsi venire un attacco di cuore, oppure denunciarmi per terrorismo alimentare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La mia giornata ha preso una piega per il meglio quando mi sono ricordata che la città è invasa dal raduno degi Alpini: gli Alpini sono eccellenti bevitori! Sono un po’ come gli Hooligans, solo che sono più carini, in genere non brutalizzano mogli e fidanzate e non bruciano le auto. Vanno solo in giro per le strade, brindano a qualunque cose si muove e si divertono in un modo quasi contagioso. In un certo senso mi fanno pensare a NY perchè sono come i ragazzi delle confraternite Alfa Beta Gamma: con la loro penna sul cappello sono anche carini, finchè il livello di alcol nel sangue è sotto il 70%. Diversamente dagli Hooligans non si ubriacano in frettissima, ma in ogni caso alla fine si ubriacano, per cui sono contenta di non vivere accanto alle zone dove sono in campeggio. So che quando sono ubriachi cantano Vecchio Scarpone a pieni polmoni. Il giornale dice che sono in 400,000 persone, il che significa 800,000 polmoni che ci danno dentro!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-2777591728841027338?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/2777591728841027338/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=2777591728841027338' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/2777591728841027338'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/2777591728841027338'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2011/05/torino-soundbites-1-la-nostalgia-del.html' title='Torino Soundbites 1: la nostalgia del panino'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm1.static.flickr.com/109/255215692_ba4b5588af_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-7187301217757628705</id><published>2011-05-13T17:24:00.007-04:00</published><updated>2011-05-13T17:24:00.501-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='notizie'/><title type='text'>NY Soundbites 34: delle notizie vecchie</title><content type='html'>Mia nonna aveva un amico che le donava pile di giornali vecchi. Io ho sempre pensato che questo amico avesse un debole (non ricambiato) per mia nonna e mi chiedevo chi gli avesse insegnato l’arte della seduzione, se portava la Stampa vecchia al posto delle rose. Mia nonna era piuttosto anticonvenzionale e indipendente, quindi dubito che un fascio di rose rosse avrebbero fatto breccia, forse una stecca di sigarette si, ma le rose van bene per Barbie. In ogni modo, regalare  la Stampa vecchia a me sembrava castrazione intellettuale.&lt;br /&gt;Ora penso invece che il tipo era molto cool ed avanti coi tempi, da vegliardo è diventato gagliardo. Un giornale vecchio può fare molto bene al cuore e puoi voler fare cose insensate, pur di averne uno. Non immaginavo. &lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-P13STQXBE_M/TcmtrM9u6_I/AAAAAAAAAEg/U3ilKSS3_-I/s1600/IMG00572-20110510-2310.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="150" width="200" src="http://2.bp.blogspot.com/-P13STQXBE_M/TcmtrM9u6_I/AAAAAAAAAEg/U3ilKSS3_-I/s200/IMG00572-20110510-2310.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Prendi me: mi lanci un New Yorker vecchio di mesi e io corro a recuperarlo come un cane col bastone, solo che poi non te lo riporto ma me lo vado a sotterrare. Infatti bisogna fare attenzione con me perché io mi butto anche sotto le macchine che sfrecciano su corso Galfer, per la mia copia stazzonata e la prendo su anche se è cascata in una pozzanghera o se è sporca di ketchup.&lt;br /&gt;Una volta sono andata alla libreria Luxemburg e ho trovato il New York Times (quello grasso della domenica!!!) e altre pubblicazioni per le quali in loco avrei speso $10 in tutto e ho cacciato €49 pur di farmi una dose di carta che nel luogo d’origne era già al macero da una settimana. Poi ho pensato che con la stessa cifra per 10 settimane di fila mi compravo un biglietto dell’aereo e potevo leggere i giornali da nuovi, e così ho fatto. Però non posso comprarmi carta vecchia o posti in aereo spesso quanto vorrei, e quindi la mia amica Debora, che sa che per una copia corrente del New York Magazine sono (quasi) disposta a vendere l’amore, quando viene in visita me ne porta una borsata, sottraendo peso vitale nel suo bagaglio ai doni per la sua famiglia! Debora fa come la mamma uccello che vola verso il nido col becco pieno di cibo e lascia cadere il verme nella bocca spalancata dell’uccellino che grida disperato “ho faaaame! ho faaaaaame!” e io aspetto, sempre fiduciosa, quella cascata di carta stampata che mi nutre lo spirito e mi fa crescere forte. &lt;br /&gt;Quel marpione dell’amico di mia nonna aveva capito la forza delle notizie un po’sgualcite, la poesia del non dover essere nel qui ed ora, ma invece nel per sempre e nell’ovunque.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-7187301217757628705?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/7187301217757628705/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=7187301217757628705' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/7187301217757628705'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/7187301217757628705'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2011/05/ny-soundbites-34-delle-notizie-vecchie.html' title='NY Soundbites 34: delle notizie vecchie'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-P13STQXBE_M/TcmtrM9u6_I/AAAAAAAAAEg/U3ilKSS3_-I/s72-c/IMG00572-20110510-2310.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-4312288832597799361</id><published>2011-05-10T01:29:00.007-04:00</published><updated>2011-05-10T16:50:36.659-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='magic'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Torino'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='English'/><title type='text'>Torino Soundbites 2: of a (not too) evil place</title><content type='html'>I just got an email mentioning that I live in an evil place. At first I thought my friend was referring to the fact the sandwiches here suck, or that you can’t get a 16 oz. coffee or that you can easily have fun with 400,000 heavy drinkers camping by the river (I did. Shame on me).&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://farm4.static.flickr.com/3085/5704685381_ff5c59c0de.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="375" width="500" src="http://farm4.static.flickr.com/3085/5704685381_ff5c59c0de.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;But my friend was in fact worried about the witchcraft going on here. I don’t know about black magic any more than I do about nuclear weapons, so I won’t even try to outline a story of how and why this whole legend came about, but I feel like I want to set the record straight. Although the theory of my bad moods or peculiar behavior being caused by me being a witch might be seducing, let’s not overcomplicate things here! &lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://farm6.static.flickr.com/5224/5630217705_5a789914d2_m.jpg" imageanchor="1" style="clear:right; float:right; margin-left:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="240" width="180" src="http://farm6.static.flickr.com/5224/5630217705_5a789914d2_m.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;It’s true, a bunch of people believe Torino hosts the headquarters of a black underground army of fanatics drinking virgin’s blood and hanging chicken’s feet on their ankles, but let me reassure you we’re a civilized country (definitely more civilized than Florida where voodoo items are sold in bulk and I got lost in a neighborhood where the red stains on the walls did not seem like a contemporary art installation).&lt;br /&gt;We send kids to school as opposed to slaughtering them, the vast majority of us leave their dead rest in peace INSIDE their grave and until recently the only underground system was the sewage, now we have the subway (no less!); I shouldn’t be bragging about that: there’s just one line and trains stop running before 10 pm, but what more can you expect from a city that has not a single skyscraper and believes the Holy Shroud really is Jesus' bathrobe? I mean, really. &lt;br /&gt;Not that we need trains after 10 pm anyway, this city has been the Italian Detroit for a long time and most of the people still go to bed early thinking their shift at the assembly line starts at 5am. &lt;br /&gt;I am being too negative about this little Paris of ours. Screw the evil forces, Torino has lots and lots of amenities, some of which have been imported in NY later.&lt;br /&gt;IKEA for example, we already had it when New Yorkers still had to settle for the container store when they needed a DIY bookshelf. And what about GROM? Those two humble guys learnt the ropes of their multi-billion business here and we, the Torinesi, finally had our first ice cream delivery EVER! The first time I had ice cream delivered I remember feeling like I was really holding the world in my hand it was so cool (also in a literal sense). &lt;br /&gt;Also EATALY had been around here a while before that fat long-haired sweaty crocks-wearing cook could get his fat hands on that too.&lt;br /&gt;Back to the witchcraft, bottom line is: come see for yourselves my friends, the only evil thing here is politics.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-4312288832597799361?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/4312288832597799361/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=4312288832597799361' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/4312288832597799361'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/4312288832597799361'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2011/05/torino-soundbites-2-of-not-too-evil.html' title='Torino Soundbites 2: of a (not too) evil place'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm4.static.flickr.com/3085/5704685381_ff5c59c0de_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-5336497527234784597</id><published>2011-05-09T03:20:00.002-04:00</published><updated>2011-05-10T14:51:20.110-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='amore'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sposa'/><title type='text'>NY Soundbites 33: dell’amore reale (non è NY ma si parla inglese lo stesso)</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://farm1.static.flickr.com/80/222420692_173ad634df_m.jpg" imageanchor="1" style="clear:right; float:right; margin-left:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="180" width="240" src="http://farm1.static.flickr.com/80/222420692_173ad634df_m.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Oh my Royal Godness! Che favola, c’era tanto amore nell’aria venerdì scorso, a Londra ma anche a casa mia. Ho ceduto alle lusinghe di internet a casa solo poche settimane fa (perché così posso portarmi a casa più lavoro!) e siccome non seguo le cronache rosa troppo da vicino non immaginavo proprio che avrei goduto dei vantaggi del mio abbonamento così presto. La  prima bolletta deve ancora arrivare e io già ho incassato la mia prima vittoria. Grazie Santa BBC ondine, che hai trasmesso il matrimonio in diretta, io mi sentivo così tanto parte dell’evento, che ero a disagio perché non ero vestita elegante.&lt;br /&gt;Ho fatto le prove generali perché nei prossimi due mesi avrò anche io il mio pazzo tour di matrimoni, quindi volevo prendere un po’ di idee; gli inglesi hanno sempre un bel modo di coniugare il rigore di avere sempre una scopa nel culo (non tutti, è vero. Ci sono anche gli inglesi del venerdì sera al pub) e la consapevolezza che in un giorno speciale come il matrimonio di un altro reale puoi metterti in testa anche lo scopino del cesso e farla franca se metti in giro la voce che è di Alexander McQueen, buonanima.&lt;br /&gt;Il mio interesse per l’alta moda soffre di un cronico deficit attentivo, per cui sono rimasta sorpresa che le giovani invitate sfoggiassero non cappelli (cioè non delle cavità variamente decorate, rovesciate sulla cucuzza) ma dei siluri di varie dimensioni e fogge direttamente applicati sulla fronte, probabilmente incollati con l’attak. Le foto le avrete viste, ma se non avete seguito la cerimonia per intero ma solo una foto qua e là potreste imputare la stranezza ad una pazza random, invece ho chiesto in giro e i miei spin doctors mi dicono sia una sorta di nuovo canone di eleganza under 50. &lt;br /&gt;Ho collezionato alcuni bei copricapi negli anni, ma tutti mi fanno sembrare Miss Marple, quindi sarà meglio che per i miei matrimoni a venire mi ricordi di comprare su ebay un veliero grandezza 1:1 fatto di scovolini da pipa blu e gialli e incollarmelo fra gli occhi. &lt;br /&gt;La sposa però era tanto bella: un grissino fasciato di pizzo! Sono stati scomodati gli esperti di lettura sulle labbra per avanzare l’ipotesi che quando Will (lasciamo stare le formalità, qui) l’ha accolta all’altare le abbia detto “You look beautiful”. Cosa doveva dirle? “Peccato! dei due vestiti hai scelto quello che ti schiaccia le tette” oppure “Facciamo in fretta che stasera ho la finale di bowling”.  Ovvio che le ha detto “You look beautiful”! Sono 30 anni che i teleobiettivi gli spiano perfino le carie, mica è scemo che si fa beccare a dire delle vaccate dalle 25 telecamere della BBC.&lt;br /&gt;Ma si vedeva proprio che eran contentoni per davvero, il prete parlava e loro si mordevano le labbra per non ridere. Ci credo bene che erano felici, come dice la mia amica Giulia: si sono scelti, stanno sul tetto del mondo, un giorno diventeranno Re e Regina…no, dico, e poi????&lt;br /&gt;Dicono i maligni che la di lei sorella Pippa rubasse la scena. Effettivamente è una bella sticchia, e considerando che ha il nome meno nobile del mondo, ha attraversato il miglio e mezzo di navata con alterigia, lei col suo stuolo di marmocchi.  Ma che nome è Pippa?!! Che tipo di genitori danno ai figli due nomi come Catherine e James, e poi quell’altra la chiamano Pippa? Se la nascita di una figlia ti scombina i piani (può succedere, no?), dalla in adozione piuttosto, ma non darle un nome che tutti la prendono per il culo. Pippa non era solo bella da vedere, ma anche molto utile come damigella d’onore: si occupava dei 5 o 6 metri di strascico della sorella. Senza Pippa quel lenzuolo bianco si sarebbe avviluppato su Caterina come la fetta di pancetta sull’involtino di prugna, ma meno male che c’era Pippa che lo distendeva ben bene e lo teneva sollevato da terra, così la lavandaia poi non fa troppa fatica a farlo tornare bianco. Come se non  avesse già il suo ben daffare  con quel po’ po’ di tessuto, oltretutto teneva anche a bada tutti i mocciosetti reali: le bimbe vestite da confetti e i bimbi da scimmiette del circo.&lt;br /&gt;Sul sito della BBC pubblicavano le twittate, gli sms e gli annunci dei privilegiati che scrutavano per primi delle cose importanti, così noi a casa abbiamo scoperto PRIMA di tutti che la futura madama reale aveva i capelli sciolti (!!!!! la cosa ha davvero scatenato un’ondata di entusiasmo da beatlesmania) e sapevamo chi stava per uscire dall’auto prima che i valletti aprissero la porta. Era come agli Oscar, solo tutto più ordinato e senza gli uomini che credono che i jeans sfilacciati e una camicia bisunta in pendant con i capelli li rendano eleganti. Io non vado pazza per gli uomini in divisa, e qui la maggior parte oltre la divisa aveva anche 5 chili di corde, cordoni, cordoncini ed alamari che apriti cielo se devono andare a fare pipì (avranno un catetere), dicevo…io non vado pazza per la divisa però conferisce tutto un gh-ddu che levati! Poi gli uomini si levavano cappello e guanti e li davano ai servitori in chiesa, chissà forse per non confonderli all’uscita ci scrivono dentro il nome coll’indelebile, come si fa all’asilo con il grembiulino. &lt;br /&gt;Comunque, dite quello che volete, lo so che nel mondo ci sono cose molto più importanti, che di gente se ne sposa tanta e che come molti matrimoni anche questo può andare a ramengo, ma non casca mica il mondo se un miliardo e novecentonovantanovemilanovecentonovantanove persone più io per un’ora e mezzo ci siamo goduti la festa da lontano.&lt;br /&gt;Non credo che mi sarei svegliata alle 4 del mattino per andare a Times Square o sotto il ponte di Brooklyn per vederlo sul megaschermo, né ho pensato di organizzare un royal brunch (cosa che forse avrei fatto se fosse stato un sabato…) ma in fin dei conti è durata quanto la finale dei mondiali, nessuno si è fatto male, nessuno si è insultato, nessuno ha perso e non c’erano le vuvuzelas a rompere i timpani. Ottimo lavoro, complimenti a tutti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-5336497527234784597?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/5336497527234784597/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=5336497527234784597' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/5336497527234784597'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/5336497527234784597'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2011/05/ny-soundbite-33-dellamore-reale-non-e.html' title='NY Soundbites 33: dell’amore reale (non è NY ma si parla inglese lo stesso)'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm1.static.flickr.com/80/222420692_173ad634df_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-3804962605673498889</id><published>2011-05-07T10:04:00.009-04:00</published><updated>2011-05-10T13:06:27.949-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Apini'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cibo'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Torino'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='English'/><title type='text'>Torino Soundbites 1: of Fab missing NYC (per gli Italiani, fra un po' comparirà la traduzione)</title><content type='html'>Today has been so rough I can’t wait to bury it 6 feet under, in 90 minutes from now. It all started this morning, when I had the brilliant idea of getting coffee on my way to work and I had to face a brutal truth I always forget : “coffee” here means a shot of espresso, period. Decaf and coffee with milk are as subversive as it gets. &lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://farm1.static.flickr.com/109/255215692_ba4b5588af_m.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="180" width="240" src="http://farm1.static.flickr.com/109/255215692_ba4b5588af_m.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Nothing with a name that takes 20 seconds to pronounce (large light-roast with fat free farmers’ organic soy milk to go or decaf Colombian coffee with half and half and fair-trade raw cane sugar), no all sizes cups, no take out (miserable, uh???), no nothing except for coffee. Isn’t this a form of fascism? When I moved to NY it took me a whole year to try all the different options at the coffee shop down the street. &lt;br /&gt;There’s too much tradition-keeping going on in this country, if you ask me!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I spent a great deal of my morning on the phone trying to talk to someone at the local Con-Ed office but nobody would pick up for a long time. I guess the manager skipped class when the professor was teaching the concept of “customer care”; I would go so far as to say that he skipped school altogether. In the U.S. when you call a 1-800 number to complain they call you by your name and are so nice and charming you want to ask them out on a date! I never actually asked out what often sounded like an overweight black Southern woman, but being called “dear” and “princess” was fun and usually melted away my intentions of verbally abusing the customer care agent. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Back to my day…before I knew it, it was lunch time and I met with a friend to catch up over a sandwich. Now, what’s wrong with us? It’s time to learn some sandwich craftsmanship. I mean really guys, why are we so afraid of moving beyond ham and cheese? Have you ever heard of hands blowing up because they put crab meat and avocado on a slice of rye bread? Italians are known for being creative but for obscure reasons they refuse to experiment, sandwich wise.  Two slices of white bread and as little as possible in between. And whatever it is in between, it better be pretty plain. No bullshit like dressing, sauces, garnish…The art of saddening the lunch break. &lt;br /&gt;There are some progressive places where you can branch out and have poppy seeds bread or cottage cheese and raw salmon but never in the same sandwich. It’s either an unconventional outside (and poppy seeds is unconventional here) and a conservative inside, or the other way around. Many times I thought of getting both and swap but I am afraid someone will see me and have a heart attack or I’ll get a fine for nutritional terrorism.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;My day took a turn for the better in the afternoon, when I realized the city is being taken over for the weekend by the Alpini annual reunion: Alpini are Army Corps, big time drinkers! They are like the Hooligans only they’re much nicer and usually don’t brutalize their women nor set cars on fire. They roam the streets in groups, make toasts to anyone they meet and have a lot of fun that is contagious. They remind me of NY in a way because they’re kind of frat boys: wearing their hat with a straight feather sticking out, they’re cute, before the alcohol level in their bloodstream reaches 70%.&lt;br /&gt;Unlike the Hooligans they don’t get drunk too fast but eventually they do so I am happy I don’t live near the areas where they’re camping: I’ve heard they sing old songs at the top of their lungs. There’s 400,000 of them so that makes 800,000 lungs having a blast.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. After having walked my Italian friends through my NYC, I will randomly walk my American friends through my Torino.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-3804962605673498889?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/3804962605673498889/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=3804962605673498889' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/3804962605673498889'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/3804962605673498889'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2011/05/torino-soundbites-1-of-fab-missing-nyc.html' title='Torino Soundbites 1: of Fab missing NYC (per gli Italiani, fra un po&apos; comparirà la traduzione)'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm1.static.flickr.com/109/255215692_ba4b5588af_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-6643203116549880191</id><published>2011-05-06T11:25:00.001-04:00</published><updated>2011-05-07T03:12:15.714-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cowboys'/><title type='text'>NY Soundbites 31: della saggezza dei cowboys</title><content type='html'>Santa Michelle from Oklahoma, sa che oltre al debole per i cowboys, ho anche un debole per i detti, i proverbi, i modi di dire… e a Natale mi ha regalato un calendario di country sayings.&lt;br /&gt;365 perle di saggezza, alcune delle quali sono un capolavoro di acutezza che spero di riuscire a far entrare nel mio vocabolario prima di subito.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Di uno che non ti piace puoi dire: &lt;i&gt;Di certo non farei i buchi per l’aria sul tappo del vasetto dei cetriolini, se lui fosse dentro&lt;/i&gt;. Io avrei già fatto morire asfissiate un bel tot di persone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-La vita ti va bene un giorno e il giorno dopo non tanto: &lt;i&gt;Un giorno sei il pavone ed il giorno dopo sei il piumino&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Se qualcuno non affronta la realtà: &lt;i&gt;I miei cani dormono in garage, ma questo non li rende un camioncino. &lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Di uno stupido: &lt;i&gt;E’ cosi scemo che crede che i Cheerios siano semi di ciambella.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Se volevi aiutare un amico ma hai solo peggiorato al situazione: &lt;i&gt;beh i freni non li ho aggiustati, ma ora il clacson fa molto più casino!&lt;/i&gt; Approffitto per chiedere scusa ad un po’ degli amici a cui ho alzato il volume del clacson: avevo le migliori intenzioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Limitata ascesa sociale: &lt;i&gt;Ho iniziato con niente, e ce l’ho ancora quasi tutto.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;-Se un cretino ti dice “Ho ragione?” gli rispondi: &lt;i&gt;se dicessi di si avremmo torto in due&lt;/i&gt;. Questa  so già con chi usarla, mi consumo nell’attesa della domanda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-&lt;i&gt;Dio non poteva essere dappertutto, allora ha fatto le mamme&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Quando hai a che fare con un cretino: &lt;i&gt;Da qualche parte un villaggio ha perso il suo scemo.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Mai fidarsi del capo: &lt;i&gt;Non mollare mail il fucile per abbracciare un orso&lt;/i&gt;. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-&lt;i&gt;Fa più caldo che il culo di una capra in un campo di pepe&lt;/i&gt;.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Di un brutto naso: &lt;i&gt;il suo naso sembra il pollice di un falegname cieco.&lt;br /&gt;&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;-&lt;i&gt;I miei soldi sono al sicuro come una zecca su un cane col collo rigido&lt;/i&gt;. Certe culture venerano le mucche, altre le zecche. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Quando vuoi che qualcuno faccia qualcosa subitissimo e bene digli: &lt;i&gt;stagli addosso come la puzza sulla puzzola!&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Fare sesso prima del matrimonio: &lt;i&gt;piantare il grano prima di costruire la staccionata.&lt;/i&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Per fare un complimento: &lt;i&gt;sei bella come una mucca a macchie in un campo di dalie. &lt;/i&gt;Le mucche vengono subito dopo le zecche nella classifica dei preferiti dai cowboys. Un altro bel detto complimentoso è: &lt;i&gt;non ti scambierei nemmeno con una mucca all’ingrasso&lt;/i&gt;. Che la dice lunga sulle sfumature del tipo di venerazione che diverse culture hanno per le mucche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;-Di un film: &lt;i&gt;Era così triste che avrebbe fatto piangere anche un occhio di vetro.&lt;/i&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-6643203116549880191?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/6643203116549880191/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=6643203116549880191' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/6643203116549880191'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/6643203116549880191'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2011/05/ny-soundbite-31-della-saggezza-dei.html' title='NY Soundbites 31: della saggezza dei cowboys'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-7256162887881930696</id><published>2011-05-04T03:51:00.001-04:00</published><updated>2011-05-15T16:05:42.457-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Brooklyn'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='casa'/><title type='text'>NY Soundbites 30: del mio paradiso di Brooklyn</title><content type='html'>Come ho detto, della casetta dei miei sogni mi sono innamorata a prima vista, dopo un giretto veloce durante il quale ho compreso il significato di attenzione selettiva: la mia testa ha rilevato solo quello che le piaceva e il resto l’ha messo nel tritarifiuti. Ho mosso mari e monti per avere il contratto, o qui o sotto il ponte di Brooklyn, costi quel che costi, e alla fine chi la dura la vince e io mi son ritrovata con le chiavi in mano. &lt;br /&gt;Quando ho lasciato Henry Street ci sono stati grandi baci e abbracci con Mick che diceva “non troverò mai più una roomate come te, si stata la migliore”. Credo si riferisse al fatto che spugna sul pavimento del bagno la passavo sempre io e che, diversamente dai precedenti coinquilini, non gli rubavo né il gin dallo scaffale, né il gelato dal freezer. A volte è proprio questione di poco, far contenti gli altri. &lt;br /&gt;Il giorno del trasloco non avevo granchè, perchè in questi anni la scarsità di spazio mi ha insegnato il valore del rimettere le cose nel ciclo dell’uso cosmico (in piemontese si direbbe “campare via la rumenta”), ma qualcosina ce l’avevo, quindi mi son servita del mio man-with-a-van di fiducia. Si trattava dello stesso che anni prima mi aveva accompagnata nel manicomio del’Upper West Side, in quell’occasione lui pestò un’enorme merda del cane isterico, come primissima cosa, nonappena mise la sua suola a carro armato oltre la soglia, e questo gli era rimasto impresso a fuoco nella memoria. Era rimsto impresso anche a me, ma è stato lui a menzionare l’aneddoto, io l’avrei volentieri lasciato nel bunker dei ricordi che cerchi di dimenticarti di ricordare.&lt;br /&gt;Siamo arrivati a Carrol Gardens e l’omino mi ha aiutato con le mie valigie e le quattro carabattole ma si è dileguato senza entrare in casa. Vuoi dargli torto? &lt;br /&gt;Io ero tutta bella contenta, lì in una casa coi pavimenti di legno, una cucina-ina-ina tutta per me e un walk-in closet così grande che la mia amica Adriana quando l’ha visto ha detto “ma questa è una &lt;i&gt;bèd-rùm&lt;/i&gt;”. La &lt;i&gt;bèd-rum&lt;/i&gt; funzionava da stanza armadio in tempi normali ma si sdoppiava come stanza degli ospiti: ci stavano due letti messi per lungo e appiccicati al muro, ci stavi comodo come nel corridoio del treno durante l’interrail. &lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://farm2.static.flickr.com/1076/551955109_b73beb9c79_m.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="180" width="240" src="http://farm2.static.flickr.com/1076/551955109_b73beb9c79_m.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Prima di disfare le valigie e mettere le mie poche cose sul pavimento (dato che non disponevo di mobili), sono andata a rinfrescarmi in bagno, che ricordavo avere una finestra enorme per cui i vicini potevano guardarti anche le caviglie, mentre facevi pipì. Quello che non ricordavo di avere rilevato nel veloce giro di ricognizione era che per rinfrescarsi in quel bagno bisognava usare l’acqua della vasca dato che non c’era il lavandino. Settimane prima un agente mi aveva offerto una casa che costava meno, ma il poveretto ebbe la leggerezza di farmi notare che mancava il lavandino in bagno, e io ho detto con sdegno “ah allora no!” e non mi sono nemmeno scomodata a vedere la casa. La nemesi si è abbattuta su di me con la forza di Hulk e io non ho potuto fare altro che riderci su: durante un viaggio di avanscoperta newyorkese avevo già vissuto una settimana in una casa che aveva la doccia in cucina, per cui vedevo un sacco di lati positivi nell’avere conquistato la privacy! In ogni caso, per come la vedo io, la mancanza di lavandino in bagno non è un problema classificabile come serio e in fin dei conti è privilegio di pochi lavarsi i denti da seduti (sulla vasca, non sul gabinetto! A pensarci bene…lancio un appello ai designers in lettura: inventate un lavandino portatile per lavarsi i denti mentre fai pipì: risparmi tempo e stai comodo).&lt;br /&gt;Non avendo ancora mobili ma solo un materasso ad aria, per i primi giorni non ho potuto rilevare un’altra caratteristica, di cui invece in seguito ho apprezzato gli effetti: il pavimento pendeva significativamente in direzione delle scale; cosa che mi hanno spiegato essere assolutamente normale: destino di tutte le case senza cemento armato è di venire risucchiate nel buco nero della tromba delle scale. Ma alla lunga, molto alla lunga. Noi dovevamo essere già piuttosto avanti col processo perché con l’avverbio &lt;i&gt;significativamente&lt;/i&gt; intendo che per non far planare i libri sul pavimento ho dovuto mettere sotto gli scaffali una pila di biglietti da visita alta come le pagine gialle di Milano (vedi foto).&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://farm2.static.flickr.com/1408/1030304891_2836542a86.jpg" imageanchor="1" style="clear:right; float:right; margin-left:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="375" width="500" src="http://farm2.static.flickr.com/1408/1030304891_2836542a86.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Gli elettrodomestici della cucina erano più vecchi di me, il frigo è morto di stenti molto presto ed è stato sostituito, ma la cucina era ancora lì quando me ne sono andata. Forse avrei dovuto allertare la nuova inquilina che il rilascio del gas avveniva in quantità esorbitanti, per cui abbrustolire il pane per colazione era una roulette russa perché l’interno del forno si saturava istantaneamente, in compenso l’acqua per la pasta bolliva prima che l’operazione di apertura del barattolo del sugo fosse ultimata. Quando ho smesso di abbrustolire la convivenza con la cucina economica è di molto salita di qualità.&lt;br /&gt;In inverno ho scoperto che i termosifoni di notte si riempivano di folletti dispettosi che martellavano la ghisa, ma sbuffa e martella quanto vuoi, non producevano un calore sufficiente a contrastare gli spifferi. Per fortuna il golf da casa è sempre un articolo molto rappresentato nel mio armadio e nei giorni freddi mi drappeggiavo una sciarpa in testa e facevo finta di essere Miriam Makeba.&lt;br /&gt;A parte queste trascurabili "criticità" (ma, tra l’altro, quand’è stato che la parola problema è uscita dalla vulgata???), la casetta era deliziosa. Hanno potuto constatarlo i numerosi amici e parenti italiani che sono venuti a trovarmi: nessuno ha espresso troppo disagio per la questione del mancato lavandino, neppure coloro che tutto sommato avrebbero avuto sacrosanti motivi, prima fra tutti la mia amica Francesca che, nonostante avesse in grembo una bambina quasi pronta a venire al mondo, l’ha presa con la filosofia di un marine in addestramento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-7256162887881930696?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/7256162887881930696/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=7256162887881930696' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/7256162887881930696'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/7256162887881930696'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2011/04/ny-soundbites-30-delle-mio-paradiso-di.html' title='NY Soundbites 30: del mio paradiso di Brooklyn'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm2.static.flickr.com/1076/551955109_b73beb9c79_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-3937497625108830444</id><published>2011-05-03T02:33:00.002-04:00</published><updated>2011-05-03T11:10:47.613-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='casa'/><title type='text'>NY Soundbites 29: delle mie case</title><content type='html'>Se la newyorkesità si definisce in base al numero di case cambiate, io non so dove sto ma di sicuro non tanto in alto in classifica. Ho abitato in una, due, tre…quattro, cinque! case. &lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://farm6.static.flickr.com/5145/5635687689_d3c6d1bbdd_m.jpg" imageanchor="1" style="clear:right; float:right; margin-left:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="240" width="180" src="http://farm6.static.flickr.com/5145/5635687689_d3c6d1bbdd_m.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;La prima era una casa enorme, durata qualche mese e mai abbastanza compianta, sulla quindicesima con il backyard e le roomates più carine del mondo, dalle quali ho imparato quasi tutto quello che poi negli anni mi è servito per sopravvivere: che dagli uomini bisogna pretendere che ti paghino cena e il taxi per tornare a casa; che il delivery boy del ristorante è merce rarissima nei giorni di pioggia e che con una buona mancia lo puoi convincere a cominciare il giro delle consegne da casa tua, la prossima volta; oppure che è inutile incaponirsi a capire la logica delle deviazioni per lavori in corso del sistema della subway.&lt;br /&gt;La mia seconda casa, in Upper West Side, è durata poco più di 2 settimane, ma sono state settimane intense: c’era un cane isterico e con le corde vocali belle gagliarde, un padrone di casa lurido e con un ascesso ad un dente che gli rendeva doloroso parlare (e infatti poteva solo sbavare articolando qualche suono), un coinquilino pusher e ladro ed una coinquilina rumena autrice teatrale che stava tutto il tempo sigillata in camera sua (so che era rumena e che faceva teatro perché me l’ha sbavato il padrone di casa al primo incontro, per farmi capire che, se con il pusher ladro potevano esserci pochi argomenti di conversazione, invece con la rumena sarei andata molto d’accordo dato che, venendo tutte e due dall’Europa, parlavamo la stessa lingua!). Non indagherò in questa sede la ragioni per cui sono finita in quella residenza, basti sapere che ho preso le pulci e sono scappata un sabato pomeriggio alla veloce lasciando in quell’inferno un bel po’ di mobilio e due mesi di affitto di deposito. Ancora oggi andare oltre la settantaduesima ad ovest mi fa sudare i palmi delle mani.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://farm6.static.flickr.com/5022/5643714800_d436deac0f.jpg" imageanchor="1" style="clear:right; float:right; margin-left:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="500" width="375" src="http://farm6.static.flickr.com/5022/5643714800_d436deac0f.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;La terza casa invece è durata un tempo enorme per gli standard locali: un anno e mezzo. In una terra di mezzo fra Chinatown e il trendissimo Lower East Side, in Henry Street, un appartamento al sesto piano dove faceva così caldo che a dicembre abbiamo guardato la tempesta  di neve più pazzesca degli ultimi 10 anni con la finestra aperta, e dove il bagno era così micro che sembrava di stare in un camper: per lavare il pavimento bastava la spugna! Quando sono arrivata nell’appartamento c’erano Mick (lo scrittore panzuto, adorabile di cui ho spesso parlato qui) con il quale ho passato l’intero anno e mezzo, e poi per brevissimo tempo c’è stata una ragazza di colore di cui non ricordo il nome perché non ci siamo mai parlate: la vedevo solo per qualche secondo al giorno, nel suo tragitto fra la sua camera e la porta dell’appartamento. Però ricordo che fumava un sacco di marijuana e che non usciva mai senza una parrucca appariscente. La signorina è stata poi sostituita da Michael, che per quasi un anno ha dormito su un materassino da yoga perché comprarsi un materasso era troppo sbattimento.&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://farm6.static.flickr.com/5266/5643523348_462a76a220.jpg" imageanchor="1" style="clear:right; float:right; margin-left:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="500" width="486" src="http://farm6.static.flickr.com/5266/5643523348_462a76a220.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;Nell’anno e mezzo passato in Henry Street mi sono presa una vacanzina e sono andata a fare la cat sitter nell’East Village; una casa tutta per me per un mese: averi ucciso per un lusso simile! Il pegno da pagare per una casa di 3 stanze e cucina nel cuore di Manhattan era una gatta stronza a cui badare, così stronza da meritarsi il nome (ufficiale, all’anagrafe felina) di Cattiva. &lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://farm1.static.flickr.com/90/222947002_c4d5a4c118.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="375" width="500" src="http://farm1.static.flickr.com/90/222947002_c4d5a4c118.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Cattiva mi ha angariato per cinque settimane facendomi agguati unghiuti e mangiandomi un paio di scarpe, ma si vede che non me la sono cavata male perché poi, nel tempo, sono tornata a grande richiesta per una forma rapsodica di cat sitting. Forse sono stata l’unica disponibile a ripetere?&lt;br /&gt;Dopo due anni di Manhattan, ho attraversato l’East River e ho trovato la casetta dei miei sogni, in un vecchio quartiere italoamericano a Brooklyn: Carrol Gardens. &lt;br /&gt;Con questa mossa ho rischiato di perdere TUTTI i miei amici: i Manhattanites non vanno volentieri a Brooklyn (i fans di Sex and the City ricorderanno la frase di Miranda "Nemmeno i taxi vanno a Brooklyn"), ma in realtà non avevo sottovalutato i miei amici, che spesso (ma non troppo spesso) si sono spinti fino alle Colonne d'Ercole.&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://farm2.static.flickr.com/1028/1030305289_de05326ce3.jpg" imageanchor="1" style="margin-left:1em; margin-right:1em"&gt;&lt;img border="0" height="500" width="375" src="http://farm2.static.flickr.com/1028/1030305289_de05326ce3.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Ho preso casa all’ultimo piano di una casetta a tre piani, come nei film. A NY come dappertutto se vedi una casa che ti piace devi agire in fretta sennò te la sgufano da sotto il naso, per cui io, che mi sono innamorata della casetta a prima vista, ho tirato su gli sghei per il deposito chiedendo un prestito a Mick, e ho iniziato la danza delle credenziali per convincere la padrona di casa che sarei stata un’inquilina modello. Io non ho mai subito un vero e proprio interrogatorio in un commissariato di polizia, a tarda notte, con un poliziotto determinato a farmi confessare un delitto non commesso, ma nella mia scala delle emozioni forti l’esperienza che ho avuto credo sia paragonabile.&lt;br /&gt;La questione da risolvere era che le mie credenziali erano quelle di Topo Gigio e il mio conto in banca aveva la lucina rossa fissa. Siccome però ogni tanto nella vita la Sorte ti fa l’occhiolino, la padrona di casa ha acconsentito a darmi una possibilità, purchè potessi produrre tre lettere di raccomandazione e un deposito grassoccio. Ho scatenato i miei rommates vecchi e correnti, che hanno aderito in massa alla campagna “troviamo una casa per Fab” producendo sviolinamenti cartacei, dove si diceva che ero non solo pulitissima, gentile e sempre disponibile a lavori pesanti e disgustosi, con zero propensione ad avere amici a cena e con una vita sentimentale e sessuale che si svolgeva rigorosamente fuori da casa mia, ma soprattutto che negli anni di convivenza avevo pagato l’affitto non come un orologio svizzero, ma come un orologio svizzero molto in anticipo. Questo ha rassicurato la signora, che quindi ha firmato il contratto e mi ha consegnato le chiavi del mio personalissimo paradiso con il parquet ed il muro di mattoni, il portoncino verde e le scalette. &lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://farm2.static.flickr.com/1016/551955011_b04caefb23_m.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="240" width="180" src="http://farm2.static.flickr.com/1016/551955011_b04caefb23_m.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Io mi sono sempre preoccupata di pagare l’affitto con qualche giorno di anticipo, e forse per questo la questione del divieto di avere ospiti a cena (o peggio che si fermassero per la notte) è caduto in prescrizione prima ancora di entrare in vigore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La fotografia dei cassonetti dell'immondizia fuori dal portone di Henry Street è di &lt;a href="http://www.adriannina.com/"&gt;Adrian Nina&lt;/a&gt; e la fotografia del paradiso di Brooklyn è di &lt;a href="http://varie-ed-eventuali-blog.blogspot.com/"&gt;Dede&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-3937497625108830444?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/3937497625108830444/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=3937497625108830444' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/3937497625108830444'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/3937497625108830444'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2011/05/ny-soundbites-29-delle-mie-case.html' title='NY Soundbites 29: delle mie case'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm6.static.flickr.com/5145/5635687689_d3c6d1bbdd_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-4649567273082518738</id><published>2011-04-29T03:00:00.010-04:00</published><updated>2011-04-29T03:00:02.008-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cibo'/><title type='text'>NY Soundbites 20: del cibo un’altra volta. Ma è un’ossessione!!</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://farm3.static.flickr.com/2453/3749315256_734fccfcc2_m.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="180" width="240" src="http://farm3.static.flickr.com/2453/3749315256_734fccfcc2_m.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Non ce la farò mai, ad essere una vera new york woman. Per un mucchio di buone ragioni, per essere sinceri, prima di tutte che mangio l’insalata con olio e aceto e non con una salsa spessa come la vernice da parati, ma poi c’è la questione che io non lascio più di metà della porzione nel piatto. Per la cronaca: non ne lascio manco una briciola, e questo una vera lady non lo fa. L’avanzo è un marcatore sociale, diamine!&lt;br /&gt;L’altra sera ero a cena di lavoro, cercavo di fare la figa, ma la sostanza ha trionfato sull’apparenza e come un’idrovora mi sono prima prosciugata il piatto di calamari di appetizer e poi il mio pesce è durato nel piatto circa 4 minuti. Quando mi sono guardata intorno i miei commensali avevano appena appena allargato la pietanza nel piatto, e portavano alla bocca una molecola di cibo per volta, sospesa sulla punta di un rebbo. &lt;br /&gt;Desolata, cercavo di disporre i resti del pesce sul piatto, in modo da indurre gli altri in inganno, ma quando ti resta un brandello di pelle e una testolina scarnificata non è che hai molto spazio di manovra. Discorrendo è venuto fuori che un’ora prima di cena John si era scolato un frullato iperproteico, Casey un cocktail di M&amp;Ms e noccioline e la signorina polacca taglia 38 si era concessa un paio di ciambelle nell’arco del pomeriggio. &lt;br /&gt;Qui vanno tutti dall’analista e qualunque cosa è sempre imputabile ad un trauma causato dai genitori in tenera età; ero restia a questa facile interpretazione, ma devo ammettere che qualcosa di vero c’è. Io ad esempio non posso mangiare nulla fra un pasto e l’altro, nemmeno se ho le convulsioni e i crampi. Quando ero bambina la regola era: colazione ore 7,30, pranzo ore 1, merenda ore 4 e cena ore 8. Ecco spiegato perchè io mi avvento sul cibo SOLO all’ora dei pasti, ma lì…si salvi chi può. Il mio amico Giovanni, recente acquisto newyorkese, una sera mentre io pucciavo nella salsa di soia ed inglobavo il sushi mio (e pure quello suo) senza nemmeno respirare, mi fa –ah certo che tu non scherzi a mangiare...io mulinando la mascella gli ho biascicato –come dici, scusa?&lt;br /&gt;Quella sera lì al tavolo con me anzichè le solite americane che ordinano e poi aspettano che il cameriere porti via, c’era la grande Adriana, che ha sempre fame come me e io e lei da sole ci mangiamo 9 rolls e 2 sushi deluxe. W Adriana. Il sushi ha tutto un sapore diverso quando non devi fare il gentile per l’ultimo boccone, perchè tanto si ordina ancora!&lt;br /&gt;La mia collezione di amici si allarga a vista d’occhio e io sono felice non solo per l’ ovvia ragione che riempiono di gaudio la mia vita, ma anche perchè imparo infinite sfumature della parola cibo. John, quello del frullatone superproteico, è diabetico e mangia solo uova ed insalata scondita da 5 anni, ma vabbè lì c’è di mezzo la salute; non sono un nutrizionista ma con uova tre volte al giorno mi pare si stia candidando per un’imminente esplosione epatica. E mentre aspetta che gli recapitino a casa il pranzo che ha ordinato su internet, si trastulla la garganta con qualche dozzina di agglomerati di cioccolato senza cioccolato e muesli al fruttosio.&lt;br /&gt;La Giovanna mi ha raccontato di un suo conoscente che si alimenta solo a proteine e pepsi-cola, e mi ha introdotta ad un altro, seguace del tutto crudo. Il tale sostiene che qualunque cosa consumata cruda attiva nel nostro organismo l’enzima necessario alla sua digestione: potenza della chimica. Devo provare col cemento. La discussione poi si è spinta fino a parlare di un tale che vive su un piede solo (l’altro ce l’ha, ma non lo vorrà sciupare) e non mangia nulla da anni. Vive di respiro e di sole. Si di “sole”, lui guarda il sole due volte al giorno e bon.&lt;br /&gt;Sono una veterana del contenimento calorico, delle verdure scondite e “puzzone”, per citare l’amica Frantz, che predilige invece capretti e capponi meglio ancora se cotti nello strutto; faccio raid di approvvigionamento alimentare nei negozi organici più di quanto non ammetta, ho vissuto gli ultimi 20 anni della mia vita combattendo i grassi stauri; a Torino una mia amica divenne famosa per una torta che non aveva nè farina, nè burro, nè zucchero, nè uova e infatti aveva una qualità tutta sua di non-tortezza. Mia sorella intingeva nel succo di frutta le carote al posto dei biscotti ed aveva tutta una teoria sulla possibilità di friggere nell’acqua. Io stessa ho dato un fracco di delusioni all’ amica Frantz di cui sopra non volendo assaggiare certi piatti di trippa o non condividendo con lei l’esperienza del grasso di maiale che ti si scioglie in bocca; sono spesso stata considerata una scellerata perchè affonto la vita senza i salumi o perchè dopo 3 piatti di polenta concia mi sento appesantita.&lt;br /&gt;Ma santo cielo vivere di sole e di aria, e a Natale essere gratificati (forse) di un succo di pompelmo è agghiacciante. &lt;br /&gt;Però ho fatto due scoperte nutrizionali di portata biblica, legate alla mia recente deriva organico-salutista: le barrette di cereali e i mix di semi. Ho consumato una barretta (dimensioni in cm: 1x3x7, peso in chili: 2, per un totale di 4000 calorie) prima di affrontare una lezione di danza pazza, che in genere mi lascia esausta. Ebbene prima ancora di venir trasformato in bolo, il primo boccone ha avuto  l’effetto miracoloso di appiccicarmi un’elica alle chiappe, sicchè mi son mangiata 6 isolati in 35 secondi. Arrivata a destinazione invece di cambiarmi le braghe come tutti, ho roteato alla wonderwoman e voilà… i jeans si sono polverizzati e mi son ritrovata in costumino. Ho danzato pazzamente per due ore e mi è rimasta energia per camminare fino alla metro, per poi collassare sulla banchina, ma cosa vuoi…era solo una barretta.&lt;br /&gt;Grazie alla mia doppia vita di cameriera ho sviluppato una certa dimestichezza nel riconoscere il tirchio dal buongustaio con poca pecunia; quest’estate amavo molto servire le coppie di studenti innamorati bohemien che dividevano una pizza e leccavano il piatto, quelli lì erano i miei preferiti; c’è una bellezza difficile da spiegare in 2 coppie di occhi che si sdilinquiscono e tu pensi che in un certo senso TU stai nutrendo quell’amore. C’erano due ragazzetti bellini bellini, che son venuti più volte, John e Matt. John e Matt ogni volta ordinavano una pizza diversa perchè 2 costavano troppo e sognavano una luna di miele a Napoli per ingozzarsi di Margherite. I buongustai momentaneamente sprovvisti di finanze si beccavano sempre il bis di coca-cola e il cioccolato di Modica offerto dalla casa, in un trionfo di giustizia!&lt;br /&gt;In generale guardare la gente mangiare è uno spettacolo di cui mi privo volentieri, ma il fatto di servire pizze una volta la settimana mi permette di osservare altre cose che orbitano attorno al cibo. Come la gente aspetta il cibo, ad esempio. Ci sono quelli che si asciugano la bottiglietta di fanta e poi mangiano all’asciutto, ci sono quelli che litigano, e ho notato che il 99% delle volte che in una coppia c’è uno incazzato è la donna (forse devo rivedere la mia teoria che la sindrome premestruale non esiste), il restante 1% è costituito da ragazzine teenager, che si allenano a diventare le stronze che saranno da grandi; ma i miei favoriti del momento sono una coppia di regulars che si siedono in silenzio, estraggono ciascuno il suo libro, leggono in totale estraniamento dal mondo per circa 25 minuti, e appena gli piazzi il piatto davanti lei erompe in un “allora come ti dicevo…” e la riprendono da dove l’avevano lasciata ore addietro. &lt;br /&gt;C’è anche un’altra signora che mi piace, una giunone con carrè bianco, che mentre aspetta la pizza estrae dalla borsa un sacchetto di pilloloni e si impasticca.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;28 febbraio 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La foto è di &lt;a href="http://varie-ed-eventuali-blog.blogspot.com/"&gt;DEDE&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-4649567273082518738?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/4649567273082518738/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=4649567273082518738' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/4649567273082518738'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/4649567273082518738'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2011/04/ny-soundbites-20-del-cibo-unaltra-volta.html' title='NY Soundbites 20: del cibo un’altra volta. Ma è un’ossessione!!'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2453/3749315256_734fccfcc2_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-1201448592771650984</id><published>2011-04-28T06:40:00.001-04:00</published><updated>2011-04-28T06:40:00.801-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vino'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Langhe'/><title type='text'>NY Soundbites 28: NY nelle Langhe</title><content type='html'>Non vado a NY spesso quanto vorrei, quindi approfitto di ogni occasione che ho di gustarne un pezzetto a casa mia. Il pezzetto di questa settimana si chiama Jen, la mia amica giornalista di cibo/vino caduta innamorata del vino italiano e delle Langhe un paio di anni fa. Jen tecnicamente vive in Queens, ma passa molto tempo nelle Langhe, a volte solo come luogo del cuore, ma a volte ci viene proprio col suo bel corpicino.&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://farm6.static.flickr.com/5013/5424523413_574fbf20f2_m.jpg" imageanchor="1" style="clear:right; float:right; margin-left:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="180" width="240" src="http://farm6.static.flickr.com/5013/5424523413_574fbf20f2_m.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Due anni fa è venuta con un’amica, per fare un tour pazzo di assaggi di vini ma l’amica aveva scoperto di essere incinta pochi giorni prima di partire, per cui addio notti alla deriva per troppo Barolo. Jen ha incassato il colpo regalmente, ma ha imparato che una buona regola per viaggiare è mettere la cintura di castità ai compagni di viaggio, un mese prima della partenza. O viaggiare con l’amica suora. Te lo dovrebbero dire le guide, nella sezione dove ti dicono di muoverti per tempo per i visti e le vaccinazioni.&lt;br /&gt;Poi l’anno scorso è tornata (da sola! Errare è umano, ma perseverare è da pirla) per fare la vendemmia. Due mesi su e giù fra la vigna e la cantina, a tagliare i grappoli, setacciare via le bucce, ascoltare la fermentazione, spillare mosto mattina e sera da quelle bombolone per sentire se è ancora mosto o è già vino, a travasare dentro e fuori il vino dalle botti. Tutto questo a me sembrava una fatica immane che nessun essere umano vorrebbe fare, a meno di esserci costretto da genitori autoritari e repressivi e da una discendenza genetica di vinificazione, ma sono andata a trovarla in quel periodo e Jen mi è parsa florida e felice.  D’altra parte io andrei a fare uno stage in un ranch, quindi chi sono io per giudicare???&lt;br /&gt;Pochi giorni fa Jen era di nuovo in Langa, dove ormai la chiamano per nome e le è quasi venuto un po’ l’accento, e io l’ho raggiunta per un giorno di esplorazione alcolica. Jen per l’occasione guidava una panda nera, con la quale è andata a rotta di collo per le colline tutto il giorno e quando le ho fatto notare che non poteva guidare come nella Germania delle leggende, dove i limiti stabiliscono la velocità SOTTO la quel è vietato stare, e che  ti levano i punti lei ha argomentato che non possono togliere i punti alla patente americana! C’è la possibilità che ti diano una multazza, è vero, ma chi non risica non rosica, per cui end of discussion e acceleratore a tavoletta.&lt;br /&gt;Io sono un’alcolizzata senza educazione, mentre Jen è proprio esperta quindi stavo un passo indietro e imparavo.  La cosa più importante che ho imparato è che sputazzare il vino anziché ingoiarlo educatamente e goderne gli effetti appieno, come la ragione e l’educazione suggerirebbero, è una strategia di sopravvivenza e non semplicemente un uso barbaro e disgustoso; peccato che questa lezione di vita sia arrivata ai miei recettori a metà pomeriggio, quando tutto l’emisfero destro pulsava pazzamente, le gambe erano di segatura bagnata soprendentemente pesanti da trascinare e le mie capacità di concentrazione stavano comodamente nella capocchia di uno spillo.&lt;br /&gt;L’altra cosa di considerevole importanza che ora so è che il vino rosso non solo ti tinge i denti e la lingua, ma pure ti asciuga le labbra, per via del tannino. Quindi immagina che bello spettacolo che ero a fare le mie PR (ero lì per lavoro): dispensavo grandi sorrisi a 32 denti bluastri e con le labbra crepate ai limiti del sanguinamento mentre spiegavo a tutti di essere un’acclamata produttrice di documentari che erano stati visti ai quattro angoli della terra e che stavo per proporre loro un progetto rivoluzionario. Mi chiedo quante altre volte nella vita ho sorriso così, a metà fra una zombie e un masticatore di tabacco. &lt;br /&gt;Terza cosa che ho imparato è che tutti i produttori che ho incontrato sono appassionatissimi del loro lavoro, ma la passione non necessariamente si traduce in capacità di comunicarla. L’ultimo produttore che abbiamo visitato doveva avere problemi ben più pressanti che non intrattenere due graziose ladies quindi alle domande rispondeva con degli eloquenti “si” o “no” e con lo sguardo cercava qualcosa oltre le nostra spalle. E’ sempre bello quando hai la sensazione che qualcuno non vede l’ora di metterti fuori dalla porta e, perché l’informazione non vada lost in translation, ti chiede se vuoi assaggiare ANCORA un altro vino. Quell’ultima degustazione è stato il momento in cui ho avuto l’epifania dello sputare come strategia di sopravvivenza e mi son dovuta cimentare nella tecnica. Da ragazzina ero campionessa di sputo della gomma da masticare, ma lì era una pallina e le regole della fisica erano chiare, mentre impartire forza e direzione ad una boccata di liquido è questione di finezza. Non entro nei dettagli, ma provate voi e poi mi dite come risolvete la questione bavetta. Perché lì io sono ancora in cerca della tecnica: se sputi con grande enfasi rischi lo schizzo di ritorno, mente se non metti abbastanza forza ti si riversa tutto sul mento. Ho visto un produttore sputare Barolo in un arco magenta di più di un metro e mezzo, perfetto, deciso, nervoso (come il suo vino). Potevo domandargli il trucco, ma era quando ancora credevo che solo le femminucce dovessero sputare. &lt;br /&gt;Questa giornata nel vino mi ha incuriosita, ho capito che non è solo fuffa. Forse farò come Jen che ha fatto il suo primo corso di degustazione perché voleva capire se erano tutte cazzate o no, che il vino sa di buccia di mandorle tostate con un retrogusto di petalo di violetta appassita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La foto è di &lt;a href="http://varie-ed-eventuali-blog.blogspot.com/"&gt;DEDE&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-1201448592771650984?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/1201448592771650984/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=1201448592771650984' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/1201448592771650984'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/1201448592771650984'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2011/04/ny-soundbites-28-ny-nelle-langhe.html' title='NY Soundbites 28: NY nelle Langhe'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm6.static.flickr.com/5013/5424523413_574fbf20f2_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-5067643616028747848</id><published>2011-04-27T03:00:00.005-04:00</published><updated>2011-04-27T03:00:01.235-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='bellezza'/><title type='text'>NY Soundbites 26: di fab che cerca la bellezza</title><content type='html'>Da qualche giorno sono particolarmente sensibile alla bellezza. Il che può certamente essere imputato, in parte, alla tempesta ormonale che si scatena al cambio di stagione; questo spiega perchè voglio andare a fare la spesa lo stesso giorno ogni 4 settimane, nello stesso orario: che c’è il cassiere bellino che fa il turno alla coop; o perchè allungo di mezzo miglio la strada verso casa solo per vedere quelli che giocano a basket. Ok, quella è la parte primitiva di me che grida vendetta. &lt;br /&gt;Altrettanta ragione se la prende il fatto che, alla soglia dei 34 anni, forse la mia testa cerca di negare il galoppo dei lustri, e credo che agendo da tredicenne con cieca determinazione convincerò il Tempo a lasciarmi in pace. Sono quasi certa che abbiano smesso di pubblicare “Cioè”, il giornaletto con copertina adesiva, che avidamente leggevo da ragazzina. Tagliavo il catechismo e, seduta sulla giostrina dei giardinetti della stazione, sognavo una fuga d’amore con Luis Miguel (si, l’ho fatto. Chi è senza peccato scagli la prima pietra). Se per caso lo vedete ancora in edicola mandatemene una copia, se mi vede leggere quello, il Tempo penserà che quella con me è una partita persa e sarò libera dalla schiavitù delle creme antirughe.&lt;br /&gt;Come dice la mia amica Julia ora ho vissuto a NY abbastanza a lungo per accorgermi finalmente che c’è un sacco di bruttura in giro. Innegabile, cara Julia. Il mio spirito polemico mi incita a precisare che di certe cosacce mi ero accorta già da ‘mo, quello che non avevo capito ancora è quanto la bruttezza può angosciare uno spettatore involontario. Cammini per la strada e senza rendertene conto vieni accoltellato dalla sgraziataggine. Nella mia totale ignoranza della linguistica e dell’etimologia, e nell’osservanza di una predisposizione familiare a piegare il significato delle parole a proprio piacimento, definirò qui una differenza fra bruttezza e bruttura che totalmente arbitraria. Il mio personale vocabolario definisce &lt;i&gt;bruttezza&lt;/i&gt; una qualità esteriore, che con opportuni trucchetti, e a volte navigati profesionisti, può venir corretta fino, se non a scomparire, almeno a non disturbare l’occhio umano; la &lt;i&gt;bruttura&lt;/i&gt;, al contario, è qualcosa di intrinseco, un concetto filosofico che informa il soggetto/oggetto in ogni suo atomo, rendendolo sgradevole, non importa quanto ti hanno insegnato a non giudicare. La bruttura è incorreggibile, ed ha un devastante effetto sull’ambiente circostante. Innumerevoli esperimenti sono stati fatti per misurare l’effetto che quel che si vede ha sull’umore e tutti, infallibilmente, hanno dimostrato che vedere la foto di un bimbo che piange fa intristire mentre una cucciolata di dalmati fa allegria. Su questo non si discute. &lt;br /&gt;Nella mia giornata tipo per fortuna non sono esposta alla visione di bimbi piangenti a ripetizione, quindi quello che rovina il mio umore e mi fa girare in giù gli angoli della bocca dev’essere qualcos’altro. Forse l’immondizia per strada? Forse il tipo afflosciato sui sedili del treno? Forse il riccazzo che ha visto troppi episodi dei Sopranos e lascia la mancia sul tovagliolo unto, in pizzeria? Forse la tromba delle scale a casa mia, dove i condomini lasciano l’immondizia fuori dalla porta per giorni? &lt;br /&gt;Le mie sono solo ipotesi, ovvio, ma le voglio esporre. Sono cresciuta in un paese strabordante di bellezza, dove Leonardo e Michelangelo non sono tartarughe con la bandana, le persone tendono ad indossare calze che non solo fanno paia l’una con l’altra, ma addirittura si intonano a qualche pezzo del sopra; dove il senso estetico consiglia di fermarsi al bordo del piatto nel fare le porzioni, dove le case sono alte qualche decina di metri e consentono alle strade intorno di godere della luce, dove gli uomini indossano il Borsalino e non il cappelletto da baseball. Venire privata repentinamente di bellezza e senso della misura, mi abbassa lo zucchero nel sangue e mi oscura l’umore. E allora mi commuovo appena vedo un po’ di bellezza e mi ci abbarbico e non voglio sbattere le palpebre perchè temo che sparisca.&lt;br /&gt;Ecco perchè vado a guardare gli ebrei cassidici il sabato pomeriggio: perchè sono composti, di quella compostezza distaccata e strafottente che solo la presunzione del popolo scelto ha. &lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://farm4.static.flickr.com/3162/2584082263_49231c53f8.jpg" imageanchor="1" style="margin-left:1em; margin-right:1em"&gt;&lt;img border="0" height="500" width="500" src="http://farm4.static.flickr.com/3162/2584082263_49231c53f8.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;A Williamsburg, Brooklyn, il mondo non esiste; esiste solo il quartiere delimitato da un filo (eyruv) che corre alto lungo i pali della luce, entro il quale non valgono le regole mondane, ma solo quelle religiose. Il sabato gli Hassidim vanno in Tempio vestiti a festa, che significa più o meno come in Italia negli anni ’40. Le donne rigorosamente scollacciate come la signorina Rotermeier, affogate in informi tailleur di una taglia più grande e con la parrucca; le bimbe in tulli e merletti rosa e i bimbi con gilet e la kippah d’ordinanza. Ma I più belli di tutti sono gli uomini. I più liberal-sovversivi hanno solo pantaloni e giacca neri, il cappello, un cappotto di raso assai simile ad una vestaglia elegante, e fra la camicia e la giacca uno scialletto (taled) con frange (zizit) che funzionano da rosari per le preghiere. Ma i miei preferiti sono gli omoni barbuti, coi loro boccoletti, e sempre gli occhiali rotondi, che portano in testa un copricapo delle dimensioni di un copertone di auto, foderato di pelliccia; hanno anche loro la vestaglietta di raso nero con disegni opachi, e sotto anzichè le braghe hanno solo dei collant bianchi e babucce nere, mi fan pensare a quando sogni di essere uscito in pigiama e te ne accorgi solo quando se sull’autobus, oppure a degli attori in camerino, pronti per andare in scena con qualche roba di Goldoni o Moliere, hai in mente? Può suonare buffo, raccontato così, eppure sono regali anche in calzamaglia. Hanno un portamento dritto e un’aria di disapprovazione negli occhi, quelle rare volte che incontrano i miei di donna non ebrea, che mi stravolge e mi fa sentire piccola e indegna, quasi. Anche quelli cicciotteli e sorridenti, che durante la settimana trotterellano nel Diamond District (di cui sono pressochè proprietari) o abbattono interi quartieri di cassette sul East River per costruirci condomini di lusso (gli Hassidim sono una casata/casta di speculatori edilizi, fra le altre cose), anche quelli che non hanno il physique du role, dal calar del sole del venerdì fino alla domenica mattina, assumono un portamento Alessandromagnesco. E sono una gioia per i miei occhi avidi di fuga dalla cacofonia audio-video della mia vita.&lt;br /&gt;Questa compostezza di adulti paga il prezzo della totale abolizione della spensieratezza adolescenziale, dato che i signori in questione studiano, mangiano e dormono e nulla più, fin da quando hanno 5 anni; immagino che le ragazzine con gonna alle caviglie e maniche lunghe anche ad agosto non saltino catechismo per leggere “Cioè”, ma chi sono io per dire che si perdono qualcosa?&lt;br /&gt;Come dimostrano i miei boccoluti amici, la bruttezza uniforme dei vestiti démodé (se mai sono stati “modè”, cosa di cui ho ragioni di dubitare), delle parrucche o dei foulard anteguerra, di un quartiere sobrio al punto di caracollare nel deprimente, dove le finestre sono sempre chiuse e la gente non parla, ma sussurra -passi accanto al parchetto delle altalene e sembra che qualcuno abbia giocato col telecomando lasciando l’audio a zero- non è espressione di bruttura, ma invece di rassicurante (almeno per me) decoro ed eleganza. I tricicli o le bambole sui balconi mi suggeriscono però fantasie di allegrie familiari, dove i bimbi sono autorizzati a fare qualche schiamazzo, mentre le mamme ripuliscono la casa di ogni briciola di cibo lievitato per Passover.&lt;br /&gt;Per contro ridurre la bruttezza non solo non riduce la bruttura, a volte la aumenta, o la rende più rivoltante. Prendi la ossigenatissima e siliconatissima Anne Nicole (che ricorderete all’inizio degli anni novanta ventenne aspirante Marylin di serie B spostata col miliardario novantenne) che è stata trovata morta nel suo vomito, e ha lasciato ai fans una mamma e nuovo fidanzato a litigare, sulle pagine dei giornaletti e su tutte le tv, sul dove le ceneri dovessero venir conservate, e pure un bimbetto di pochi mesi, sulla cui paternità due omazzi raccapriccianti si sono confrontati. Sarete contenti di sapere che la vittoria è andata a quello dei due che più somiglia ad un calciatore, con tanto di capello mechato. ‘Sta cosa mi ha fatto ripensare alla querelle sul figlio illegittimo di Maradona: nonostante l’understatement napoletano lasci parecchio spazio all’immaginazione, almeno non ci son stati morti…Forse la storia di Lapo nazionale si avvicina?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo non per dire che New York non è bella, anzi. New York è belliffffima, e lo è ancora di più perchè lo è “nonostante” le sue brutture.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;6 maggio 2007&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*NOTA&lt;br /&gt;Ringrazio infinitamente Andrea, che mi accompagna per manina nella mia esplorazione del mondo ebreo, che pazientemente mi spiega minuzie e grandi temi, e che mi lascia domandare e dissentire.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-5067643616028747848?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/5067643616028747848/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=5067643616028747848' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/5067643616028747848'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/5067643616028747848'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2011/04/ny-soundbites-26-di-fab-che-cerca-la.html' title='NY Soundbites 26: di fab che cerca la bellezza'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm4.static.flickr.com/3162/2584082263_49231c53f8_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-2944480164386727864</id><published>2011-04-26T01:00:00.000-04:00</published><updated>2011-04-26T01:00:01.750-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cibo'/><title type='text'>NY York Soundbites 25: della food coop</title><content type='html'>La mia leggera propensione naïve per il cibo organico e senza conservanti è passata, o meglio si è evoluta, si è articolata più dettagliatamente, ha trovato il giusto spazio nella mia vita, ha smesso di essere un incertezza fra il dovrei e vorrei. E’ diventata chiaramente, senza ombra di dubbio, un’ossessione. Se non sono capace di essere misurata nelle parole e nella narrazione figurarsi se lo posso essere negli atteggiamenti. Lo sono nell’abbigliamento, ed è già abbastanza.&lt;br /&gt;Una volta andavo al supermercato e compravo qualunque cosa fosse avviluppata in plastica colorata, con grandi scritte cubitali e possibilmente venduta in quantità esagerate (per la questione quantità chiedetene spiegazione a mia mamma, per lei –-e dunque per me di riflesso—non ha senso comprare nulla che non duri almeno 2 mesi). Ero all’oscuro della stagionalità, nonchè del colore e della dimensione che verdure e frutta dovrebbero avere. Adoravo quei supermercati giganteschi, in un certo qual senso anche danteschi, dove le corsie straripano di beni a perdita d’occhio; tutte le marche che come dervisci roteanti mi coinvolgenvano in una danza dei sensi, un abisso di acquisti dal quale uscivo esausta, e in genere carica di cose la cui utilità era inversamente proporzionale al prezzo.&lt;br /&gt;Compravo le mele più rosse e lucide, come se avessi dovuto fare fuori Biancaneve da lì a poco, e i cetrioli più verdi, il latte più magro, i formaggi più lavorati (meglio se insipidi) della storia dei latticini. La carne è scomparsa dalla mia tavola da prima che iniziassi a provvedere autonomamente alla mia alimentazione ma, se l’avessi comprata, avrei scelto quella più cromaticamente in tono col mio umore. Io sono un pollo e mi faccio incantare dalle scritte, mica come mia sorella; lei è uno squalo e fa la proporzione del peso al chilo in un nanosecondo, lei non si imbambola mica davanti ai sacchettoni come fosse alle giostre. L’unica cosa che vince ogni sua resistenza è la crescenza magra.&lt;br /&gt;Insomma sono stata per anni impegnata nella inconsapevole ma minuziosa opera di debilitamento del mio corpicino e della mia psiche; per tacere del senso del bello.&lt;br /&gt;Ad onor del vero devo registrare che mia mamma aveva segnato un’inversione di tendenza già almeno 10 anni fa, iniziando a fare provvista di cibo presso una cooperativa di contadini. La varietà e la disponibilità delle risorse era limitata, al punto che in famiglia li chiamavamo “I Bulgari”, non riferendoci ai gioiellieri di certo. Avevano solo cavoli e patate d’inverno, ma d’estate era un trionfo per i sensi. Il negozio era tristissimo se non deprimente, dove ti servivi da solo di ramasìn e albicocche con delle palette da immondizia, vangando dentro cassette di legno che cadevano a pezzi e con le quali ti infilavi le spine sotto le unghie, garantito al limone. La signora era gentile ed indossava sempre dei guanti di lattice biancastro sporchissimi, coi quali metteva le pesche sulla bilancia, ti dava il resto, puliva i vetri con la varechina e dava il grasso al tagliaerba. Nonostante ci lamentassimo spesso della ridotta scelta, credo alla fine fossimo tutti piuttosto orgogliosi di sostenere ‘sti qua perchè ci stavano simpatici. Io all’epoca me ne infischiavo dei pesticidi figurarsi se me ne importava qualcosa di sostenere l’economia locale, però sentivo le loro buone vibrazioni. I Bulgari furono un lodevole esempio di organico ante litteram. Le leggi del mercato se li sono portati via. Dio li benedica. Il mondo non era pronto per loro, o almeno Rivoli non lo era. Dopo di loro sono riprecipitata a rotta di collo verso il mega supermercato.&lt;br /&gt;Il sonno della ragione genera mostri, diceva Goya. E’ venuto il tempo della riscossa dal sonno della mente! LaG Giovanna mi ha vinta con la violenza psicologica, con un atteggiamento passivo-aggressivo fondato sul semplice giudizio morale; non mi ha mai detto “non andare al supermercato”, ma invece articolava frasi come “che schifo quei supermercati dove vendono di tutto. Ci vanno solo i brutti”, questo ha velocizzato assai il mio cambio di mentalità. Nel processo di abbandono della vecchia strada per la nuova, di grande aiuto è stato anche che nel supermercato sotto casa le cassiere parlano l’una con l’altra o al telefono, mentre letteralmente si sbarazzano delle tue cose buttandole nel sacchetto con un sapiente gesto del polso e non ti dicono manco crepa. Nel dare un colpo nelle reni al loro business ho sentito che stavo facendo una cosa buona e giusta. &lt;br /&gt;Per spiegare questa mia ossessione riesco a trovare due ragioni: la prima è che in una città dove si sono 50 gradi in casa d’inverno e 20 d’estate, grazie alla termo-tecnologia e dove le fragole sono così grandi che le mangi a fette, grazie alla bio-teconologia, qualche preoccupazione sulla fine che farà il pianeta, e con esso l’umanità, germoglierebbe anche nella coscienza del meno attento dei coglioni. La seconda ragione è che sono francamente stomacata da tutti i cibi pre-cotti, pre-pararati, pre-colorati, unti e soprattutto PUZZONI che ammorbano l’aria. Poco mi fregherebbe che il culone davanti a me in metro si affoghi già dal mattino presto nel milk shake chimico di Dunkin’Donuts o di hamburger e patatine alla paprika, se non fosse che questo cibo fritto plurime volte o risultato di almeno 4 processi di preparazione, liofilizzazione, reidratazione e cottura devasta il mio apparato olfattivo e mi danneggia l’appetito. &lt;br /&gt;Sbocco di questa repentina ma ragionata trasformazione alimentare e spirituale è la decisione di diventare membro di una cooperativa alimentare, niente meno. Ora sarò io la signora in guanti putridi! Niente roba hard core, non mi trasferisco nel mid west e non divento allevatore di maiali o coltivatore di pannocchie, mi limito a sborsare una certa quota diventando proprietaria di un diecimillesimo della baracca socialista e a lavorare 2 ore e 45 minuti ogni 4 settimane, in cambio compero pulito e divento parte della comunità. Ho sempre avuto difficoltà ad integrarmi nei grupponi, l’unica associazione di cui ho mai fatto parte era l’AVIS, ma a parte farmi cavare sangue in cambio di cappuccino e BuondìMotta stantio, non ho mai interagito granchè coi colleghi. Per dovere di cronaca va detto che l’AVIS non ha mai lesinato in attività sociali, solo che l’idea di andare alla cerimonia di conferimento delle medaglie per la venticiquesima donazione e robe così mi ha sempre messo addosso una certa qual tristezza. Esisteva anche un nutrito network di sostegno fra co-membri, dove potevi usufruire di sconti fra il 2 e il 5% sui servizi di norma prestati; unico neo è che I soci AVIS tendono ad essere che so…smaltatori di vasche da bagno, commessi in negozi di sementi, meccanici di trattori, negozianti di attrezzi da scalata in alta montagna, produttori di circuiti elettrici…&lt;br /&gt;I soci della mia cooperativa alimentare sono massaggiatori shaitzu, estetiste di alto livello, consulenti di lunga vita, addestratori di serpenti a sonagli senza denti, venditori di candele aromaterapiche, cuochi vegani, pittori rinnegatori dell’acrilico, stilisti di abiti di paglia e bucce di carota…&lt;br /&gt;C’è anche un kindergarden dove smolli il figlio, cosa assai utile se conti che stiamo parlando del quartiere con il maggior tasso di crescita (insieme all’upper west side, dove il tasso di gagni è raddoppiato per via del fatto che TUTTE le donne lassù si sottopongono a bombardamenti ormonali e cure di fertilità, per cui sfornano coppie di gemelli a tutto spiano) quindi se vai a fare la spesa o sei di turno per le tue 2 ore e 45 minuti scarichi il pupo e sei salvo per un po’. Non esite l’interfono per cui non succede come da Auchan che in continuazione senti –“Dlin-Dlon, i genitori del bambino Matteo Ognibene sono pregati di venirselo a riprendere prima che l’ugola gli scoppi e i bulbi oculari escano dalla loro naturale postazione dentro la scatola cranica, Dlin-Dlon”. Qui se tuo figlio frigna son cazzi della socia suicida che ha scelto il turno al baby-parking.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;16 aprile 2007&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-2944480164386727864?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/2944480164386727864/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=2944480164386727864' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/2944480164386727864'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/2944480164386727864'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2011/04/ny-york-soundbites-25-della-food-coop.html' title='NY York Soundbites 25: della food coop'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-4524947349176059093</id><published>2011-04-21T14:57:00.001-04:00</published><updated>2011-04-21T14:59:59.168-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='taxi'/><title type='text'>NY Soundbites 24: dei taxi</title><content type='html'>In un libro, di valore letterario nullo, ambientato a New York ho letto una frase illuminante: i taxi all’una del mattino servono unicamente a due cose: pomiciare con uno dopo una serata andata bene oppure fare una conference-call con 3 o 4 amici mentre torni a casa, per aggiornarsi sulle reciproche fortune. Nulla da eccepire se la protagonista del libro fosse una teenager, trattasi però di trentenne parte della Corporate-America, e cioè benestante con laurea di una università della Ivy League.&lt;br /&gt;L’unica cosa buona di quei mestieri lì sono lo stipendio e i benefits, per il resto per me è un mistero come questi qua lavorino 80 ore la settimana e gli resti l’energia per andare in giro per night clubs a dragare dei tipi con cui ravanarsi nei vestiti sul sedile di un taxi. E’ un mistero anche come facciano a fare le conference-call: mettere in sospeso una chiamata per me già richiede la dimestichezza manuale di un neuro-chirurgo. La chiamata multipla nel mezzo della notte mi pare un gioco di prestigio perché, tra l’altro, dev’essere complicato beccare 3 o 4 amici contemporaneamente NON impegnati nell’amoreggiare selvaggiamente in taxi, nelle poche ore sottratte al sonno.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://farm1.static.flickr.com/83/255215694_10d2f7059d.jpg" imageanchor="1" style="clear:right; float:right; margin-left:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="375" width="500" src="http://farm1.static.flickr.com/83/255215694_10d2f7059d.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;A Torino il taxi è roba da ricchi o da signore ottantenni che tornano da teatro. O almeno così è nel mio immaginario. Mi sembra di commettere sacrilegio ad immaginare Agata Christie o Marella Agnelli che si sbaciucchiano con uno beccato al teatro Carignano o al Circolo della Stampa, in una battuta serale di caccia andata bene. Prendere il taxi risveglia in me un’altra memoria, una festa di carnevale a 15 o 16 anni, dove, dato un vestito piuttosto trasparente da odalisca, mi rifiutai di recarmi in tram. Non sapevo che 15 anni dopo mi sarei trovata a vivere in un posto dove circolare per strada in pieno giorno a febbraio con indosso un costume da bagno e una tutina di tulle, una dozzina di pesanti collane che producono un fastidioso rumore nell’atto di battere le une contro le altre, indossando infradito e numerose cavigliere, non solo non è fonte di vergogna, ma anzi è un’abitudine assai diffusa, che non frena dal prendere il mezzo di trasporto pubblico.&lt;br /&gt;Questo per dire che la mia frequentazione di auto pubbliche, assai asfittica in Italia, ha subito miglioramenti minimi in termini numerici, ma biblici in termini di impatto. Prima di gettarmi nel traffico e sventolare la manina, però, mi faccio sempre un esame di autocoscienza, per vedere se “mi merito” il taxi, che nella mia testa è simbolo di pigrizia ed ignavia, di sfrenato disprezzo per la gente normale, quanto le manicure da $80 o le SPA con gli accappatoi paffolosi e profumati.&lt;br /&gt;Se ho lavorato come la schiava Isaura alla pizzeria, però mi permetto il lusso, se non è venerdì o sabato sera. Nel caso del turno del weekend, quando un taxi disponibile su First Avenue è raro quanto un ombrellone e due sdraio in Alaska, allora il mio stanco culetto viene riportato a casa in un autobus che passa nel mezzo dei quartieri più degradati della bassa Manhattan, dove l’intrattenimento è assicurato dagli spacciatori tredicenni di crack che si azzuffano con quelli di fumo.&lt;br /&gt;Comunque se non è il weekend, a fine serata mi spetascio sul sedile dietro del macchinone giallo, mentre l’autista discetta ININTERROTTAMENTE in Hindi al telefonino. Delle attività da taxi il petting pesante gli è precluso, per motivi logistici di collocazione all’interno dell’abitacolo (e forse anche dalla sua religione) ma gli resta pur sempre la conference-call! Non so nulla di antropologia, ma posso dire senza tema di essere smentita che le culture indiane (mi riferisco all’ aspetto, domando scusa per l’ottusa genericità) danno estremo valore alla comunicazione orale, in osservanza forse di una tradizione millenaria, eppure sono allo stesso tempo i più all’avanguardia nell’uso delle strumentazioni tecnologiche. Perfino le donne in tailleur D&amp;G e borsone Chanel da $3000, vestali (o vittime?) del to-see-and-be-seen, sono sempre un passo indietro; se volete sapere quale sarà il nuovo trend in termini di blue-tooth vi consiglio di osservare il padiglione auricolare del cabbie.&lt;br /&gt;Una cosa inspiegabilmente bizzarra dei taxi è che godono di un microclima tutto loro, d’inverno sono caldi come un lettuccio e d’estate sono una granita per lo spirito. La sfrontatezza con cui i taxi sfidano le condizioni atmosferiche è discreta, non è quella degli ineleganti SUV a vetri fumè, né quella delle Porche o BMW fuori dai club fighi, è più una specie di liquido amniotico che ti da sollievo dal mondo, che ristabilisce una sensazione di buono-e-giusto; clicchi la serratura della portiera e apriti sesamo, il paradiso esite! &lt;br /&gt;E poi quei sedili…ti avvolgono le chiappe e i fianchi come nessun umano sa, lasciamo stare sti new yorkesi, per i quali il concetto creativo di seduzione è pura matematica:1/2 parti di Vodka/Gin+1/2 parti di DietCoke x 3 volte = mani addosso in taxi. &lt;br /&gt;No, qui sprofondi nella similpelle trapuntata di qualche centimetro, giusto il necessario per non avere più cognizione della gravità, ma senza lo sgradevole effetto sabbie mobili. &lt;br /&gt;Qualcuno, nei racconti di serate particolarmente goliardiche, asserisce di aver consumato in taxi. Immagino che il vantaggio di un’esperienza che a me pare assai meschina (adesso dite che sono bigotta!!!) sia che, se dev’essere questione di tre minuti con uno che non sai bene che faccia ha perché l’hai visto solo al buio e lo fai in taxi, almeno il giorno dopo non devi lavare le lenzuola.&lt;br /&gt;Sti sedili ti risucchiano i lombi e ti invitano a sbilanciare la testa indietro fino a toccare quell’area di plastica scura che è stato nido di altri milioni di teste prima della tua, scalpi che avvolgono crani in cui albergano idee di pulizia assai diversificate. Ma quando questa orribile verità ti attraversa la mente, orami sei fregato, la testa pesa una tonnellata, non la vuoi/puoi rialzare, pensi ormai è fatta, domani mi lavo i capelli con l’acido, e resti ad assaporare la pace dei sensi. Lo scivolamento verso la totale perdita di coscienza è accelerato dalla cantilena indo/pakistana che, le prime volte ha un che di irritante, lo ammetto, ma poi ti annulla e ti sospinge come le onde che muoiono sulla battigia. Ho pensato addirittura di iniziare un business di esportazione di nastri di conversazioni telefoniche di taxista, da vendere a caro prezzo agli amici e conoscenti genitori di bimbi ostili al sonno.&lt;br /&gt;In un tragitto condiviso, Giovanna un giorno mi ha detto che andare in taxi è come fare un viaggio; sarà che attraversavamo Chinatown, esperienza ottico-olfattiva che di per sé ti spara se non proprio in Cina di certo piuttosto lontano da Manhattan, ma non è lontana dal vero.&lt;br /&gt;Piuttosto pittoresco è stato un tragitto fino all’aeroporto, alle 4,30 antimeridiane di un giorno di pioggia, a bordo di un’auto di un car-service cinese. Nel mio quartiere è perennemente in atto la forza centrifuga dei taxi,  che nonappena ti smollano davanti a casa vengono immediatamente rimbalzati in aree dense di viveur granosi, mentre nel mio quartiere abitiamo solo io e un milione di cinesi sputacchioni che vanno solo in bici, così gli pare di stare a Pechino. &lt;br /&gt;Quella mattina il tragitto fino all’aeroporto è durato solo una ventina minuti, e l’abitacolo era favoloso, con dei cuscinoni e il sedile riscaldato, ma la colonna sonora era una litania snervante e mielosa di violini mescolata ad un vago sciabordio. Quando alle 5 meno dieci di quel mattino ho scoperto scendendo che lo sciabordio veniva dai sedili ad acqua, mi è venuto in mente di chiamare l’autrice del libro per dirle che se vuole la ultimate experience di soft sex su 4 ruote, le do il numero del car service.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;19 febbraio 2007&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-4524947349176059093?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/4524947349176059093/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=4524947349176059093' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/4524947349176059093'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/4524947349176059093'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2011/04/ny-soundbites-24-dei-taxi.html' title='NY Soundbites 24: dei taxi'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm1.static.flickr.com/83/255215694_10d2f7059d_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-8494588932888241092</id><published>2011-04-19T16:07:00.000-04:00</published><updated>2011-04-19T16:07:24.878-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='televisione'/><title type='text'>NY Soundbites 19: della TV</title><content type='html'>Il panorama televisivo americano è deprimente. Probabilmente il panorama televisivo è deprimente ovunque, se ci pensi è già tutto nell’irrisolvibile conflitto etimologico fra PANORAMA e TELEVISIONE.&lt;br /&gt;Come la maggior parte di chi in/con la TV ci lavora mi picco di non guardarla; ne ho una in casa ma è per lo più destinata a contenere le repliche di Friends (episodi in cui Chandler è ancora magro e Joey idiota) e di Sex and the City (episodi in cui Carrie ancora sta col falegname simpatico e amoroso, ma si capisce che non può funzionare: lui non apprezza le di lei braghette inguinali con bretella, appaiate al sandalo col tacco, il cappellino sulle 23 e il lecca lecca a forma di G di Gucci). L’estate 2006 è stata tutto un battage pubblicitario di uno show strappamutande dall’ intrigante titolo “Heroes” in cui dei tipi qualunque scoprono di avere dei superpoteri e salvano il mondo (super-novità, neh?) e poi uno che si chiama “6 degrees”, prova catodica che siamo tutti connessi attraverso massimo 6 passaggi (se succede in TV allora E’VERO!!!).&lt;br /&gt;Io ho con la TV pochissima confidenza, prova ne è che a Torino, dopo 5 anni che a casa mia avevamo RAI 1 sul canale 23, RAI 2 sul 3, canale 5 sul 57, tutto in un ordine rigorosamente random, e bisognava ballare il cha cha cha sul telecomando, un mio amico un giorno, dando prova della sua assidua frequentazione televisiva e della sua propensione per l’intervallo pubblicitario, disse “mi sono votto le palle, guavdave la TV è un piaceve, se i canali sono alla cazzo che piaceve è?”. Dopo un miracoloso smanettamento durato 5 secondi netti abbiamo avuto Italia 1 sul tasto 6, come il mondo civilizzato. E’ stato il momento più vicino al sentirmi ”established” che abbia mai provato nella mia vita.&lt;br /&gt;Insomma, comunque qui c’è una sola cosa che davvero mi piace in TV, ed è il Food Channel. &lt;br /&gt;C’è Rachel Ray: americanona robusta con il debole per l’aglio (sempre due spicchi a testa, tranne nel tiramisù dove ne mette uno solo). Rachel non è solo una simpatica macchietta televisiva, è un’icona dell’intrattenimento di serie B. Possiede una rivista mensile dove il suo matrimonio ha tenuto la copertina per 6 mesi l’anno scorso e sul Food Channel ha due programmi: 30 minutes meal e Traveling with Rachel. Secondo gli insegnamenti di Rachel il segreto per preparare un pranzo da 5 portate in 30 minuti consiste nello scaraventare nella pentola qualunque cosa (va bene anche patatine nel sacchetto, cingomme alla pizza, barattoli di ketchup), aggiungere un panetto di burro, aglio e cipolla a coprire il tutto e lasciare cuocere a fuoco vivo per 5/10 minuti. Poi tanto il manicaretto viene coperto con uno strato di bacon e uno di formaggio arancione e messo a gratinare in forno, così che gli ingredienti transgenici possano rilasciare tutta la loro cancerogenicità in santa pace ed ingrossare a dismisura le arterie e culi degli americani.&lt;br /&gt;Traveling with Rachel, invece, vede Rachel andare in giro per gli Stati Uniti con un budget di $50 al giorno, e farci colazione, spuntino, pranzo, merenda e cena. Se fa la tirchia con la mancia le resta qualcosa per una barretta rompifame. &lt;br /&gt;Credevo Rachel del tutto inoffensiva, ma invece è motivo di sentimenti che agitano la società americana in sensi opposti e con forze contrarie, e questo ve ne da la misura: la community “Rachel Ray sucks” (Rachel Ray fa schifo) si è meritata un articolo sul supplemento della domenica del NYTimes, esempio di come un nuovo trend socialmente in impennata sia riunirsi attorno a quel che ci indigna o ripugna.&lt;br /&gt;Se Rachel è la Reginetta dei cafoni ma simpatici, Giada De Laurentiis (si, quel De Laurentiis lì!) è la Principessa sul Pisello dei raffinatissimi cinematografari Holliwoodiani. A parte il fatto che sa benissimo due lingue, per il resto è insopportabile. Ha troppi denti che brillano innaturalmente di luce radioattiva, è magrissima ma con una testa spropositata, che un parrucchiere briccone le ingigantisce con chignon morbidosi. E il direttore della fotografia la incorona sempre di una luce soffusa, un po’ alla Berlusconi vecchia maniera. Giada cucina sempre per i suoi amici e per la sua enorme famiglia dove tutte le donne assomigliano a Marta Marzotto fine anni ’80; e mentre cucina sniffa in continuazione chiudendo gli occhi e poi, riaprendoli grandi grandi come dall’oculista, dice ooohhhhh, che profumo buonissimo, vero?- Veeeero? Non so… devo avere il tubo catodico raffreddato, non sento odori. &lt;br /&gt;Alla fine della puntata gli invitati la raggiungono sulla spiaggia di Malibù o in riva alla piscina, in grappoli di decine e decine, ogni tanto Dino si vede in fondo in fondo, ma cerca di sfuggire l’obiettivo, forse perché si è portato da casa pane e mortadella, che è l’unica cosa che gli piace davvero.&lt;br /&gt;C’è sempre qualcosa che mi irrita in questa fancazzista, che per ingannare il tempo va a caccia di prelibatezze italiane e le serve, a spese del network, ad amici e parenti (scrocconi ma con stile), ma l’apice della sgradevolezza Giada lo raggiunge quando invita un’ ospite (sempre rigorosamente italiana) e la sfida a fare gli gnocchi o la torta di pere e cioccolato o che so io. Mentre la tipa si accetta le dita con la mannaia giapponese o cerca di avvolgere i grissini con esiti fallimentari lei apre gli occhioni da barbie e senza far scappare i troppi denti dice “hey, guardate io come sono brava e veloce, tu Maria Adelma Luce, invece sei una sfigata pazzesca”. Io se fossi Maria Adelma Luce guarderei in camera e direi “Giada, Giada vieni a pescare con noi, ci manca il verme”, ma invece Maria Adelma Luce sopporta la violenza psicologica. Secondo me alla fine della programma c’è un rito in cui tecnici e ospiti lapidano Giada, sennò non capisco perché ognuno di loro dovrebbe subire la condanna. &lt;br /&gt;Un altro bel programma educativo è “Food 911”. Il 911 è il numero del pronto intervento, immaginatevi lo spirito del programma. &lt;br /&gt;Chiunque si sia trovato a gestire un ammutinamento culinario, può chiamare in redazione e se c’è potenziale televisivo ti mandano un para-cuoco in ambulanza e una troupe a registrare il salvataggio.&lt;br /&gt;Il para-cuoco arriva con la sua valigetta e l’ospite (un single che chiaramente ha coi fornelli lo stesso rapporto conflittuale che ho io con la TV) langue sul divano dicendo ah disfatta disfatta…la mia vita sociale è finita, ho fallito un dinner party, domani sarà su tutti i giornali! il dottore dei fornelli lo rianima e poi lo porta in cucina. Lì, come si fa coi bimbi, gli da dei compiti per tenerlo impegnato, tipo contare i semi di girasole nel barattolo o scrivere i nomi degli invitati sui segnaposto -ma solo con la matita così se fa schifo lo rifacciamo poi bene insieme-. Mentre il single scrive i segnaposto con la linguetta arcuata sull’angolo sinistro del labbro, come Charlie Brown quando prova a scrivere all’amico di penna con la penna stilo anziché con la matita, il para-cuoco prepara dei manicaretti pazzeschi che nessun umano è in grado di produrre da solo in una cucina di casa; infatti nella sua borsa degli attrezzi secondo me il super-cuoco ha dei mangiarini disidratati preparati da Alain Ducasse in persona, e lui gli spruzza solo sopra un po’ d’acqua, li mette nel forno tre minuti…et voilà che ti strabilio l’ospite.&lt;br /&gt;A parte le repliche di Friends o Sex and the City, che io mi pappo con grande golosità anche alla 5° volta, queste sono le mie uniche frequentazioni televisive americane. Pensare che ci son tanti bei documentari. Con i miei coinquilini Mick e Mickey siamo in trattative per la TV a pagamento, ma siamo due contro uno per prendere la stagione di football. Non vedo l’ora.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1 dicembre 2006&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-8494588932888241092?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/8494588932888241092/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=8494588932888241092' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/8494588932888241092'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/8494588932888241092'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2011/04/ny-soundbites-19-della-tv.html' title='NY Soundbites 19: della TV'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-5146018407658389316</id><published>2011-04-19T03:00:00.000-04:00</published><updated>2011-04-19T03:00:11.327-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='bikram yoga'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><title type='text'>NY Soundbites 15: del bikram yoga</title><content type='html'>“Punta il ginocchio in alto, il mento guarda in basso, la colonna vertebrale è tesa verso l’alto come se volesse volare in cielo, i gomiti sono cementati alle orecchie, il polso destro guarda verso i talloni, tre dita della mano sinistra sono incollate fra di loro e tese verso destra, mentre le restanti dita sono completamente estese vero l’ombelico, sentite l’osso sacro che tende verso il centro della terra, inspirate dal naso alzando la cassa toracica, espirate dal naso eseguendo una lieve torsione del busto, tenete le cosce chiuse schiacciatissime, alzatevi sulle dita del piede sinistro e curvatevi il più possibile verso destra spingendo l’anca destra verso fuori e quella sinistra leggermente in avanti, senza perdere l’equilibrio, trovate il ritmo del respiro, bocca chiusa, mascella rilassata, fronte liscia, ora stringetevi le ginocchia in un abbraccio, incrociate il braccio destro sotto il sinistro e dietro il collo, spostate l’equilibrio sulla gamba destra, e lentamente ma decisamente portate le mani verso il centro della stanza, allungatevi in alto senza insaccare la schiena, sentite l’energia del corpo, cercate il vostro focus (&lt;span style="font-style:italic;"&gt;whaaaaat?????&lt;/span&gt;), allungate il collo, scacciate i cattivi pensieri, bravi siete bravissimi, c’è un’energia pazzesca in questa stanza…ora stendetevi a terra immediatamente, allungate le braccia, schiacciate i piedi in avanti e con un bel colpo di addominali alzatevi in equilibrio su una gamba sola, respirando tranquillamente attraverso il naso e piano piano cercate di respirare attraverso tutto il vostro corpo (che cazzo vuol dire??? le mie ginocchia possono respirare? novità interessante. Potranno anche sternutire?)…ecco bellissimo, siete la classe migliore del mondo, l’energia è fantastica stasera. Ora allargate le gambe, allungate le braccia, abbassatevi sui talloni, tenete il peso sulle anche, abbassate la testa, il mento schiacciato contro lo sterno, allungate il collo, mettete entrambe le mani sotto i talloni in senso inverso ai piedi e con la parte inferiore della schiena spingete in basso, tirate le anche verso il cielo, tenete regolare il respiro, trovate il vostro focus (ancora?) e ora tenete la posizione un minuto, fate meditazione, tenete gli occhi aperti, sentite l’energia del vostro cuore, tenete la posizione per ancora 30 secondi cercando di spingere i vostri limiti più in avanti, piegate indietro il collo e cercare ti toccarvi le ginocchia con la lingua, se non ci riuscite oggi non importa, continuate a provare ci riuscirete domani (adoro rimandare,io)…ora tornate in posizione di preghiera, allargate la cassa toracica fate un bel respiro, abbassate le braccia e siamo pronti per la prossima posizione…”. &lt;br /&gt;Tutto questo in una stanza con 50 gradi centigradi.&lt;br /&gt;Ecco, se appena appena avete un po’ di potere immaginativo, avete appena avuto un assaggio di lezione di Bikram Yoga.&lt;br /&gt;Nel mio quartiere hanno aperto questo studio nuovo, che combina la tendenza con la salute, la bellezza con la spiritualità, il sudore (tantissimo sudore) con il sudore. La Giovanna, fan dello yoga da quasi un decennio, cercava da mesi di convincermi a provare (a me, che il massimo della spiritualità della disciplina l’avevo provato un anno fa con dei DVD!!!) e la scorsa settimana…il miracolo, la rivelazione. &lt;br /&gt;Venerdì scorso la Giovanna mi ha cercata ripetutamente al telefono senza fortuna, non solo lasciando messaggi in segreteria ma dimostrando anche una prorompente necessità di parlarmi dal vivo. C’era qualcosa di grosso in ballo, perché in generale lei non è tipo da accanirsi tanto sulla comunicazione a parole, quindi ho deciso di approfondire e l’ho invitata a cena x una zuppa organica preconfezionata (sento i vostri denti stridere, ma la versione carote-zenzero è alquanto pregevole) e una boccia d’acqua del rubinetto. C’era una tale luce nei suoi occhi mentre mi raccontava di questo Bikram che il giorno dopo mi son presentata allo studio per la mia settimana di prova a $20.&lt;br /&gt;Dai DVD ricordavo delle squinzie di età definita, nostalgiche degli anni ’80 con capelli mechati e la frangetta, con delle ridicole tutine, adagiate su dei materassini in location stupefacenti tipo la Monument Valley, sull’orlo di precipizi che suggeriscono le infinite vastità dell’anima. Nei DVD le squinzie si piegavano a 180 gradi avanti e indrè come avessero morositas al posto delle vertebre, il loro sguardo era trasfigurato, i capelli laccati erano smossi da una lieve brezzolina  e dagli alberi intorno (simili agli ulivi, anche se io nella Monument valley non ricordo ulivi, ma  forse negli ultimi anni è in atto un rimboschimento intensivo), dicevo… dagli alberi intorno usciva musica di sitar.&lt;br /&gt;Nel super trendy studio tutto rosa del super trendy Lower East Side dove mi sono trascinata quel sabato pomeriggio ho trovato:&lt;br /&gt;-fighette in microshorts American Apparel,&lt;br /&gt;-tatuaggi su ogni stinco/caviglia,&lt;br /&gt;-tatuaggi su parecchi bassi ventri, &lt;br /&gt;-tatuaggi su alcune schiene ed un certo numero di piercing ai genitali (gli shorts erano micro sì, ma i piercing li ho scoperti al momento della doccia)&lt;br /&gt;-un paio di maschi degni di nota, uno scolpito nel marmo e uno nell’ebano (ignoro se abbiano piercing ai genitali)&lt;br /&gt;-un paio di grassi piuttosto impressionanti, un omone peloso in mutande e una signora che da metà della lezione in poi si abbandonerà in singulti&lt;br /&gt;-last but not least…un caldo della madonna. Oh bella, l’inferno ha le pareti rosa, che fru fru.&lt;br /&gt;Caldo, caldissimo…Mr. Bikram negli anni ’70 diceva che è perché così i muscoli si allungano di più io dico che è perché in questa città la gente non può fare una cosa normale, deve aggiungerci sempre qualcosa di “oltre”. Nel dare una veloce descrizione di questa mia nuova disciplina alla mia amica Elena ho ricevuto questa risposta -a Torino si chiama stretching nella sauna, l’ho fatto anche io-. Tiè. Fine della conversazione. Io pive nel sacco lunghe così, credevo di essere troppo avanti. Ad ogni buon conto resto convinta che il mio Bikram Yoga segna il limite della sopportazione umana. La Giovanna ha dato una descrizione di questa tortura che, tra tutte, è la più vivida: è come in quei film americani dove i soldati americani vengono torturati nei campi di prigionia in Giappone o Cambogia. Io aggiungo: con la differenza che il torturatore è americano e crede nel potere del self-help e dice assurdità come “siete le rockstar della vostra vita”.&lt;br /&gt;Però è anche bello sentirsi apprezzati, a Torino quando andavo in palestra nessuno mai diceva –bellissima posizione, Fabrizia, grande! Continua così, sei una gioia per gli occhi e per lo spirito, emani bellezza-. Emano bellezza sudando. C’è del buono, allora!&lt;br /&gt;All’inizio della lezione l’istruttore, che non ha ancora indossato la maschera del torturatore, è tutto carino e chiede se qualcuno ha male da qualche parte. Qui la donna che più tardi singhiozzerà abbandonata sul materassino, mentre noi disegneremo l’arobaleno con la forza delle nostre membra strecciate tra il centro della terra e il cielo infinito, dice io ho il gomito del tennista, il ginocchio incriccato e male alla bassa schiena, io vorrei dirle che cazzo ci fai qui, allora? Stai a casa, no?&lt;br /&gt;Forse io non sono spiritual abbastanza, ma trovo alquanto complicato trovare la concentrazione in una stanza con altre 50 persone, con un caldo maledetto,  gocce di sudore grandi come palloni da basket a grappoli, i miei 50 compagni di sventura che respirano rumorosamente dal naso come cavalli e l’istruttore che si aggira blaterando senza posa. Un’ora e mezza di un mantra senza soluzione di continuità, anni di esperienza per imparare ad emettere suoni anche mentre respirano e deglutiscono. Io lo trovo così snervante a tratti, che ci sono momenti in cui mi accorgo di aver perso la concentrazione perché sto immaginando di strappare personalmente le unghie e la lingua al verboso insegnate.&lt;br /&gt;Andrea mi dice sempre che se qualcuno o qualcosa ti da noia ed è un problema devi lavorarci e poi capisci che il conflitto era tutto dentro di te. Io gli oppongo che uno, porca paletta, se qualcosa o qualcuno gli sta sulle palle, avrà ben il sacrosanto diritto di mandarlo a farsi benedire e concentrasi su quel che gli piace. O no? Bisogna passare tutta la vita a farsi piacere gli stronzi? Perché io sarò anche piena di conflitto interiore, ma il mondo è anche pieno di stronzi, siamo onesti.&lt;br /&gt;Ma c’è qualcosa in questa sudata sofferenza autoinflitta che mi sconfinfera. Certi hanno trovato nel Bikram Yoga la forza di smettere di fumare, io magari troverò me stessa e mi trasformerò in un torturatore mascherato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9 ottobre 2006&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. lo yoga bikram l’ho abbandonato alla fine della settimana di prova, ma da allora lo yoga è entrato nella mia vita. Altra cosa che forse senza la Giovanna sarebbe capitata lo stesso, ma sarebbe stata meno divertente.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-5146018407658389316?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/5146018407658389316/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=5146018407658389316' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/5146018407658389316'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/5146018407658389316'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2011/04/ny-soundbites-15-del-bikram-yoga.html' title='NY Soundbites 15: del bikram yoga'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-6008412462870331348</id><published>2011-04-18T03:30:00.005-04:00</published><updated>2011-04-19T16:04:49.340-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cameriera'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='pizza'/><title type='text'>NY Soundbites 16: del fare la cameriera</title><content type='html'>Mentre camminavo per SoHo una domenica pomeriggio di non tanto tempo fa, indossando un nuovo &lt;span style="font-style:italic;"&gt;vestito killer&lt;/span&gt; blu, le scarpe bianche con una punta lunga 15cm e il super cappello da cowboy, nuovo di pacca, aggirandomi per negozi che vendono capi d’abbigliamento che non sono in grado di permettermi ora, e che sarà di cattivo gusto indossare quando (se) mai potrò permettermeli fra 20 anni, ho ricevuto una telefonata.&lt;br /&gt;La telefonata cominciava con “è un’emergenza”. Ora…io soffro della sindrome dell’infermiera di pronto soccorso, cioè la mia esistenza raggiunge l’apoteosi quando mi sento utile, quando posso togliere le castagne dal fuoco a qualcun altro. Le mie le lascio carbonizzare, ma quelle degli altri sono sacre. Lascio ad altri momenti ad altre competenze l’analisi del perché, ma tant’è. Quella frasetta ha scatenato la crocerossina in me e io già volavo in cielo con la divisa da Nuovo Messia.&lt;br /&gt;Long story short: Roger*, il mio pizzaiolo preferito, si è schiantato con la bici nei boschi del New Jersey, ha un dito frantumato in una mano e quell’altra così grattugiata che non si vedono più i tatuaggi, un paio di lividi grandi come il Lago di Garda, la testa ovattata e la colonna vertebrale di pasta sfoglia. La sua idea sarebbe di tenere chiuso stasera, ma homeless-&lt;br /&gt;Giovanna prende in mano la situazione e…oplà… “famolo all’italiana!”: il cameriere viene promosso a pizzaiolo, e la Giovanna e Fab si improvvisano cameriere.&lt;br /&gt;Dopo un’orientation durata 30 secondi, la trincea è dove si impara a fare la guerra, quindi mi armo di blocco per le ordinazioni e sorrisone, mentre l’ex cameriere spetascia le pizze e le ricopre di pomodoro e mozzarella.&lt;br /&gt;A parte qualche stronzo random, la serata è stata un trionfo. Per la prima ora eravamo un po’ rigidette, io e la Giovanna, ma poi… avreste dovuto vederci! Principesse del Forno, Vestali della Margherita. &lt;br /&gt;Le regole della pizzeria sono poche, semplici e fasciste: solo 4 tipi di pizza, 3 tipi di vino e 3 di birra, acqua minerale, nessun altro tipo di cibo, no dolci, no olio piccante, no spezie, no aggiunte di parmigiano, niente cazzate americane tipo marshmallows, noce di cocco, ananas e salsiccia.&lt;br /&gt;Gli ingredienti vengono tutti da Napulè e il legno dalla Lituania (sai dove le figone supermodelle con un metro e mezzo di gamba e bocca a forma di cuore crescono sugli alberi…). Credo che il basilico sia Americano, ma non mi stupirebbe sapere che arriva dritto dritto da Pignasecca pure quello.&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://farm3.static.flickr.com/2154/2615373297_93292c9bf4_m.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="180" width="240" src="http://farm3.static.flickr.com/2154/2615373297_93292c9bf4_m.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per via del menu ridotto e facilmente memorizzabile, un paio di sorrisetti qui, un paio di caffettini con cioccolato lì… la serata è stata ottima, la Giovanna ed io siamo un team della Madonna, lei faceva più da frontman a dire la verità, e ad un certo punto mi ha detto funzioniamo bene io e te, perchè tu fai tutto quello che io ti dico! Sta America mi ha resa un agnellino, per buona pace di tutti quelli che ho tiranneggiato nel passato. &lt;br /&gt;Insomma comunque io ero un po’ come un ministro senza portafoglio, quelli che fanno i pavoni ma non hanno soldi e l’unica cosa che fanno è stringere mani e leccare culi; però avevo incarichi prestigiosi tipo stappare e versare il vino e fare i conti. Cosa che ho fatto piuttosto bene, a parte un tavolo che gli ho messo $6 dollari in più. Mi sono sentita un po’ tipo quella segrataria inglese che ha sottratto piccole somme dallo stratosferico conto in banca del capo e dopo 10 anni l’hanno beccata che ancora si rammendava le calze di nylon per non dare nell’occhio. Lei si è fatta una figura di merda per un conto in banca con 50 zeri, io per l’equivalente di un pacchetto di Marlboro. Ad ognuno il suo.&lt;br /&gt;Alla fine del primo giorno eravamo un treno in corsa verso la stabilità economica, Giovanna ed io. $250 dollari a testa di mance ci hanno convinte che è un gioco da ragazzi (anche se le vesciche ai piedi suggerivano diversamente). Il secondo giorno le mance sono scese come fosse il lunedì nero di Wall Street, così il terzo giorno abbiamo scelto la tecnica del vestito sexy. Sapete perchè le cameriere che vanno scosciate e senza reggiseno fanno tante mance? Perchè SANNO FARE LA CAMERIERE! Io e la Giovanna no, abbiamo peccato di “ubris” e oltre il danno del male ai piedi ci siamo anche beccate la beffa del minimo storico delle mance in tutta la storia del food-business dell’intera area di Greater New York. Potrei dirvi che siamo state principesche, ma sarebbe una palla. Eravamo carine, questo sì, ma sfortunatamente la pizzeria ha quel tipo di clienti che se ordinano una marinara poi pretendono di mangiare quella, e non una margherita che plana per errore sulle loro ginocchia. E il giorno che eravamo vestite da “ragazze del coyote Ugly” di margherite sui pantaloni di lino ne sono finite un paio e un tavolo ha atteso 45 minuti le pizze per scoprire che avevamo dimenticato di appendere l’ordine; senza contare quel tavolo che ha avuto il conto PRIMA di avere le pizze. Quello è stato un colpo da maestro, che arguisco abbia giocato un ruolo chiave nella determinazione della percentuale di mancia.&lt;br /&gt;A nostra discolpa posso dire che alcuni clienti possono dare veramente sui nervi e sarebbe impossibile essere carini con loro perfino per Madre Teresa di Calcutta. I gruppi di sette persone con più passeggini che bambini, ad esempio. O I gruppi di tirchiazzi che dividono una pizza in 5 e bevono acqua del rubinetto (acqua disgrazia, come la chiama la Giovanna). O ancora i sordi che ti gridano di alzare la musica e vogliono la pizza senza basilico. E che dire di quelle vacche senza criterio, quelle vecchie babbione che non solo dividono una sola pizza in tre, ma trangugiano acqua come al traguardo della maratona del Sahara e ogni tre secondi strizzano minacciosamente gli occhietti ed infilano il pollicione nel bicchiere, in un gesto che vorresti reciprocare col medio e un gran sorrisone? Quelle valgono da sole una raffica di mitra.&lt;br /&gt;Verso il tardi invece si concentrano i pezzi migliori, clienti che hanno atteso ore in piedi in fila (non scherzo), estenuati, affamati, stanchi. Quelli si mangerebbero il piatto di ceramica vuoto, quelli ti danno soddisfazione perchè hanno le difese immunitarie a zero, ordinano quello che tu gli dici, si sono arresi, gli eventi sono più grandi di loro, si sentono come Pollicino nel bosco, quando gli animali si sono mangiati le briciole sulla via di casa. Lì è il momento il cui la Giovanna gli fa ordinare il boccione di vino e io faccio lo show e la apro al tavolo. A parte una volta che ho rotto lo stesso tappo due volte ed una che quasi la bottiglia mi è esplosa di mano, per il resto le performances sono state sempre decorose. &lt;br /&gt;Ora sono sempre generosissima, lo sa bene mia mamma, che appena venuta qui a trovarmi, ho costretto a lasciare mance pari al doppio del conto. D’ora in poi, quando andate in pizzeria, guardate il cameriere, cancellategli la faccia e con un photoshop mentale incollateci la mia e mettetevi una mano sulla coscienza. I camerieri sono tanti ma silenziosi, lasciano la scena al cuoco, al pizzaiolo, al someiller…ma nel loro petto batte un cuore grande e buono. Sono fedeli e ottimi compagni. Non abbandonateli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;31 agosto 2006&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*Roger è un nome di fantasia, la ragione è legata a Giovanna.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La foto è di &lt;a href="http://varie-ed-eventuali-blog.blogspot.com/"&gt;DEDE&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-6008412462870331348?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/6008412462870331348/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=6008412462870331348' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/6008412462870331348'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/6008412462870331348'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2011/04/ny-soundbites-16-del-fare-la-cameriera.html' title='NY Soundbites 16: del fare la cameriera'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2154/2615373297_93292c9bf4_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-4873098810929640268</id><published>2011-04-16T03:46:00.000-04:00</published><updated>2011-04-16T03:46:00.069-04:00</updated><title type='text'>NY Soundbites 14: ancora degli appuntamenti</title><content type='html'>Sono seduta in un delizioso baretto, da sola col mio bel computer, e mi capita di infra-sentire una conversazione del tavolo accanto: la parola ricorrente è relationship. Eccoci di nuovo lì. Questa parola è la più pronunciata a New York. Insieme a dating.&lt;br /&gt;Sono ossessionati. E ossessionanti. Lo sport nazionale è mentire nel proprio profilo su siti come match.com e mandare foto false ai potenziali corteggiatori per poi andare all’appuntamento e, in alternativa: non farsi vedere perché il tipo è un cesso o non farsi vedere perché il tipo è fighissimo e tu gli hai mandato la foto (ritoccata) di tua cugina che fa la modella. Così fan tutti, comunque. Impazziscono per un appuntamento, uomini e donne. Sono ossessivi-compulsivi del dating. &lt;br /&gt;Prima vivevo con due Barbie, ora con due Big Jim quindi mi sento ampiamente intitolata a fare confronti ed avere un’opinione. In genere mi sento intitolata comunque a dare un’opinione su chiunque, meglio se non richiesta, ma questa volta mi appello alla statistica: 2 donne e 2 uomini su 8 milioni di persone mi sembra un campione rappresentativo. &lt;br /&gt;Credevo che solo le donne passassero ore parlare di come vestirsi o di strategie per intortare il ganzo, o a piangere col cuore spezzato di fronte ad un barile di gelato alla vaniglia con pezzi di cioccolato, noci pecan, marshmallows, mandorle, noci di cocco, banane, uvetta, rum, fragole di bosco, coloranti, conservanti, addensanti e tranci di barrette iperproteiche.&lt;br /&gt;I maschi hanno il problema di quando radersi, ad esempio. C’è tutta un’equazione complicata che da come risultato l’ora esatta in cui il rasoio deve fendere il pelo, in modo che il perfetto risultato di velluto porti la dama a smaniare per un bacio. Quindi se la tipa resta imprigionata nel traffico e il pelo ti cresce di un micron le tue azioni scendono drasticamente e sei fottuto. &lt;br /&gt;Sarete contenti di sapere che anche i maschi americani hanno un cuore. In generale l’attività dei cuori americani è regolata da meccanismi che la scienza non ha ancora decodificato, ma se si prescinde da questo, questi stessi cuori americani possono essere argomento di estremo interesse, per noi non americani.&lt;br /&gt;Mentre scrivo i miei coinquilini stanno discettando sul modo in cui le donne li scaricano e su come siano stanchi di credere di aver trovato la donna dei loro sogni e poi sbattano il naso. Allora c’è un barlume di giustizia al mondo…NE-ME-SI!&lt;br /&gt;I miei ragazzoni si chiamano tutti e due Michele, uno è uno scrittore dalle fattezze spaventosamente simili a Zio Fester con una pancia di budino e l’altro un barista/attore bamboccione con addominali guizzanti e gambe lunghe; sfortunatamente i miei orarai mi condannano a passare molto tempo con lo scrittore panzuto piuttosto che con gambe di gazzella. Contro ogni previsione il fighetto barista flirta con le clienti ma poi batte pochi chiodi, mentre lo scrittore è un serial dater. Così serial che torna a casa e mi dice Oh fab, ho incontrato una donna stupenda, ci siamo baciati! E non si ricorda il nome. E’ successo con Trisha, Patricia, Michelle, Debbie, Ronda, Bionda, Fionda e l’ultima è stata Meredith. Comparsa, bacio e scomparsa. Nuovo giro, nuova corsa. La caratteristica di queste signorine è che passano dall’essere soooooo sweet a bitch senza soluzione di continuità. Si vedono una volta poi non si sentono per tre giorni. E’ La Regola: mai chiamare una prima del terzo giorno dal primo appuntamento, ma esistono altre regole che io immaginavo fossero già fuori moda perfino nel West. Vi offro alcuni spunti di riflessione: mai chiamarla di giovedì per uscire il venerdì, mai chiederle di uscire il sabato se non è almeno mercoledì e se non è almeno il terzo appuntamento, e soprattutto mai tirare su il telefono se lei ti chiama per prima. Dicevo…lui le chiama tre giorni dopo e loro prima acconsentono ad uscire una seconda volta e poi richiamano dicendo che la zia del Kentucky è in città e loro la devono portare a vedere uno show di barboncini coreani, oppure che l’amica del cuore è devastata dalla fine dell’ultima relazione e fanno un pigiama party a base di cibo cinese in micro-onde, ma lo richiameranno la prossima settimana promesso promesso promesso e scompaiono nell’abisso dell’internet dating. Va detto che la memoria a medio termine dello scrittore funziona bene come la gamba di mio papà prima dell’anca bionica, per cui il suo cuore si incrina qualche secondo ma non abbastanza a lungo per spezzarsi veramente.&lt;br /&gt;Il cuore dell’altro arcangelo che vive con me invece è un filo più delicato, e ogni volta che riceve il due di picche sanguina. Una sera mi ha confessato che il suo problema è che tende ad innamorarsi sempre di tipe molto “femminili”. Beautiful Michael viene dalla stessa città di Dorothy del Mago di Oz, per lui “femminili” vorrà dire boccoli e grembiulino a scacchi? Ho carpito dalle sue frasi che in sostanza si trattava di legally blondes del midwest che quando venivano a trovarlo a New York passavano tutto il tempo a comprare vestiti improbabili, che non indossavano mai, ma coi quali poi  riempivano (bastarde!) le pesantissime valigione che si portavano in vacanza, con la pretesa che lui scarrozzasse loro E le valigione fino all’hotel da $ 250 a notte, della cui spartanità le bamboline si lamentavano sin dal momento in cui mettevano piede nella hall. Un cilicio di vita sentimentale.&lt;br /&gt;Certi uomini condividono la passione per il calcio, certi per la pesca (cosa è peggio?), ma Michael &amp; Michael condividono la passione per i siti internet per cuori solitari. Passione che condividono con almeno altri 200 milioni di figli e figlie di Washington.&lt;br /&gt;Una veloce visita guidata può aiutare a capire.&lt;br /&gt;www.match.com è per i seri: ti inventi un profilo interessante, ti togli 7 anni, metti la foto di un altro e il primo che passa per di là te lo alzi. Livello basic, molta concorrenza.&lt;br /&gt;www.nerve.com (tradotto alla buona: www.facciatosta.com) è chiaramente per i farfalloni (anche se alcune fanciulle si stupiscono che il tipozzo dopo averle rapidamente sondate in orizzontale raramente si dimostra interessato ad un secondo round). I miei bambinoni sono grandissimi fan di nerve.com, dove sostengono si incontri gente disinibita ma sana. Credo si riferiscano a non-HIV positivi, non a sani di mente.   &lt;br /&gt;Poi c’è www.jdate.com che è solo per gli ebrei, che si autodefinisce the leading Jewis singles network. Lì vorrei provare a iscrivermi per vedere quanto ci mettono a capire che non sono ebrea. Secondo me c’è un non jewish detector che non lo puoi fregare, viene su dal cavo internet, guarda nel frigo e ti prende a mazzate in testa se vede che tieni sullo stesso ripiano latte e carne.&lt;br /&gt;Confesso che sto internet dating mi percuote l’anima. Poniamo anche che il profilo menzognero e la foto falsa non ti mettano in allarme, come fa a piacerti uno che non hai davanti? E la chimica dove la metti? Ma dico io…ma e se ha l’alitosi? E se puzza di sudore? &lt;br /&gt;E lo spirito del corteggiamento, la seduzione come esperienza sensoriale, carnale e filosofica? Ma dov’è finita la pelle di Marinella, che freme al vento e ai baci? Qui ci si bacia all’ingrosso, come nemmeno nei sogni commerciali più perversi del signor Perugina. Sto paese ha inventato la formula all-you-can-eat: riempirsi fino a scoppiare, non importa se di calamari di gomma fritti l’altro ieri. Non dite che non c’entra, perché secondo me c’entra. &lt;br /&gt;Tutto sto baciarsi è un gran via vai di saliva che passa da una bocca ad un’altra, ma qui se dici Cyrano de Bergerac ti rispondono “ah io ADORO i formaggi francesi”.&lt;br /&gt;So che ‘ste robe qui capitano anche in Italia, ma qui è allarme rosso. Con sommo disappunto ho appreso che questi siti sono a pagamento. Un tot a mese, oppure c’è la formula dei crediti a scalare: se vuoi datare Wonderful Michael costa cento crediti, se prendi lo scrittore fa due crediti, e ti regalano anche le miglia per l’aereo.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;20 giugno 2006&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-4873098810929640268?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/4873098810929640268/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=4873098810929640268' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/4873098810929640268'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/4873098810929640268'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2011/04/ny-soundbites-14-ancora-degli.html' title='NY Soundbites 14: ancora degli appuntamenti'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-2356852878521245290</id><published>2011-04-15T03:15:00.004-04:00</published><updated>2011-04-19T18:54:56.402-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cibo'/><title type='text'>NY Soundbites 12: ancora del cibo</title><content type='html'>Scusate se ci ritorno su, ne ho già detto e ridetto, ma la questione cibo mi fa uscire pazza. Qui tende a prevalere una dieta scellerata, polverizzata in molteplici usanze, bizzarra e con derive pericolose. Per il corpo e per lo spirito.&lt;br /&gt;Avete in mente la piramide degli alimenti? Ecco, rovesciatela, shakeratela un po’ et voilà…vi presento Mick. Mick è il mio coinquilino, se ricordate già ho avuto tempi duri con Liz…vivo sempre con psicolabili alimentari.&lt;br /&gt;Mick, dicevo. 43 anni con panza, il 1 Gennaio 2006 ha smesso di bere e di fumare ed è entrato nel tunnel della dieta. Ma non quelle diete all’americana dove mangi SOLO  una cosa per tutta la vita, e la perdita di peso è dovuta al disperato tentativo del tuo organismo di sopravvivere, deprivato di tutto tranne che di grassi saturi, proteine animali ed M&amp;M’s.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://farm5.static.flickr.com/4030/4538098268_69b76b0e13_m.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="180" width="240" src="http://farm5.static.flickr.com/4030/4538098268_69b76b0e13_m.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;No Mick ha scelto un regime alimentare suggeritogli da un sedicente santone, il cui principio ispiratore è sovvertire l’ordine dei pasti, nella convinzione che non è questione di limitare l’apporto calorico, ma solo di prendere per il culo il tuo organismo. Mick gioca alle tre carte coi suoi succhi gastrici.&lt;br /&gt;Il risultato è che il povero si è trasformato in un pazzo con problemi di jet lag: alle 10 del mattino, per colazione,  abbraccia una pentola dove i Macaroni Alfredo hanno sobbollito allegramente  dalle 8,30; oppure scongela 25 ali di pollo impanate e se le ingurgita via una l’altra, appollaiato sullo sgabello; verso le 3 un leggero snack di pane burro e acciughe e verso le 6 cena con brodo di pollo, crauti in lattina e un’insalatina che lava giù tutto, con mezzo litro di salsa all’aglio. Non ho mai assaggiato questa salsa all’aglio, ma la temo come la sifilide, giacchè qui anche una semplice balsamic vinagrette è una cosa densa, glutinosa ed opalescente, di colore maròn rossastro, con il duplice scopo di allapparti la lingua per 24 ore e farti sognare Giorg-dabliù in mutande per due notti di fila.&lt;br /&gt;La rivoluzione alimentare nella vita del mio coinquilino non ha portato il benché minimo beneficio alla sua silhouette, in compenso il mio orologio olfattivo è seriamente minacciato: mi alzo la mattina e dopo un’ora gli effluvi mangerecci suggeriscono al mio cervello: bip-bip: ora di pranzo. Io ci credo e poi cado in depressione quando vedo che son solo le 9 e la mattinata è ancora sconsideratamente lunga.&lt;br /&gt;Recentemente abbiamo avuto in frigo una mezza cheesecake avanzata e qualche tempo addietro ho ricevuto in dono una tavoletta di cioccolato lunga come una Thunderbird del ’56. Entrambi sono durati in frigo meno di 4 ore ciascuno e io non ho nemmeno toccato l’avanzo perché l’idrovora Mick si è risucchiata tutto in tempo zero.&lt;br /&gt;Per la cronaca segnalo che Mick ha ricominciato a bere e a fumare, ma non da segni di voler tornare a mangiare come un cristiano. Anzi. La sua nuova massima trasgressione alimentare sono le costine ordinate al take out cinese sotto casa. L’ho accompagnato una volta, avevo anche la macchina foto nella borsa ma ero talmente agghiacciata che ho scordato di estrarla, ogni mia terminazione nervosa era impegnata nella decodificazione di stimoli: venefica puzza di olio di canola (sai quello che si può mettere al posto della benzina?), la retina bombardata di ombre di operosi cinesi impegnati a raccogliere le costine dal pavimento coperto di segatura per disporle su una griglia unta di grasso di pesce dello Yangtzee, i timpani perforati dagli stessi cuochi che sgridavano i figli che si soffiavano il naso nel grembiule; avrei voluto scappare ma i miei avambracci sono rimasti appiccicati al bancone e hanno dovuto usare l’acquaragia per liberarmi.&lt;br /&gt;Altra pagina newyorkese memorabile, cibescamente parlando, è la Giovanna.&lt;br /&gt;Tanto quanto è instabile dal punto di vista residenziale, è granitica nelle sue scelte alimentari. Giovanna mangia nello stesso posto a pranzo e a cena, da anni. On e off, ma più spesso è on. E questo già di per sé mi fa accapponare la pelle, ma quel che più è stupefacente è DOVE va. Ha scelto un posto che ti seduce col nome (Angelica) e ti punisce nei fatti. Angelica ha una politica integralista che vieta l’uso di, in ordine sparso: carne, pesce, uova, latte, formaggi, certi tipi di verdure (leggi: quelle buone), burro, pane, sale, olio, aceto, pasta, spezie e innumerevoli altri articoli di largo consumo, gusto buono e costo abbordabile. &lt;br /&gt;Da Angelica puoi mangiare alghe in brodo di terra e conghiglie dell’Isola di Pasqua; purea di fango e grano saraceno con salsa di cilantro e succo di acero; noodles di riso con erba e spugne marine… cose così, insomma. Anche i dolci, sono senza dolce: no zucchero, no burro, no farina, no un cacchio. Solo mandorle triturate in un pestello, con una tecnica paleolitica che non inquini la purezza dell’ingrediente e, se sei fortunato, panna di soia con sciroppo d’avena. E van famosi per un pane di grano (di cui confesso di essere golosa) di peso specifico pari a quello di un buco nero e che ti si espande nello stomaco a contatto coi liquidi. Date le limitazioni di ingredienti, immagino sia tenuto insieme da una ricetta atzeca di colla naturale.&lt;br /&gt;Io sto posto l’ho conosciuto per caso con il mio amico Claudio, il cui regime dietetico, per dirla con Schopenhauer, è un pendolo fra la carne e la pasta; tutti i santi del Paradiso sono stati ampiamente scomodati mentre io asciugavo dal piatto la mia insalata scondita e sorbivo il suo brodo di giunco avanzato. &lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://farm4.static.flickr.com/3411/3408280165_0faef30f46_m.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="180" width="240" src="http://farm4.static.flickr.com/3411/3408280165_0faef30f46_m.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Angelica è il posto dove la filosofia della mortificazione della carne come percorso verso l’ascesi mistica e la comprensione dell’Universo trova la sua espressione in termini gastronomici, e per Giovanna è il distillato della felicità. Per lei la “zuppa angelicale” è il rimedio per ogni sberla della vita. E a volte ha ragione, qui lo dico e qui lo nego. Anch’io ogni tanto sento il bisogno di angelicarmi lo spirito. Qualche giorno fa ad esempio mi son concessa di intingere delle fette di sedano rapa crude dentro puree di semi assortite, quelle che la Giovanna chiama le “gioiose” cose angeliche. &lt;br /&gt;Tempo addietro fa mi son messa in testa di introdurla ad un nuovo ristorante vegeto-macrobiotico: è stato più difficile che far prendere l’ascensore ad un ebreo di sabato. Alla fine l’ho domata, ma non le è piaciuto.&lt;br /&gt;Adrian, invece, è un Triangolo delle Bermude alimentare, per lui il cibo è cibo, no matter what. Mangia qualunque cosa gli capiti a tiro, a qualunque ora, in qualunque forma. Gli ho visto fare colazione con una bistecca di maiale impanata, 2 uova, succo d’arancia, biscotti, una tazza di te, qualche manciata di cereali e un po’ di gelato. Mi han dovuto dare i sali per non svenire.&lt;br /&gt;Al suo compleanno in 10 minuti sono precipitate nella sua gola profonda 6 crepes alla banana e cioccolato, 4 lisce e 2 con la panna montata. Una stessa sera ha mangiato tre quarti di una teglia di 4 strati di lasagne ai funghi in un solo slurp e ha capitolato solo alla terza fetta di cheesecake. Non ha osato portarsi dietro la mezza torta avanzata, e dunque Mick, incazzato che non sono rimaste lasagne per la sua colazione, ha consumato la sua vendetta nella notte e addio cheescake. &lt;br /&gt;Secondo Adrian un panino non è degno di quel nome se non è almeno lungo come le sue scarpe; se una coppa di champagne è la misura del seno perfetto, per lui la vasca da bagno è la quantità perfetta di zuppa. Quando gli ho raccontato delle micro-bignole torinesi mi fa ah ho capito…piccole come un hot dog!&lt;br /&gt;A vederlo mangiare ti fai l’idea che abbia vissuto chissà quali privazioni da giovane, in guerra forse. Poi lo guardi bene e capisci: è giovane ADESSO, mangiare quanto un cavallo è esattamente quello che deve fare per contratto con Madre Natura. E se arriva a pesare 60 chili è perché si è messo le scarpe di cemento. O ha le tasche piene di pane di Angelica.&lt;br /&gt;Solo uno su tre di questi personaggi è in possesso di un passaporto americano, quindi ne deduco che è proprio la città che ti fa il solletico al metabolismo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;28 aprile 2006&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. Le gioiose cose angeliche sono diventate col tempo anche per me fonte di ristoro del corpo e dell’anima, questa è una delle molte eredità importanti che devo a Giovanna.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-2356852878521245290?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/2356852878521245290/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=2356852878521245290' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/2356852878521245290'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/2356852878521245290'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2011/04/ny-soundbites-12-ancora-del-cibo.html' title='NY Soundbites 12: ancora del cibo'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm5.static.flickr.com/4030/4538098268_69b76b0e13_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-1912290030697775999</id><published>2011-04-13T03:25:00.002-04:00</published><updated>2011-05-07T03:07:08.044-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Torino'/><title type='text'>NY Soundbites 11: delle Olimpiadi Invernali a Torino</title><content type='html'>Avete mai sentito parlare di Sally Jankins? E’ una sport columnist del Washington Post. E’ anche una stronza, tra le altre cose. Il mio amico Egisto mi ha mandato il suo articolo: accidenti, la ragazza ce l’ha a morte con Torino. E’ malmostosa di brutto. Ho visto la sua foto e credo di capire perchè: assomiglia un po’ alla Evelina nazionale, ma senza lo charme sabaudo, e anche senza quella bella abbronzatura alla Gianni Agnelli, quella col bianco dentro le zampe di gallina. Ha anche qualche tratto della Mercedes Bresso, ‘sta Sally. &lt;br /&gt;Comunque…Torino e i suoi giochi le han fatto schifo, ma non basta quello, dev’esserci dell’altro dietro tutta quell’acrimonia. Le avran fatto pagare il biglietto al Museo del Cinema, che ne so.&lt;br /&gt;Sostiene Sally che “avrebbero dovuto far ospitare le Olimpiadi Invernali da una città meno industriale e con le montagne”. Ma dove sei stata per 15 giorni? a Milano? Secondo me le han fatto uno scherzo e l’han mandata a vedere la pista di pattinaggio in piazza del Duomo. Oppure l’hanno licenziata e le fanno “elaborare il lutto” facendole fare un lavoro per finta. E’ successo alla mia amica Andrea tempo fa: lavorava per la TV e ad un certo punto han deciso che lei non serviva più. L’han silurata ma le han lasciato il suo tavolo e le sue cose, semplicemente hanno iniziato a non darle più nulla da fare. Lei andava in ufficio tutte le mattine e si inventava delle cose, le faceva e le sottoponeva al suo (ormai ex) capo che le tuonava –TU NON LAVORI PIU’ QUI! e strààààààp, via il foglio che lei gli aveva dato, per poi tornare a lavorare al computer, mollandola lì in stato catatonico. Faran così anche con Sally, mi dico io. Un finto incarico per delle finte Olimpiadi.&lt;br /&gt;Scherzi a parte, Sally. Seriamente…da Torino non vedevi le montagne? Hai messo anche il crack e le pipette in conto spese al Washington Post?&lt;br /&gt;Sally sostiene, con malcelato rammarico, che le sedi delle gare, che lei chiama con tono vagamente imperialistico “piccoli villaggi oversviluppati”, erano più vicine alla Francia che all’Italia. Allora tesoro…anzitutto quando un posto è IN un paese, anche se vicinissimissimo ad un confine, tende ad essere dentro QUEL paese, piuttosto che nel paese confinante. Possiamo buttarla sulla geopolitica e fare felice Calderoli, ma non credo che Sally si riferisse a quello. Non leggo nelle sue parole infuocate nessuna allusione ad una Savoia perduta.&lt;br /&gt;L’Italia, cara Sally, è fatta in un modo strano, non so se hai mai guardato una cartina. Gli unici posti dove si scia sono (quasi) tutti pericolosamente borderline, dove facilmante si parla un’altra lingua più volentieri che l’italiano (in Europa le minoranze usurpate non vivono in riserve, sorry). Se ti fossi presa la briga di guardare la bizzarra forma del mio paese, ti saresti chiesta come si fa a dare le Olimpiadi invernali ad un paese fatto a forma di stivale col tacco…la rovina era scritta nella geografia!Sostiene sempre Sally che a Torino l’unica cosa buona sono I formaggi, e l’unica cosa calda è la cioccolata. Sostiene forse Sally che i Torinesi siano freddi? Brava, hai scoperto l’acqua calda! Sally viene da un paese dove la motivazione scaturisce dalla pubblica celebrazione. Prendi lo sport, ma vale in tutti i campi. Il paese di Sally ha creato quei mostri delle Cheerleaders. Io credevo che le Pon-Pon Girls fossero una macchia adolescenziale, come i poster di Bon Jovi attaccati con le puntine, sopra il letto. Ma no, qui le Cheerleaders fanno parte della squadra di football a tutti gli effetti. Certamente il fatto che siano delle figone vestite come una ballerina di samba, escluse le piume, ha un peso nel giustificare il ruolo sociale che ricoprono. Ma a parte questo, gli americani hanno bisogno di caricarsi a vicenda, di supportarsi, altrimenti niente ha senso. &lt;br /&gt;Sally sostiene che non ci fosse lo spirito olimpico, a Torino. Non so se intenda dire che i torinesi non andavano in giro coi calzari e tuniche, ma credo di capire il punto. La nostra cara Sally considera perfettamente normale che un capoccia della Microsoft, ad una convention nazionale, salti e gridi come posseduto dal demonio, sudato e con lo sguardo trasfigurato, gridando “developers, developers, developers”, con un’arena di 10 mila persone plaudenti e che si agitano sulle sedie persuase di assistere ad un’epifania divina. Se qualcuno di voi non ha avuto occasione di vedere il video a cui mi riferisco, troverà la chiave interpretativa di quanto dico dando un’occhiata al sito:&lt;a href="http://www.ntk.net/media/developers.mpg"&gt; http://www.ntk.net/media/developers.mpg&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Un’immagine vale più di mille parole (Baci Perugina).&lt;br /&gt;Come può la povera Sally capire lo sforzo immane che hanno fatto i Torinesi nell’uscire di casa spogli della loro solita aria mesta e tristanzuola, quella che li ha resi famosi nel mondo, lasciando a casa quel Cesare Pavese che alberga dentro ognuno di noi, per inalberare un’aria una allegra e orgogliosa? Quando Sally sente la parola “understatement” legge:  anello di fidanzamento con un  diamante grande come un’albicocca anzichè come una palla da bowling. Un Torinese capisce: non è il caso di dire a tua madre che hai preso il Premio Nobel!&lt;br /&gt;Sally, è accaduto sotto i tuoi occhi e non te ne sei avveduta: nei Torinesi si è svolta una mutazione genetica e tu? Tu dormivi! I Bugia Nen si sono accorti che essere allegri è cosa buona e giusta. Si può sorridere, versare una lacrimuccia quando vedi il tedoforo galoppare o uno sciatore di fondo stringere una medaglia d’oro, senza perdere la stima di te stesso; Sodoma e Gomorra non hanno gli sci e chi non parla il piemontese non è nemico pubblico. I torinesi si son messi il vestito della festa, cara Sally, e non lo vogliono mica togliere. Mentre tu scrivi nella tua triste Washington, piena solo di poliziotti con gli occhiali a specchio, palazzi governativi coi vetri a specchio e spie della CIA, Chiampa e i suoi si ubriacano di Martini (che tra l’altro tu il Martini manco sai cos’è, perchè qui in USA il Martini lo fate SENZA Martini) e si godono le Paralimpiadi. &lt;br /&gt;Sostiene Sally anche un fracco e una sporta di cose brutte sugli Americani, cosa che mi fa supporre che abbia solo problemi gastrici, e che dunque quando non digerisce ne abbia un po’ per tutti. Quindi archiviamo Sally.&lt;br /&gt;Fratelli d’Italia, che belle ‘ste Olimpiadi della neve! Gli americani erano tutti in fibrillazione e mi dicevano ah you are from Tooo-uìnou! Wonderful city! E io -ah ci sei stato? E loro –no, ma ci voglio andare quest’estate. Cacchio ragazzi, state pronti! Hanno solo qualche riserva sulle scelte musicali delle cerimonie di aperture e chiusura.&lt;br /&gt;La montagna mi ha sempre lasciata piuttosto tiepida, quando non apatica. Ho ricordi sgradevoli di sofferenza protratta, di me lì a ghiacciarmi il culo mentre i miei amici sciavano. Mia mamma attribuisce la sgradevole sensazione d’ibernazione al fatto che indossavo le superga anche con un metro di neve. E’ molto possibile, era una forma di ribellione, no? La sofferenza per una buona causa: a sedici anni significa le dita dei piedi incancrenite pur di non indossare i moonboots del sistema.&lt;br /&gt;Siccome i 16 anni li ho doppiati, arrivata quassù mi son comprata una specie di saio di piume d’oca, sembro un francescano ma con le scarpe, e vado dappertutto. Non m’ammazza manco la bisa a mille, a me.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marzo/Aprile 2006&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-1912290030697775999?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/1912290030697775999/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=1912290030697775999' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/1912290030697775999'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/1912290030697775999'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2011/04/ny-soundbites-11-delle-olimpiadi.html' title='NY Soundbites 11: delle Olimpiadi Invernali a Torino'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-987385755328908601</id><published>2011-04-11T09:34:00.004-04:00</published><updated>2011-04-17T11:49:47.490-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cowboys'/><title type='text'>NY Soundbites 27: del romanticismo dei cowboys</title><content type='html'>La mia amica Michelle, nativa della vecchia Oklahoma, dove la polvere non si posa mai perchè le strade vengono percorse dai trattori di giorno e dai cavalli selvaggi di notte, per anni mi ha detto che una come me, con il pallino dei cowboys e l'anima tarra, non poteva dire di aver vissuto una vita degna di esser raccontata finchè non avesse Nashville nella colonna degli attivi, nel bilancio esistenziale.&lt;br /&gt;&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-djIDZd7P6t4/TasL9Hkob3I/AAAAAAAAAEA/9uvH3tj2ujk/s1600/photo.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="200" width="150" src="http://2.bp.blogspot.com/-djIDZd7P6t4/TasL9Hkob3I/AAAAAAAAAEA/9uvH3tj2ujk/s200/photo.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Io ho il pallino per i cowboys e l'anima tarra, per cui gli stivali già ce li avevo, ma per calarmi meglio nella parte Michelle al mio compleanno mi ha regalato una preziosa cintura da mandriano, fatta fare appositamente da un artigiano di selle oklahomiano, il quale produce il 50% della sua arte per il Giappone, dove pare che la passione per l'attrezzatura da cowboy sia seconda solo alla passione per le mutandine delle collegiali. La cintura porta inciso dietro FABRIZIA, che può sembrare solo zarro, ma invece è molto utile nel caso in cui mi trovino ubriaca fradicia ad un rodeo: saprebbero che nome dire all'altoparlante. Quindi con il bagaglio minimo (cowboy boots e cintura, che pesano, li avevo addosso) sono partita con Michelle per un weekend di country music, wrangler jeans e birra. E cowboys, of course.&lt;br /&gt;Nashville downtown è una striscia di asfalto lunga forse un chilometro, sulla quale si susseguono baretti pulciosi, puzzolenti di birra stantia e pessima cucina, dove musicisti bravissimi si susseguono, da soli o in band, dalle 10 del mattino alle 4 di notte. Non c'è null'altro da fare se non ascoltare musica country (per lo più di altissimo livello) e bere birra, per cui se non siete fans di entrambe le cose portatevi l'uncinetto e state chiusi in albergo. &lt;br /&gt;Io mi son divertita da pazzi. Prima di tutto alla puzza di birra stantia ci si abiuta in fretta, poi a Nashville convergono da tutti quelli che vogliono sfondare nel campo stivalone+chitarra, e quando un Americano vuole sfondare è perchè ha del vero talento e si è fatto un culo a capanna. A Nashville non esistono provini, gli agenti ed i musicisti in cerca di talenti vanno in giro per gli honky tonk bars e quando incontrano uno che gli piace lo mettono sotto contratto. E poi ci sono i musicisti che sono in città fra un concerto ed un altro, per cui puoi ascoltare alcune delle star più star in un posticino puzzone e lasciare solo la mancia! Nessuno dei musicisti che suona nei bar è pagato, tutti campano di mance, che non sono nemmeno poi così laute. Si suona per la gloria. &lt;br /&gt;E poi la gente balla, come in sette spose per sette fratelli; gli uomini ti invitano a ballare come nel ballo al palchetto, e l'atmosfera è così festosa che non puoi che dire di sì. Io ho avuto nel mio carnet un tizio ubriachissimo che festeggiava il suo trentesimo compleanno ed un vecchietto che ad un certo punto mi ha detto &lt;span style="font-style:italic;"&gt;mi vuoi lasciare guidare, o vuoi fare sto casino fino alla fine della canzone???&lt;/span&gt;. Era serio, ma poi quando ha capito che stava parlando con una &lt;span style="font-style:italic;"&gt;Ai-talian&lt;/span&gt; ha sorriso e ha detto vabbè finiamo come vuoi tu.&lt;br /&gt;Il romanticismo dei cowboy non si ferma al ballo e la poesia delle canzoni si sposa con un umorismo di primissimo livello. Una delle mie preferite si chiama "Zecche" e canta di uno che si prende bene per una in un bar puzzone e le dice &lt;span style="font-style:italic;"&gt;'tutti questi zoticoni qui ti vorrebbero portare a casa, ma io ho molta più classe, ti vorrei portare in un campo di fiori selvatici e poi controllare che non ti sia presa le zecche! Una volta che arriviamo là, l'unica cosa che potrà arrampicarsi su di te, sono io. Vorrei controllare che tu non ti sia presa le zecche'&lt;/span&gt;. Cyrano hai i giorni contati!&lt;br /&gt;Un'altra si intitola "Questa NON è una canzone d'amore" e dice &lt;span style="font-style:italic;"&gt;'non ho sentito nulla la prima volta che ti ho vista, se mi hai visto guidare dalle parti di casa tua dev'essere perchè ho sbagliato strada, questa NON è una canzone d'amore, ma se vuoi puoi canticchiare con me!'&lt;/span&gt;. Io ho l'enorme difetto di non saperla prendere con filosofia quando mi scaricano, finisce sempre che  la metto sul personale, ma vorrei diventare musicista country per rispondere con una canzone che fa &lt;span style="font-style:italic;"&gt;'se non ti piaccio non è per colpa mia, ma piuttosto che stare ancora qui con te il tempo di una canzone mi faccio fare un vestito di carta vetro'&lt;/span&gt;.&lt;br /&gt;Una meno romantica parla di un ex-alcolista che deve stare lontano dalla birra sennò diventa il più grande amatore del mondo e una dancing machine, con le conseguenze che uno può immaginarsi.&lt;br /&gt;Poi ce ne sono anche molte pregevoli che raccontano storie tristissime di uomini lasciano le mandrie e seguono la loro donna in città, solo per scoprire poi che lei si fa un mucchio di tresche mentre loro fanno un lavoro di merda per pagare i conti. Le canzoni delle giovani donne invece per lo più raccontano di loro stesse che imparano a sparare per poi esercitarsi col fidanzato infedele, oppure si lamentano del loro uomo alcolista che le chiama solo per farsi raccattare il venerdì sera ubriaco, al solito bar puzzone.&lt;br /&gt;La canzone "La tequila le fa cascare i vestiti di dosso" non credo richieda sforzi ermeneutici inarrivabili, ma forse la più significativa dello spirito della middle america si intitola "Lei crede che il mio trattore sia sexy": lui capisce di aver finalmente trovato la donna giusta perchè lei non è mai stanca di guardarlo sul suo bestione sbuffante su è giù in mezzo alle pannocchie. Effettivamente, quando ne trovi una così è bene che te la tieni stretta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nashville, Tennessee&lt;br /&gt;Ottobre 2010&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-987385755328908601?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/987385755328908601/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=987385755328908601' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/987385755328908601'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/987385755328908601'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2011/04/ny-soundbites-27-del-romanicismo-dei.html' title='NY Soundbites 27: del romanticismo dei cowboys'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-djIDZd7P6t4/TasL9Hkob3I/AAAAAAAAAEA/9uvH3tj2ujk/s72-c/photo.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-8589376130770382551</id><published>2011-04-08T06:57:00.002-04:00</published><updated>2011-04-15T03:12:41.641-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Thanksgiving'/><title type='text'>NY Soundbites 18: del rendere grazie</title><content type='html'>Appena i Padri Pellegrini sono arrivati qui (anni ’20 del 1600, anno più anno meno) decimati, malati e derelitti, sono stati accolti dagli Indiani che li hanno ripuliti, nutriti e curati per un bel po’, gli hanno rimboccato le coperte e gli hanno insegnato tutto quello che sapevano. Il primo raccolto dei Pellegrini è stato un fallimento, allora gli Indiani gli hanno detto ok amici, dai che noi ne abbiamo da vendere, no problem! E così gli yankees hanno mangiato gratis ancora per un anno. L’hanno dopo il raccolto è stato migliore e i pellegrini hanno organizzato un bel pranzone per ringraziare Iddio del raccolto buono, e siccome erano generosi ‘sti Pellegrini hanno invitato anche gli Indiani.&lt;br /&gt;I pranzoni sono un po’ tutti uguali: salamelecchi iniziali, brindisi, poi giù pesanti con 15 ricche portate, e poi? Poi i bimbi giocano, le mamme rigovernano e gli uomini diventano isopportabili perché si rompono le palle e vogliono andare a casa a guardare la tv. Ma non possono dirlo e allora devono trovare un modo di incanalare l’incazzo che gli fa scoppiare le coronarie. &lt;br /&gt;Al tempo dei Pellegrini non c’era ancora la tv, ma l’atmosfera carica di tensione da fine pranzone l’avevano già inventata per cui cos’hanno fatto sti cari lord inglesi per ammazzare il tempo che li divideva dal ritorno a casina? Hanno imbracciato il fucile, freddato gli Indiani in un bagno di sangue e si sono presi la loro terra. As simple as that. Ecco fatto. Poi il resto è storia. E’ stato uno dei primi tentativi di importare la democrazia, si vede.&lt;br /&gt;Ho solo due Thanksgiving in saccoccia, e danno entrambi una pennellata di nuovo colore a quello che dell’Ammmerica vi immaginate. &lt;br /&gt;Il primo anno è stato in Pennsylvania, a casa di una famiglia disfunzionale, con mamma ex rappresentante di cosmetici ora rincoglionita dagli psicofarmaci, e papà brillante ed introverso (diciamo pure quasi muto) ingegnere spaziale che ha inventato non so bene quale propellente per astronavi, attualmente ancora in uso a Houston. Dico “non so bene quale propellente” perché al tempo dei fatti la mia scarsa dimestichezza con dinamiche familiari assolutamente distorte, nonché una padronanza limitata dell’inglese aerospaziale, mi hanno impedito di chiedere delucidazioni sul brevetto in questione. &lt;br /&gt;Durante la cena, bizzarramente consumata alle 4,30 del pomeriggio (orario che ho poi scoperto essere del tutto normale per Thanksgiving) la mamma sfringuellava in giro versando la salsa sulla tovaglia e le verdure sul pavimento, il papà genio parlava poco e molto piano, di solito chiedendo alla moglie per favore di smettere di dire sciochezze (che la signora effettivamente distribuiva copiosamente), il figlio dei due diceva mamma, papà, smettete di litigare per dio! &lt;br /&gt;Capirete che in quella circostanza mettermi ad indagare su della benzina per dischi spaziali era oltre le mie possibilità (oltre che di cattivo gusto), checchè possiate dire di me e della mia lingua tagliente. &lt;br /&gt;E poi comunque ero ancora piuttosto scossa dall’aver scoperto che il tacchino non arriva in tavola intero coi festonicini bianchi sulle zampe, ma a fette, che il ripieno non sta dentro il tacchino ma viene cucinato e servito a parte e che nel set di verdure che avrei dovuto sgobbare c’erano gli odiati, perfidi, mefitici cavolini di Bruxelles.&lt;br /&gt;La cosa bella è stata che a fine cena siamo andati a casa di amici: una famiglia moderatamente assennata, con simpatici bambini impataccati di torta di zucca e tutto quel che viene insieme ai bambini simpatici (trenini, tricicli, album da disegno con pennarelli grandissimi, peluches parlanti a cui genitori esasperati avevano nascosto le pile, bambole senza arti e arti senza bambole…). La famiglia in questione veniva completa anche di un set di nonni, lei modello chioccia e lui più sbarazzino, appollaiato su una poltrona di pelle del tempo dei Pellegrini, a giudicare dalla sgualcitura, con tutti i nipoti sulle ginocchia. Insomma dopo la cena quella famiglia mi è parsa un’esperienza simile all’LSD.&lt;br /&gt;Tutte le cose belle finisco, così siamo dovuti tornare a casa dove la mattina dopo la mamma mattacchiona mi ha accolta in cucina in accappatoio paffolosissimo, mi ha detto alcune cose insensate, poi mi ha preparato 4 uova fritte e ha chiesto se in Italia mangiamo la pizza. &lt;br /&gt;All’epoca nutrivo dei sentimenti per il figlio della coppia, e l’idea che quello avrebbe potuto diventare un appuntamento annuale, e forse, se le cose fossero andate diversamente ANCHE PIÙ FREQUENTE, mi mette i brividi. Preferisco mille volte un soggiorno nell’Hotel di Shining.&lt;br /&gt;Questo è stato il mio primo Thanksgiving e ne conservo un affettuoso ricordo, il silenzioso ingegnere e la moglie svaporata mi hanno aperto le porte di casa loro e di questo gli sarò sempre grata. Per dovere di cronaca vi segnalo che godono ottima salute e sono ancore nel mio radar di conoscenze. E la pariglia me la restituirà quest’anno la mia amica Liz che a Natale verrà strapazzata nel tourbillon delle tradizioni Galvagno e avrà da riempire tutto l’hard disk del suo computer di Torino soundbites. Nemesi, scendi su di me. E schiacciami.&lt;br /&gt;Thanksgiving 2006 è iniziato con una richiesta brindisi da parte del caro Mick, il mio pacioccone coinquilino, quello che ingurgita il cibo ancora in coda alla cassa del supermercato, lo annaffia di whisky di segatura e poi mi guarda come un cane che spera che gli allunghi un morso di filetto mentre mamma non vede. Io non volendo arrecargli afflizione mi sono scolata tre dita di Cognac economico alle 10 del mattino. Lo centellinavo come vedo fare nei film, ma è stata una cacchiata perché ho solo reso orribilmente agonico il percorso. Mick ne ha sgolati 5 bicchieri, poi si è fatto la doccia ed è volato ad un pranzo. &lt;br /&gt;Il 2006 ha portato parecchie ottime conoscenze nella mia vita, tra cui Michelle, una deliziosa minuscola americana cresciuta fra i cowboys, trapiantata a Manhattan da più di un decennio, e recentemente caduta innamorata di Torino. &lt;br /&gt;Michelle vive in uno studio oblungo di 25 metri quadrati dove è complicato muoversi in due, ma dove in certe speciali circostanze si consuma un miracolo tridimensionale e un fracco di persone condividono quella scatoletta di sardine in perfetta armonia. Quest’anno eravamo in 14 e i molti bambini simpatici sono stati sostituiti da un solo nuovo nato di 10 giorni (un po’ presto per dire simpatico, ma gradevole, più ascoltatore che intrattenitore, diciamo), avevamo lo stesso un nonno in termini di età ma non imparentato col pargoletto, e una gamma di colori di pelle e provenienze assai vasta. &lt;br /&gt;Atmosfera un po’ da film, tipo quelle scene in cui il dolly esce dalla casa dalla finestra, e fuori piove e si sentono sotto le risate ed il tintinnio dei bicchieri, hai in mente? Non quei film dove la famiglia si riunisce e litigano tutto il tempo svelando  storie di abusi, tormenti, relazioni incestuose e robe così. Noi suonavamo corde decisamente Disneyane! Addirittura uno seduto di fronte a me ci ha raccontato di come lui e la moglie sono andati a scuola insieme, si sono persi e ritrovati per 23 anni, prendendo una il posto dell’altro al lavoro senza saperlo, per poi venire uniti nel sacro vincolo del matrimonio in quello stesso appartamento di 25 metri quadri, alla presenza di 12 invitati. Chi dice che il Destino non esiste si faccia un ripassino! Ad esempio io so benissimo che il Destino ha grandi piani per me e Jonny Depp (la storia di essere andati a scuola insieme non è una conditio sine qua non, sciocchini!).&lt;br /&gt;In totale spregio della tradizione abbiamo fatto cena alla forsennata ora delle 8 di sera, ma a far compagnia al tacchino c’erano rassicuranti patate dolci col marshmallow (suona orrido, ma se ti avvicini col cuore buddisticamente aperto e sospendi il giudizio poi sono una rivelazione per il palato), la purea, degli sformati di non so cosa ma buoni e sempre i terribili, abominevoli, puzzolenti, sgradevoli  cacchio di cavolini  di Bruxelles. Ho imparato ad amare le taccole, che a casa mia sono state tabù per decenni, ma i cavolini di Bruxelles li odio finchè campo. Parola di lupetto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;27 novembre 2006&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. Ora adoro i cavolini di Bruxelles, ma la Giovanna non c’entra.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-8589376130770382551?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/8589376130770382551/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=8589376130770382551' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/8589376130770382551'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/8589376130770382551'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2011/04/ny-soundbites-18-del-rendere-grazie.html' title='NY Soundbites 18: del rendere grazie'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-5340227940634184430</id><published>2011-04-08T06:31:00.004-04:00</published><updated>2011-04-09T09:54:46.141-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='casa'/><title type='text'>NY Soundbites 10: della transitorietà</title><content type='html'>I newyorkesi stanno sempre cercando qualcosa, di solito: un nuovo lavoro o una nuova casa o un nuovo date.&lt;br /&gt;Io stavo cercando un lavoro quando ho incontrato Giovanna* la prima volta, per caso; stavo cercando una casa quando l’ho incontrata la seconda volta, per caso; la terza volta l’ho cercata scientemente sperando che mi portasse il date, ma è venuta da sola all’appuntamento. Le voglio bene lo stesso, però. Giovanna è una professionista della caccia alla casa, perchè per strani casi della vita lei da anni vive “Osama Bin Laden Style”: mai più di un mese con lo stesso indirizzo. &lt;br /&gt;Ma non per scelta vera, lei dice. Le capita.&lt;br /&gt;Certe zone di New York costituiscono una sorta di “zona franca della legge di Murphy”: sono aree in cui il normale corso delle cose subisce una sospensione, per motivi insondabili, e lì succede la cosa giusta al momento giusto. Ci sono persone che hanno sviluppato una certa disinvoltura e inanellano zone franche come quelli del circo i dischi colorati, che lanciano con la lingua. Questi strani newyorkesi da anni non hanno più una casa “casa”, perchè inciampano sempre in qualcuno che sta andando via per due settimane in vacanza e cerca un cat sitter; poi un amico di un amico ha bisogno di qualcuno che tolga gli scarafaggi dal davanzale, mentre lui è via per affari, e loro zac! per altri 10 giorni sono coperti. E poi fra 10 giorni capiterà qualcosa, vedrai. In un anno fanno docce in 100 bagni diversi, come le rock stars, posseggono dozzine di mazzi di chiavi, conoscono milioni di gradini diversi, e non è che li pestano soltanto, li conoscono. &lt;br /&gt;E non è per scrocco. Il lusso di avere una cuccia in un soggiorno costa $25 al giorno e per fare il cat sitter in zona trendy paghi più di $1,200 al mese, a Chelsea paghi uguale e non ci hai manco la palla del gatto. Affarone.&lt;br /&gt;Questi vagabondi professionisti dormono su un divano da così tanto tempo che un letto con lenzuola e coperte gli mette l’ansia, sniffano odore di legame fisso, sentono la cassa toracica colassare e i polmoni che si accartocciano. E’ il concetto del “commitment” (letteralmente “impegno”) che dalle relazioni amorose si infila, bastardo e perverso, nelle pieghe della vita tutta, e la rende sopportabile solo finchè è temporanea. Perchè domani puoi sempre impacchettare le tue carabattole e prendere un aereo. Ho fatto riflessioni a manetta su questo argomento, ma sono giunta a considerazioni che esulano dallo spazio consentito dai soundbites.&lt;br /&gt;Mi hanno offerto di partecipare ad una conferenza a fine maggio: fine maggio? Sudori freddi. Le cose qui van così veloci che a fine maggio potrei essere il primo produttore di documentari sparato su Marte, o potrei vivere a Malibu, in una casa di qualche architetto à-la-page, fatta di pan grattato e vertoresina trasparente. Però mi pagano e mi son venduta. La NASA e l’architetto passano in cavalleria.&lt;br /&gt;A tratti questa città anche a me mette una forma di imbizzarrimento emotivo che mi ha spinta recentemente a non dormire a casa mia ma nella casa vuota di un amico (grazie Andrea!), perchè avevo bisogno di sentirmi in transito. Di non appartenere a nessun luogo. Di dormire in un letto non mio, di non avere nulla in frigo per colazione. L’emozione di rimandarti a domani è potente. Avevo bisogno di sentirmi accampata dentro me stessa e Andrea aveva bisogno che gli bagnassi le piante: zona franca. Ciao ciao Murphy!&lt;br /&gt;Quella notte ho provato il brivido del kit monodose spazzolino/dentifricio/shampoo, comprato al volo. Fino a qualche giorno fa credevo fosse un kit da viaggio. In un certo senso è da viaggio: da viaggio esistenziale, quello nella notte dell’anima. Il viaggio dei globetrotters sempre in cerca, bisognosi di un rifugio temporaneo ma anche di lavarsi i denti, cacchio. In questo paese c’è posto per tutti, anche per gli indecisi e i tormentati, finchè c’è un monodose a $0.99 al drugstore all’angolo. &lt;br /&gt;Vivere in questo modo precario per anni non significa rinunciare ai legami terreni, ho compreso con l’andare delle conoscenze. La mia amica Giovanna trasloca ogni mese e la sua regola è portarsi dietro quello che ci sta in un taxi, il resto lo tiene allo storage. Lo storage è un enorme alveare: migliaia di cellette di varie dimensioni e prezzi, dove i newyorkesi tengono tutto quello che non ci sta nelle loro microcase: roba da cui possono allontanarsi temporaneamente, ma di cui non vogliono liberarsi. Il cambio di stagione dei vestiti, ma anche il servizio da bourguignonne, che tanto non gli serve mai perchè credono che la bourguignonne sia una zona dove fanno il vino, laggiù in “Frens”; le racchette da tennis d’inverno e le racchette da neve d’estate; la bicicletta d’inverno e la bicicletta d’estate, perchè la bicicletta a New York piace al genere di persona che abita al 5 piano senza ascensore; il tipo la porta su e giù tre giorni, così tu che sei la sua vicina dici Madonna che fico il vicino, porta su e giù la bici… e poi la schiaffa nello storage e chi s’è visto s’è visto. &lt;br /&gt;Mick, il mio nuovo coinquilino, fa almeno una spedizione alla settimana allo storage, per prendere qualcosa, che però in casa prenderà il posto di qualcos’altro, il quale qualcos’altro verrà dunque messo nello storage. E’ strategia pura. Gente così dovrebbe guidare le truppe in Iraq: non uno spreco, tutto calibrato al micron. Anche solo un CD, una pallina da tennis…tutto richiede organizzazione, programmazione, concentrazione, tempo ed energia, nulla a caso.&lt;br /&gt;In Italia andiamo in cantina e soffitta senza manco cambiare le babucce, qui per andare a cercare quella cosa che non mi ricordo più bene dov’è devo fare tre fermate di metro. A New York per fare posto alla gente hanno trasformato cantine e soffitte in case, e ora, per fare posto alle cose, hanno costruito delle altre case. Follia. Lucida follia. &lt;br /&gt;Lo storage è aperto 24 ore al giorno, 7 giorni la settimana. Ed è affollatissimo di notte e i week end. Non ci vanno mica solo i pazzi e i serial killer eh, è solo che di giorno si lavora se domani hai bisogno di qualcosa che è allo storage…ci passi dopo il cine. Qualcuno ci dorme anche se non potrebbe, ma tanto entri ed esci con la tua tesserina magnetica, chi ti vede? Quando sono andata ad accompagnare Mick la prima volta ho sentito della musica e lui mi ha detto ah sì, vengono a fare pratica perchè una stanza insonorizzata costa troppo e qui nessuno gli rompe l’anima. 10 piani di luci al neon e Chopin in sottofondo. Solo a New York.&lt;br /&gt;Cercare casa a New York induce dipendenza da www.craigslist.com.&lt;br /&gt;Ci trovi di tutto, perfino gli organi da trapiantare secondo me, ma per lo più serve per case e affini. Ti svegli la mattina e vai su craigslist.com prima di lavarti i denti, subito dopo colazione (io alle volte anche durante), poi ancora e ancora e ancora fino a notte, perchè ogni 20 minuti appaiono un centinaio di nuovi annunci, uno dei quali ti salverà il culo. E se durante il giorno esci la tua unica preoccupazione è di trovare una connessione internet per controllare craigslist.com. Io sono andata su craigslist.com ancora settimane anche dopo aver trovato una casa. Sentirsi a casa cercando casa? Da matti.&lt;br /&gt;Da una parte cercare casa è frustrante perchè perdi tempo leggendo annunci che sembrano a posto, fino alla postilla: devi essere disposto a girare nudo x casa, o a fare le pulizie travestita da Cappuccetto Rosso; d’altra parte però fai incontri che ti permettono, se non di comprendere, almeno di vedere l’abisso dell’umanità. Giovanna l’ho rivista la seconda volta a casa di uno che fino a qualche anno fa faceva il gioielliere, poi un giorno ha aiutato un suo amico a portare un computer su per le scale, e ha pensato che portare computer su e giù per le scale era un buon esercizio. Allora si è messo a studiare ed è diventato un aggiustatore di computer: gli son venuti anche dei bei muscoli, a forza di scarrettare hardware e si fa anche dei bei soldi, ha più clienti di Macy’s ai saldi. Vive nel soggiorno di casa sua buttato su una brandina circondato da carcasse di computer e relativi scatoloni; affitta la stanza non perchè abbia bisogno di soldi, ma perchè così almeno parla con qualcuno ogni tanto, sennò i suoi carcassoni lo assorbono troppo e lui ha paura di diventare sub-umano. Sto qui oltretutto soffre del complesso della formichina: non ha la forza di buttare via nulla e cerca un roommate che lo prenda per mano e lo convinca a fare piazza pulita dei suoi scatoli, scatolini e scatoloni. &lt;br /&gt;Bellomio, tu hai bisogno di un bravo terapista, non di un coinquilino. Io ho già le tasche piene di sassi per i fatti miei, ho così tanti sassi in tasca che rischio di affogare anche in una pozzanghera, senza bisogno del pazzo con carenze affettive. &lt;br /&gt;Ma questo pover’uomo è ancora nulla…la Giovanna nelle sue peregrinazioni è stata cat sitter anche di un gatto immaginario, o quantomeno in sciopero della fame: il tizio le ha consegnato le chiavi di casa e un metro cubo di scatolette di whiskas, ma del gatto manco l’ombra, per un mese.&lt;br /&gt;Una convivenza sbagliata è una palla ovunque nel mondo, ma qui ti annienta. Io ho vissuto solo 15 giorni in una casa di squilibrati dove mi sono anche presa le pulci, e ancora ora mi sveglio con gli incubi e quando vedo Mick che alle 10,30 del mattino si fa la pastasciutta mi domando: avrà solo un metabolismo da camionista o appena finito di sorbire fusilli scotti al sugo di pastrami e marmellata di pere, metterà il piatto nel lavandino e mi pianterà le forbici nel cranio? Qui la gente quando sbiella sbiella coi fuochi d’artificio.&lt;br /&gt;Per ora la mia testolina è ancora intera e secondo me Mick è contento quando lo accompagno allo storage e gli racconto delle Olimpiadi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;17 febbraio 2006&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*Giovanna è un nome di fantasia, nel frattempo l’amicizia fra me e la Giovanna si è lacerata, e non sono sicura che lei gradirebbe essere nominata.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-5340227940634184430?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/5340227940634184430/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=5340227940634184430' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/5340227940634184430'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/5340227940634184430'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2011/04/ny-soundbites-10-della-transitorieta.html' title='NY Soundbites 10: della transitorietà'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-4991139584548438891</id><published>2011-04-08T06:27:00.003-04:00</published><updated>2011-04-08T06:36:19.982-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='customare care'/><title type='text'>NY Soundbites 9: del customare care</title><content type='html'>In questo paese la Costituzione comincia con ”Gli Stati Uniti d’America sono un paese basato sul consumo, quindi tutto è dev’essere commisurato alle esigenze del consumatore”. Ma non è come da noi dove hai 30 giorni per cambiare idea, qui hai 30 giorni per cambiare 30 volte idea! Tutto un minuetto di: lo voglio grazie, non lo voglio più, lo rivoglio, non mi interessa mi va stretto, lo rivoglio anche se l’hai rivenduto a qualcun altro (ius primi acquisti?). Anzi! se l’articolo è stato rivenduto parte la caccia al tesoro perché l’acquirente, di solito la barbie di cui al soundbite canino, le parole NON PIU’ IN VENDITA non le afferra. Quando nel suo cervellino invisibile ad occhio nudo si fa chiaro il pensiero che la pochette di Jean Paul Gaultier tempestata di vera polvere stellare, che ha rimbalzato tra casa sua e il negozio per un mese, ora riposa nel cassetto di un’altra barbie, la bimba eslplode - E’ mia, è mia, è mia! Tutto è mio, il mondo è mio, io ho i soldi, io mi compro anche te, commesso pulcioso- le si affanna il respiro, le si offusca la vista e il commesso, che non è mai pulcioso su Madison avenue,  chiama il 911. &lt;br /&gt;Se paghi puoi pretendere, e siccome qui paghi anche la cacca che fai tu, puoi pretendere la testa di Giovanni Battista senza nemmeno lo sbattimento di dover ballare. &lt;br /&gt;La mia amica Liz ha cambiato un paio di occhiali da sole 3 volte in una settimana e il telefonino altrettante perché dopo 5 minuti che ci smanettava sentiva che non ci diventava “familiar”. Ciccia…è un telefonino, mica il tuo personal trainer, diventa familiar col tuo vicino di casa carino!&lt;br /&gt;Ora i negozianti che stanno leggendo si vadano a prendere un caffè perché sto per dire una cosa ENORME che non gli piacerà, ma è il sollazzo estremo del consumatore: qui se compri una cosa e poi cambi idea, non sei legato a vita alla tortura cinese del buono: l’orribile cartoncino che ti condanna a spendere un po’ di più (perché in un negozio non ci sono MAI due articoli che costano uguale e piuttosto che restituirti mezzo euro si fanno operare a cuore aperto da uno scimpanzé cieco), entro un certo tempo, fuori dai saldi, solo nei giorni pari, solo nelle happy hours dalle 3 alle 4 e mezza del pomeriggio…ah e poi devi venire vestito uguale all’altra volta e devi avere due documenti di riconoscimento. Noooo…qui ti riaddebitano i soldi sulla carta di credito! Mettiamo che come la mia amica Giulia ti compri un paio di scarpe di tre numeri più piccole con la convinzione che oggi hai solo i piedi un po’ gonfi, ma quando torni a casa il tallone si ostina nelle sue dimensioni e ti fa ciao ciao fuori dalla suola, o che come la mia mamma compri mille dollari di articoli da cucina da Macy’s e poi scopri che da un’altra parte per 47 dollari ti danno gli stessi attrezzi e anche una termocoperta…no problem, my friend! Benvenuti in America.&lt;br /&gt;Compro quindi esisto, ma soprattutto continuo ad esistere perché posso rompere le palle al customer care. Probabilmente hai diritto a dare il nome al primogenito dell’operatore telefonico, se fai la voce grossa al momento giusto. Pennac credeva di essere visionario quando si è inventato il mestiere di capro espiatorio per il suo Malaussène?&lt;br /&gt;La mia vecchia roomate è stata al telefono con il customer care della cable tv per un’intera serata gridando senza posa, e alla fine non solo ci hanno riattivato il servizio il giorno dopo ma lei ha pure rimediato un appuntamento. Vabbè che lei è una professionista, ma forse è solo questione di coreografare il vibrare dei nervi e lo sbattere di ciglia. Ci va pratica perché dall’altra parte del filo sono abituati a gestire l’incazzo e non l’ormone impazzito.&lt;br /&gt;Memore del fatto mi riprometto sempre di puntare la sveglia alle 4 della domenica mattina per chiamare il customer care del sugo per la pasta Ronzoni e chiedere come fare a far andar via dai vestiti il loro perfido intruglio. Quello che veramente mi terrorizza non è tanto la sveglia ad un’ora insensata (che comunque è un deterrente cospicuo), ma la possibilità di dover avere a che fare con una voce registrata. Il gioco non vale la candela, io voglio tirare scema a forza di parole una persona reale; voglio qualcuno che posso portare sull’orlo del collasso nervoso, non una vocina che mi dice: sorry, non ho capito…per confermare dire supercalifragilistichespiralidoso e premere asterisco, per annullare premere cancelletto e dire voglio la mamma, sorry non ho capito, sorry non ho capito, hai detto voglio una quaglia? Ripetere please, non stai parlando, se non dici qualcosa entro un nanosecondo stacco la comunicazione, e mando un telex alla casa bianca e dico che sei indegno di vivere in questo paese perché sei troppo lento; per confermare dire no, per annullare dire yes please…ti ricordiamo che la telefonata è stata monitorata quindi ti sei appena fatto una figura di merda, e ti sei pure svegliato apposta. Grazie per aver chiamato il nostro customer care, have a good day.&lt;br /&gt;Così non solo mi scoppierebbero le vene del collo per il nervosismo, ma in più no ganzo del customer care no date, per parafrasare George Clooney.&lt;br /&gt;Qui tutto si può fare per telefono o su internet, perfino la ceretta. Detto così sembra fatto per semplificare la vita, ed in generale funziona, ma ci sono eccezioni. E io mi ci trovo spesso, in ‘ste eccezioni. Prendiamo il il SSN ad esempio, il Social Security Number, una stringa di numeretti che ti rende un soggetto perseguibile dalla legge e dall’ufficio delle tasse. Ottenerlo fa apparire l’Odissea di Ulisse come 20 anni di cazzeggio ed Ercole un rompicoglioni viziato che deve ingannare il tempo. Ai miei neuroni italiani non è chiaro perché sputare sangue per avere l’opportunità di finire in galera e pagare le tasse ad un governo conservatore e guerrafondaio, ma se voglio stare qui queste sono le regole: si pagano le tasse per non avere né i servizi sociali nè la pensione e si finisce in galera se non si paga una multa. Prendere o lasciare, e io ho preso.&lt;br /&gt;Per cambiare indirizzo sulla pratica ho dovuto misurarmi di nuovo con un customer care registrato che, alla fine di un dialogo fra ubriachi, mi ha istruito: vada sul sito e 1)si registri, 2) ottenga una password temporanea che le darà la possibilità di ricevere per posta (all’indirizzo che ci ha fornito) la password definitiva che le permetterà di cambiare indirizzo. Tempo stimato 15 giorni. A parte che ci hanno messo meno a spostare la capitale da Roma a Costantinopoli, ma provate voi a spiegare ad una voce registrata che se ti mandano la password all’indirizzo vecchio dove tu non abiti più, per poi poter dare l’indirizzo di dove tu abiti adesso, non si risolve un tubo. Prema asterisco e dica SI se vuole ordinare una pizza alle cipolle, prema cancelletto e poi componga il 129 se vuole chiedere il costo di una seduta di Shiatzu, prema 1 e poi dica “W il Sindaco” se VUOLE RICEVERE il massaggio Shatzu per telefono, prema un tasto qualunque e gridi disperatamente “AIUTO” se vuole parlare con un operatore. Le segnaliamo che parlare con un operatore ha un costo di 75 dollari al minuto + tasse ed una durata massima di due minuti. Se vuole procedere…si scaldi le corde vocali e fra 10 secondi cominci a gridare.&lt;br /&gt;Allora se vedete gente camminare con lo sguardo perso nel vuoto e gridare (perché la vocina è bastarda e vuole che tu parli con tono naturale ad un volume da convegno politico) cose sconclusionate come se parlasse con la CIA, in un codice che in confronto Enigma fa la figura del giochino Grillo Parlante di quando ero piccola, stanno solo risolvendo un problema comodamente al telefono!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;30 gennaio 2006&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-4991139584548438891?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/4991139584548438891/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=4991139584548438891' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/4991139584548438891'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/4991139584548438891'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2011/04/ny-soundbites-9-del-customare-care.html' title='NY Soundbites 9: del customare care'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-4506790038881188187</id><published>2011-04-08T06:23:00.003-04:00</published><updated>2011-04-19T16:01:55.691-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='immondizia'/><title type='text'>NY Soundbites 8: dell’immondizia</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://farm6.static.flickr.com/5150/5628536785_ffe737723b_m.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="180" width="240" src="http://farm6.static.flickr.com/5150/5628536785_ffe737723b_m.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Uno dice New York e cosa pensi? Pensi ai grattacieli, alle deliziose microbiche librerie del Village di C’è posta per te dove Meg Ryan combatte contro le para-corporations e vince, al Ponte di Brooklyn, alla neve a Central Park, ai taxi gialli coi taxisti che non parlano inglese, alle vetrine accecanti di gioielli della Fifth Avenue, alla pista di pattinaggio del Rockfeller Center (che in realtà è una pacchianata, piena di famiglie di grassoni che non riescono a stare in piedi per più di 9 secondi. Quei pochi che riescono a scivolare sul ghiaccio vomitano dopo 4 minuti perché la pista ha 5 metri di raggio ed è come girare su se stessi. Se venite qui a Natale non andateci e continuate a ricordarvi quante storie d’amore dei film sono iniziate lì). Se dico New York pensi anche all’11 settembre, al limite, ma di certo non pensi all’immondizia. E invece dovresti, perché l’immondizia è una grossa issue per una città la cui epidermide e viscere vengono solleticati da 20 milioni di piedi al giorno. E 20 milioni di piedi producono, stando alle statistiche, 2 chili di rifiuti al giorno. Al paio di piedi, ça va sans dire. O anche un chilo a piede, se siete individualisti. 20 milioni di chili…fate l’equivalenza, se ne avete la forza.&lt;br /&gt;Io non capisco: sti ‘mericani hanno il mondo in una mano e la bomba atomica nell’altra e poi accumulano la monnezza sulla strada ogni sera, come uno qualunque dei paesi del terzo mondo dove vanno ad esportare la democrazia a suon di mazzate. Che ora che è inverno è solo un brutto spettacolo, ma d’estate è un brutto spettacolo in odorama. &lt;br /&gt;Succede così: ogni casa ha dei cassonetti, ma sono sempre vuoti. Io ero annientata dal pensiero di me con un mortificante sacco della spazza e il mio vicino che pensava ma quanto è indietro sta qua che ancora butta la mondezza anziché trasformarla in energia pulita rinnovabile all’infinito con il super-trash-transformer inserito in un microchip sotto l’unghia del mignolo; una vergogna nera, per cui accumulavo accumulavo accumulavo. &lt;br /&gt;Poi una sera come per incanto zàc…montagne di mondezza che aspettano il camion che sarebbe passato alle 6 del mattino dopo. Come un eczema, una varicella dell’asfalto.&lt;br /&gt;E ho capito. E’ il superintendent a fare il lavoro sporco. Il superintendent è quell’omino che chiami ogni volta che lo sciacquone del gabinetto ti è rimasto in mano, i tubi non hanno abbastanza pressione e devi fare la doccia con la coca-cola, il buco da cui passano i topi è diventato così grande che ne passano tre alla volta, il riscaldamento ha trasformato le tue candele profumate in una scultura di Dalì. Quelle piccole seccature lì. Il super è solitamente maleducato, esercita il suo potere secondo il principio “sii servizievole con i potenti amministratori e spietato con i deboli inquilini” e può capitare che ti lasci un intero weekend con la pioggia in casa o col soffitto sbriciolato, ma trova sempre il tempo per eliminare ogni traccia di rifiuto dal cassonetto per poi fare eruttare TUTTO INSIEME verso sera. Sennò i suoi capi lo impiccano.&lt;br /&gt;Anche il riciclo qui è una cosa che da da pensare: tu metti insieme tutto il riciclabile: vetro, carta, plastica…e poi il super la sera spetascia tutto il riciclo sul marciapiede e fa i mucchi. Perché i mucchi non li fanno fare a te, direttamente in casa? perché così il super ha da fare con la mondezza quando tu avresti bisogno di lui perché stai evaporando o annegando in casa tua. As simple as that. &lt;br /&gt;La mattina presto presto la città si riempie di camion che raccattano, camion della dimensione di un Tirannosaurus Gigans e un sistema di insonorizzazione progettato in Germania dell’est, nel 1947. Che se vivi al 50mo piano con vista mozzafiato dei camion te ne sbatti anche le palle, ma se vivi al piano terra e la tua stanza da sulla strada allora è un’altra storia. &lt;br /&gt;E questi orrendi sacchi neri, questi pinguini grassi visti da dietro, si allineano mica solo sul retro dei ristoranti; eh no, sono proprio un elemento di arredo urbano notturno. Devo chiedere al mio amico Bloomberg se era tutto nel suo programma elettorale che l’ha fatto rieleggere con un plebiscito.&lt;br /&gt;L’universo della trash a New York è fatto anche di un curioso fenomeno, che trova espressione nell’adagio “l’immondizia di qualcuno è il tesoro di qualcun altro”. A tutti prima o poi è capitato di camminare per strada e trovare una vecchia sedia rotta e frusta e pensare ah questa se la porti da un falegname, se le rifai i cuscini, le sostituisci lo schienale…hai una bella sedia di merda che però ti è costata 500 euro ad aggiustarla! E abbiamo lasciato stare. Perché noi non buttiamo mai via cose intere, noi buttiamo via brandelli cascanti; noi nel vecchio continente siamo professionisti del bric-à-brac, ci piace aggiustare le cosine, trovare la vite giusta, girare come le formichine a cercare il lucidante per quella cornice della bisnonna. Esempio illuminante è  il babbo del mio amico Emi, Marco ‘Genio’ Cen: lo scaldabiberon dei sui figli è diventato un distillatore di grappa, con tubicini, stantuffi e tutto. Uno scaldabiberon…la mia autorità in materia di scaldabiberon è superiore solo alla mia conoscenza di ingegneria aerospaziale, però mi dicano le mamme ed i papà che mi leggono se Marco Cen non è un drittone del riciclo. &lt;br /&gt;Qui si butta e si ricompra. Ma è comprensibile…quando sei un finance guy (e a New York di non finance guys siamo rimasti io, i miei amici e i superintendents stronzi) e fai 7 milioni di dollari al minuto e poi torni a casa e per rilassarti ti compri qualche share di Apple su eBay, prima di giocare con la Ferrari in miniatura da 50 mila dollari (vista da Fao Schwarz, giuro) che hai regalato al tuo insopportabile figlioletto di 9 anni, che va alla scuola privata che costa 60 mila dollari all’anno esclusi i libri…che cazzo te ne frega di aggiustarti la cornice? Te ne compri 100 di cornici, una la usi e 99 le butti via. &lt;br /&gt;Quindi insomma per strada a Manhattan trovi non solo i pinguini grassi, ma pure dei pezzi d’arredo francamente in ottimo stato, al limite del pregevole. Questi tesori vengono messi fuori dopo il tramonto perché è vietatissimo, è così vietato che non ti dicono nemmeno di quanto è la multa, probabilmente non c’è nemmeno una multa: ti deportano a Guantanamo Bay senza passare dal via.&lt;br /&gt;Se vai in giro al calar del sole inciampi di certo in un divano di design italiano, in una sedia Luigi XIV, in lenzuola di seta in cui probabilmente ha dormito Donald Trump, tavoli di cristallo di Boemia, cassettiere, fasciatoi, congelatori a pozzo, sedie a rotelle, vasi Ming, arti finti...il trucco è disporre di un mezzo di trasporto idoneo. E non mi riferisco a mezzi motorizzati, un carrellino da spesa al mercato e buone corde da free climbing accomodano facilmente un letto a baldacchino. E’ questione di trovare il baricentro, come sempre nella vita.&lt;br /&gt;La mia amica Debora nella monnezza ha trovato due rigogliosissime piante alte due metri, con un tronco di mezzo metro di diametro, e un ombrello di foglie grande come una FIAT Punto, che tuttora campeggiano nel suo soggiorno e che di notte le barattano tonnellate d’ossigeno con zaffate mortali di anidride carbonica, ma sorbole cosa vuoi? lasciarle per strada? Poi c’è il mio amico Louis è tanto fiero di  una vetrinetta che ha raccattato il 24 di dicembre e che gli è costata dieci dollari dati al barbone che l’ha aiutato a portarla a casa. Allora i film di Lubitsch erano basati su storie vere, dopotutto!&lt;br /&gt;Debora ha una certa esperienza di raccatto crap altrui, un giorno tornavamo insieme da non so dove e io parlavo, e ogni tanto lei restava indietro mi giro e te la vedo ravanare e borbottare come Bette Davis in Angeli con la pistola. C’è da dire che il suo quartiere pare sia da Mongolino d’oro per l’altissima qualità dello scarto. Non vi dico che quartiere è sennò quando venite a trovarmi mi fottete le cose migliori.&lt;br /&gt;In realtà ogni zona ha un giorno della settimana deputato al riciclo delle robe grosse. Lo so perché ho fatto il trasloco della mia rommate che oltre che datare i ragassssi e lavorare molto, era anche piena di cazzate. Da quando ho scoperto ‘sta cosa del giorno del riciclo provo una stretta al cuore, ogni volta che penso al povero autista che guida il camion del riciclo senza trovare nulla da riciclare, ramingo, che appena intravede qualcosa di grosso in fondo alla strada da via a tutto gas e quando arriva trova una signorina in tacchi a spillo che si alza il tavolo di mogano massiccio. Dev’essere triste, no? E quando ho visto le robe che avrei dovuto smaltire per Cecile ho pensato che era la riscossa dell’omino del riciclo, chi avrebbe voluto siffatto ciarpame? Si, avrei regalato all’omino un quarto d’ora di celebrità, quello che tutti meritano! Ed invece ad ogni viaggio dentro e fuori per prendere nuove borsate di cose inutili e di pessimo gusto qualcuno si era già imboscato la tornata precedente. L’omino è rimasto a bocca asciutta un’altra volta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9 dicembre 2005&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La foto è di &lt;a href="http://varie-ed-eventuali-blog.blogspot.com/"&gt;DEDE&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-4506790038881188187?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/4506790038881188187/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=4506790038881188187' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/4506790038881188187'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/4506790038881188187'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2011/04/ny-soundbites-8-dellimmondizia.html' title='NY Soundbites 8: dell’immondizia'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm6.static.flickr.com/5150/5628536785_ffe737723b_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-899055699958861792</id><published>2011-04-07T03:20:00.004-04:00</published><updated>2011-04-07T03:23:54.936-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='hockey'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sport'/><title type='text'>NY Soundbites 7: dello sport (guardato)</title><content type='html'>Mi vergogno di ammetterlo, ma ho deciso di fare outing, di uscire dal cassetto, come si dice qui: vivo qui da quasi 5 mesi e non avevo ancora visto il Madison Square Garden da dentro. Niente sport, niente concerti, niente convention repubblicane. &lt;br /&gt;Poi il mio amico Claudio viene a trovarmi e, masticando French Toasts alla cannella, legge sul New York Times della domenica che i suoi amati Montreal Canadiens (hockey su ghiaccio, lo dico per chiunque abbia le idee confuse) giocano contro i New York Rangers. Superata la crisi respiratoria data dall’emozione mi dice è deciso andiamo. Io lì per lì non ho capito che diceva sul serio, mi son detta sarà il jet lag, ora rinsavisce e noi non andiamo ASSOLUTAMENTE a vedere un mandria di vitelli infoiati, che prendono a mazzate selvagge dischetto grande come una prugna, giocando a Holiday on Ice. &lt;br /&gt;Claudio ha ingollato il caffè, ha pagato il conto (sempre un signore, va detto), ha bruciato coi suoi piedini santi l’asfalto di 20 isolati per lungo e 3 per largo, e in 7 minuti netti è arrivato alle pendici di questo Everest urbano.&lt;br /&gt;Fortuna ha voluto che quel giorno i New York Knicks (basket, lo dico sempre per chi tende a confondere) facessero un allenamento pubblico e gratuito; 10 mila persone in fila e arrivare alla biglietteria è stato più o meno come entrare a Troia, ma senza un cavallo di legno. &lt;br /&gt;La ticket lady scoppiando la bolla del cicles fa ci sono solo più i posti in culo alla balena a 27 dollari e i posti in culo alla balena a 75 dollari, quali volete? Tesoro: sei cretina TU o credi che siamo cretini NOI? Ma Claudio è stato più svelto, la macchinetta ha emesso i tickets da 27 verdoni, la lady ha scoppiato il suo stupido cicles, per la settantesima volta in un minuto, e noi abbiamo attraversato  al contrario il mare di gente, che al contrario di quello Rosso NON si è aperto ai nostri piedi. Claudio era al settimo cielo e io da una parte ero piuttosto annichilita all’idea di dedicare il lunedì di Halloween ad una mandria di tori, ma d’altra parte l’amicizia non è acqua, e poi non si muore mica di Hockey sul ghiaccio, dai!&lt;br /&gt;Lunedì sera è arrivato, e io ero un po’ in dubbio sul giusto abbigliamento…voglio dire: ci tenevo, alla fine. La mia passione per lo sport guardato è assai più ridotta di quella per lo sport praticato (la quale è più o meno pari a quella per la fisica quantistica), ma questo non significa che non ci tenga a fare bella figura. La scelta era come per i biglietti: tra un abbigliamento sfigato da 30 dollari o un abbigliamento sfigato ma un po’ più caro. Ho scelto quello sfigato e basta. &lt;br /&gt;Partita alle 7 p.m. ma noi arriviamo con una bella mezz’ora di anticipo, porcazza, per ambientarsi. I posti in culo alla balena sono effettivamente in culo alla balena, ma gli americani ci tengono allo sport, quindi gli stadi li fanno fare a qualcuno che li sa fare, per cui vedi sempre cosa succede laggiù. &lt;br /&gt;Due birre in un bicchiere di plastica e un hot dog, dentro il Madison Square Garden, sono valsi 20 dollari e passa: la serata si sarebbe impressa nella mia memoria anche solo per quello, ma il bello doveva ancora venire: me la sarei spassata, e non lo sapevo.&lt;br /&gt;Il gioco si fa seguire, capisci cosa capita anche perchè lo sportivo è uguale dappertutto: quando l’azione si fa caliente si alza in piedi e tu dici occhei ci siamo.&lt;br /&gt;Però ragazzi…qui sono troppo avanti! Non solo dopo ogni azione importante “We will rock you” dei Queen o qualche altra tarrata esplode dagli altoparlanti; ma, come in un anacronistico film muto, la squadra di casa ha un organista, che accompagna ‘live’ la partita e suona i grandi successi pop del secolo! Avevo un compagno di liceo che faceva l’organista, e la sua aria sempre un po’ tristarella e tutto quel suo parlare di Stabat Mater in fa minore mi avevano lasciato come l’impressione che la carriera dell’organista fosse un po’ pallosa…ma ora spero che un giorno mio figlio mi annunci che partecipa alle selezioni per fare l’organista sui pattini!&lt;br /&gt;Non vorrei giocare al sociologo, ma mi chiedo: se allo stadio da noi ci fosse uno che stempera la tensione strimpellando “La Famiglia Addams” (altro evergreen on ice) forse ci sarebbero meno accoltellamenti? Se i tifosi del calcio cantassero l’ “Ape Maia” forse non scaraventerebbero giù dalle balconate i motorini. Non so, è un’idea.&lt;br /&gt;A parte la soundtrack, ho registrato un’altra pregevole differenza rispetto ai nostri stadi: i coretti dei tifosi recitano robe tipo “alè alè forza Rangers” e non “tua madre è una zoccola”, e mancano del tutto striscioni di benvenuto per gli avversari, quelli tanto amati da certi ultras, tipo “dovevano bruciarvi nei campi di sterminio”. Quest’atmosfera tipo “Qui Quo e Qua vanno alla partita” ti mette di buon umore.&lt;br /&gt;La partita di hockey dura tre tempi di 20 minuti, ma fermano il gioco di continuo perché esistono regole di fairplay tipo: è vietato randellare l’avversario, che vengono rigorosamente disattese dai giocatori, che quindi passano 2 minuti ogni 5 chiusi in una gabbietta in punizione. Nel calcio, se li sbattono fuori, i giocatori scompaiono in panchina a lamentarsi col Mister e poi rilasciano interviste in cui dicono, in un esplosione di errori grammaticali, che l’arbitro è venduto. Nell’Hockey se sei scorretto innanzitutto due megaschermi rutilanti ti sputtanano a caratteri cubitali: nome e cognome e l’errore, a caratteri luminos, tiè. E poi vieni chiuso dentro una gabbia di plexiglass a vedere i tuoi compagni che tentano di reggere il gioco con un uomo in meno. Ti devi veramente sentire una merdaccia, a lasciarli lì da soli. All’inizio pensavo che questa umiliazione avesse qualcosa di catartico, li rendesse giocatori migliori, ma ho fatto un errore di valutazione: questi tornano a schettinare dietro al dischetto brandendo la mazza e ricominciano a darsele di santa ragione.&lt;br /&gt;Tra un tempo e l’altro ci sono 20 minuti di pausa. E certo, dicevo io…i ragazzi sono stanchi. Altro errore. I 20 minuti servono agli spettatori per mangiare. Uno dice, vabbè anche da noi allo stadio mangi. E certo che mangi, ma qui banchetti. Qui puoi scegliere innanzitutto fra 10 catene diverse di fast food, che hanno ognuna 5 tipi di hotdogs, oppure costine affogate nella salsa barbecue, o ancora hamburger, cheesburger, french fries e curly chips, milk shake alla banana e cioccolato, apple pie con gelato e glassa al brodo di pollo, fiumi di birra e coca cola. La cosa comoda è che i bagni sono strategicamente dislocati a 10 metri dalla food court e che in ogni bagno (almeno quelli delle donne, da me visitati) ci sono almeno 25 toilettes per cui è come una macchina perfettamente oliata che ingloba donne con la vescica dolorante e le risputa, come restituite a nuova vita. E queste donne rinate si fiondano al primo bancone per acciuffare una birretta per non aver la gola secca nel secondo tempo. E i cavalieri non son da meno. 10 mila spettatori possono mangiare un pasto completo per 20 minuti, ogni 20 minuti, per due volte. E poi nei supermercati ti fan le pippe che tutto è low carb.&lt;br /&gt;Però adesso con ‘ste olimpiadi della neve mi son appassionata e i bestioni con le lame ai piedi me li son gustati per bene, perfino le donne a volte mi son guardata. Ma era quel week end che c’era la tempesta di neve con vento a 170 nodi e un muro di neve davanti alla porta di casa. Non conta.&lt;br /&gt;L’unica cosa che il mio cervello rifiuta di apprezzare è il gioco di tattica e spolvero del curling, ma pare che sia rimasta l’unica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;27 febbraio 2006&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-899055699958861792?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/899055699958861792/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=899055699958861792' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/899055699958861792'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/899055699958861792'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2011/04/ny-soundbites-7-dello-sport-guardato.html' title='NY Soundbites 7: dello sport (guardato)'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-2099494364261102895</id><published>2011-04-07T03:16:00.004-04:00</published><updated>2011-04-23T05:26:40.396-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='casa'/><title type='text'>NY Soundbites 6: del cercare casa</title><content type='html'>Insomma, alla fine è successo. Ieri ho imparato una parola nuova: eviction. Ci sbattono fuori, stavo appena cominciando a sentirmi a casa, ero quasi riuscita a convincere le ragazze a provare a mangiare sedute al tavolo, a tenere il frigo un po’ sopra la soglia dell’indigenza, a tenere in bagno un asciugamano collettivo (su questo devo ancora lavorare molto) et voilà, puff, tutto finito. &lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://farm6.static.flickr.com/5229/5643713998_a8b33d7af3_m.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="240" width="180" src="http://farm6.static.flickr.com/5229/5643713998_a8b33d7af3_m.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Però che gran casa è stata! Grande come San Pietro e buia come l’inferno, con un fracco di spazio riempito di minchiatine, di walk-in closets pieni dei cappotti fuorimoda e rollerblades dimenticati da Dio, in uno c’è una fornitura di composta di mele organica in comode monoporzioni, non so a chi appartenga e nonostante le mie ripetute allusioni nessuna delle ragazze pensa che potrebbe essere ancora commestibile.&lt;br /&gt;Oddio, se vogliamo proprio fare le pulci, qualche difettuccio anche questa casa ce l’ha. Ho detto che è buia come l’inferno? Beh è anche calda come l’inferno. Ho capito che non sono cattivi gli americani, sono solo vittime di un misunderstanding. Qualcuno gli deve aver detto che ci sono 4 stagioni ma che solo due sono quelle importanti, gli devono avere detto in una fa caldo e in una fa freddo, solo che loro erano distratti quando gli hanno detto in QUALE fa freddo e in QUALE fa caldo. Sono andati in confusione allora per non sbagliarsi le hanno messe tutte insieme: se fa caldo fuori dentro tira la tramontana, se fuori fa freddo dentro ti fa sudare anche solo l’attività dei muscoli involontari. Oh, my goodness! Qui dopo il Labour Day weekend l’estate è ufficialmente finita. Fuori c’è ancora un bel sole brillante, una temperatura che consente il senza calza, ma dentro c’è il riscaldamento. 33 gradi centigradi, con l’aria condizionata, ovvio.&lt;br /&gt;Lasciamo perdere il discorso sull’inquinamento generalizzato che tutto questo comporta, ma santo cielo, questa propensione a manomettere la temperatura produce uno dei più pallosi difetti di questa meravigliosa città: fa un casino di rumore. Qui lo chiamano white noise, bianco…come le bugie, quelle che non fanno danni (chi l’ha detto?). Provate voi a dormire nella stanza sopra il boiler e poi mi dite se è bianco, il noise. Alle mie europee trombe di Eustachio questo rumore suona come MOLTO colorato.&lt;br /&gt;Però una casa col backyard a NY, ragazzi! Grandi feste di compleanno, grandi feste di Labour Day, grandi BBQs, grandi piccoli pranzetti sull’asse da stiro (si perché le porte sono strette e ci ho messo qualche mese a capire come cacchio fare a far passare un tavolo, e ora ho nella stessa tasca il giochetto di destrezza e l’ordine di sfratto. Ma abbiamo avuto gli operai sul tetto e il backyard è diventato una discarica, operai sputazzanti avanti ed indrè tutto il giorno (e non sono MAI operai genere Bronzo di Riace o pubblicità della coca-cola). I lavori sul tetto hanno compromesso seriamente anche l’erogazione dell’acqua calda, sicché ogni volta che vogliamo fare una doccia apriamo le scommesse. Io perdo sempre perché sono troppo poco malfidente e penso ma certo che sta volta c’è! ma sto imparando…pian piano. La mia amica Frantz sarà felice di sapere che sto facendo progressi nell’attività di precostituzione delle prove; ma scherzi? In questo paese se sfiori qualcuno nella metro all’ora di punta questo ti denuncia per molestie e tu passi il resto della vita nel braccio della morte! Bisogna essere preparati. &lt;br /&gt;Ho imparato che a NY la Legge di Murphy è spaventosamente vera, con una variazione. La legge di Murphy qui fa: le cose possono anche andarti molto bene nella vita, my friend, ma ricordati che prima o poi lo paghi, il tuo culo fatto a paracqua. &lt;br /&gt;E infatti ieri sera tornando da una cena con la mia roomate (madonna, pensateci…per una sera, e non una sera qualunque, ma un SABATO SERA! sono stata il date di una delle più grande daters di Manhattan…avrei dovuto immaginarlo che il contrappasso sarebbe stato da Guinnes dei primati) abbiamo trovato il conto: acqua in casa. Occhei che da ieri mattina piove, ma io abito al pianterreno con 4 piani sopra la testolina, madonna! Ma che case sono? Di marzapane, probabilmente. E io avevo solo una fitta pioggia di gocce marroni in bagno e nel corridoio, e poi tutta la carta da parati gonfia di vesciche turgide pronte ad esplodere; nulla in confronto alla mia amica Adriana, che per una banale perdita in casa si è trovata il soffitto della cucina adagiato sul pavimento. Non sto scherzando, l’ho visto. E, lo dico per tutti i lettori in qualche modo coinvolti nell’edilizia, non c’era traccia né di cemento né di mattoni, né di travi o ferri o nulla che desse la vaga impressione di aver potuto sorreggere il peso di una pallina da ping pong. Solo pan di spagna! E cosa le ha detto l’amministratore: che queste case sono per i piccioni, che cacchio vuole? Faccio presente che per queste piccionaie i new yorkesi pagano ogni mese l’equivalente di una missione della NASA, tipo metà del debito pubblico. &lt;br /&gt;Ora dico, forse io esagero, vengo da un paese in cui locuzioni come “investire nel mattone” ti fanno sentire solido e protetto, ma per la miseria la capanna in cui giocavo da bambina è più waterproof. No, questo esempio non vale, sono figlia di un ingegnere, in confronto a ‘ste case di meringa la mia capanna era un bunker antiatomico. Quel che voglio dire è che di certo a New Orleans per Katrina se la sono vista brutta e posso capire che la cosa abbia preso risvolti tragici in meno di mezzo minuto: è come versare un bicchiere d’acqua su un castello di stuzzicadenti (senza colla) e poi stupirsi. Di certo non aiuta al clima generale di riassestamento il dubbio che le autorità competenti alla notizia abbiano reagito con un –oh, cielo, davvero? Accidenti ma là ci sono centinaia di migliaia di neri che vivono sotto la soglia di povertà in condizioni disumane, è terribile… Cara, è finito il burro di arachidi-.&lt;br /&gt;Oh Gosh, ricomincia la caccia alla casa. Ricomincerò a leggere annunci turlupinanti che recitano: splendida piccola stanza di forma originale, dimensioni fantasiose, ammobiliata quanto basta, zona da urlo, roommates simpatici ed easygoing. Costo incredibilmente basso 3,700 dollari al mese, spese a parte. Traduzione: sgabuzzino triangolare senza finestre, cateti di 1 e 2 metri, con un materasso bucato buttato in terra e una cassetta delle arance da comodino. E chi si autodefinisce simpatico ed easygoing, se non un borioso pieno di pretese?&lt;br /&gt;Questa è la base, poi ci saranno le restrizioni: gay maschio cerca gay femmina, strettamente kosher, amante cavie indiane, non fumatore; oppure cercasi roommate femmina giapponese albina sotto i 23 anni; istruttore di yoga cerca qualcuno che si svegli con lui alle 5 del mattino per fare meditazione rigorosamente insieme. O ancora: l’appartamento è di 7 metri quadrati, senza luce, con l’aria condizionata rotta, i pavimenti di terra battuta, il bagno in cortile, ma…surprise surprise…c’è un grandioso gatto di 17 anni e 9 chili che ama dormire sotto le coperte. Le vostre! &lt;br /&gt;Forse avrò il culo di trovare una stanza dove da sdraiata sul letto posso toccare contemporaneamente tutte le pareti aprendo braccia e gambe (non sarà neppure necessario spalancarle), non credo di avere la lingua abbastanza lunga da arrivare al soffitto, ma vi farò sapere. &lt;br /&gt;Ma ho deciso di non avvelenarmi l’esistenza, per ora il mio pensiero principe è una bella festa di Halloween. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10 ottobre 2005&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-2099494364261102895?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/2099494364261102895/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=2099494364261102895' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/2099494364261102895'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/2099494364261102895'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2011/04/ny-soundbites-6-del-cercare-casa.html' title='NY Soundbites 6: del cercare casa'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm6.static.flickr.com/5229/5643713998_a8b33d7af3_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-7234581695895890484</id><published>2011-04-07T03:07:00.007-04:00</published><updated>2011-04-17T13:04:16.128-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cani'/><title type='text'>NY Soundbites 5: dei cani</title><content type='html'>Ho sempre amato i cani e sempre li amerò, e da quando la mia amata Agata se n’è andata, sono ancora più sensibile a quei languidi occhioni sinceri ed aperti, sempre sul punto di stillare una lacrima ma anche di cliccarti l’occhiolino di chi la sa lunghissima.&lt;br /&gt;New York è piena di cani, ed è di conseguenza piena di padroni di cani, che raccolgono le cacche dei loro pupilli con orgoglio, e, cosa che mi umanizza questi figli di Washington ossessionati dal lavoro, ci parlano insieme. Ai cani, dico. E non commentano solo le secrezioni fecali, a volte si lanciano in considerazioni sulla vita e sull’universo, cose piuttosto profonde che il quadrupede ascolta con aria concentrata, la testolina piegata di lato, in quel modo che, da padrone del cane, ti fa dire (ad alta voce nella speranza che qualcuno attorno senta e convenga) –gli altri hanno dei cani, io ho un genio.&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://farm2.static.flickr.com/1152/629289008_ee54026162_m.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="180" width="240" src="http://farm2.static.flickr.com/1152/629289008_ee54026162_m.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;A NY l’estremismo è lo standard, le mode ingoiano migliaia di persone ogni giorno e quando una mania si affaccia non resta nell’ombra per più di 50 secondi; qui quando un hobby o una novità non raccoglie grande successo significa che SOLO DUE MILIONI di persone si sono comprate l’attrezzatura completa, si sono iscritte ai corsi, hanno affollato i luoghi deputati, o meglio ancora hanno riconvertito qualche vecchio magazzino, hanno finanziato-fondato-mandato avanti pubblicazioni, fanzine, newsletters, organizzato workshops transnazionali, istituito e consegnato premi. &lt;br /&gt;Se hai un cane in questi giorni (non dico mesi, chissà dopo la Indian Summer cosa ci paralizzerà) la città è al tuo completo servizio.&lt;br /&gt;Io credevo di amare gli animali e di averne dato prova abbondantemente negli anni: compro la sabbia al super e il cibo in barili che poi campeggiano nel mio soggiorno-cucina per sempre, lascio che i miei bimbi si facciano le unghie sul mio vestito preferito, non esco per tre sere di fila perché non gli venga la sindrome da nido vuoto, insomma mi autoschiavizzo. Ma qui figuro come una della vivisezione, perché non porto i miei animali al salone di bellezza, non li mando a yoga e non li aspetto seduta nella sala d’attesa lavorando a maglia, come facevano le mamme di certe mie compagne di danza quando avevo 6/7 anni (madonna mi davano già il prurito alle mani quelle!), non li porto alla palestra a fare work out. Ma porca vacca, ma solo i miei cani dopo che fan due passi girano il culo e mettono su l’aria allora-l’-abbiamo-finita-sta-stupida-passeggiata? Ma quello che veramente mi rende uno sputo in questa società caninocentrica è che non organizzo ai miei ninìn feste di compleanno.&lt;br /&gt;Barbara Straisand ha noleggiato un intero negozio di roba per animali, l’ha trasferito nella sua casa di Malibu dove ha organizzato un birthday party per il suo Coton de Tulear, una palla di pelo bianca e nera con ascendenze del Madagascar. Immagino che durante una vacanza in Madagascar abbia visto il cagnolino giocare con il suo padroncino madagascarese e abbia detto –lo voglio! (il cane, il madagascarese lo lascio); la torta per Puffy e i suoi amici (la torta?!!) era ricoperta di glassa di yougurt (cito da NYTimes). Non ho visto foto dell’allegra brigata, ma presumo che ogni invitato quadrupede avesse un cappellino colorato e altrettanto ogni accompagnatore bipede. Non posso impedirmi di immaginare una coda di limousines scure lunghe come via Po, fuori dal cancello della villa di Malibù, e i commenti degli autisti. Indovinate da che parte sto?&lt;br /&gt;A Manhattan ci sono ragazzoni del Midwest cresciuti a burro d’arachidi e hamburger che pascolano enormi cagnoni simpatici, grossi animali allegri che ti piazzano amichevolmente un metro quadro di zampa sulle spalle quando capiscono che sei dog-friendly (io sono anche molto ragazzone-del-Midwest-friendly, a dire la verità). Molti runners si portano Fido dietro, e Fido non sembra sempre contento, credo preferirebbe stare a farsi coccolare dalle dog-friendly girls mentre il ragazzone del Midwest lavora per farsi scoppiare le coronarie, ma almeno morire con dei begli addominali, cribbio. &lt;br /&gt;E questo se hai un cane grande ed intelligente, di una razza con un nome lungo e oscuro: Coronell Craving Druddling o Wagging Dorman Exeter* o robe simili che suggeriscono caratteri solidi, grandi paccate sulle spalle fra pardoni, sorrisi franchi e assoluta fiducia in un futuro promettente. Può sembrare babbione, descritto così, ma sembrano felici.&lt;br /&gt;Le ragazze sono tutta un’altra storia. Se per caso vengono dal Midwest e sono cresciute a pane e cheddar, hanno scelto di tenerlo molto ben nascosto. Indossano jeans da 1,200 dollari e sandali di caribù dell’Uzbekistan e si accompagnano con minuscoli affarini delle dimensioni e peso della loro carta di credito, anche loro con un nome lungo ma che ispira più fiducia nel make up o nel low carb: Bloom Cocktail Spanish, Glowing Flarish*, che probabilmente si chiamano Sexy, Sweetie, Sugar o Poppy. Questi poveri ninnoli vengono tenuti in braccio, un po’ perché è molto posh e un po’ perché hanno le zampe più corte dei tacchi delle padrone e ‘nun gna fanno a stare dietro. Quando sono veramente fortunati viaggiano dentro trasportini di Louis Vuitton, ma solo se sono figli di qualche diva. &lt;br /&gt;Mentre Fido non si trova per niente con l’hobby di papà, Sweety invece accompagna mammina ovunque soddisfatto e ti guarda con quell’aria stronza che solo i cani da mezz’etto hanno. Quell’aria che ti fa sentire in colpa per non avere i capelli mechati e non avare occhiali da sole come Poncharello. Perché miss Barbie porta solo occhiali alla Poncharello. Ne ho provati un paio ma mancavo decisamente di stile, e comunque mancavo di cane merdoso quindi non mi avrebbero venduto gli occhiali.&lt;br /&gt;Un’ alternativa a Mr. e Ms. Midwest è il gay del West Village. Ne ho incontrato uno meraviglioso che è sceso dal suo scooter e portava il suo schnauzer nano bianco in un marsupio, da cani ovviamente. Abbiamo iniziato a chiacchierare e mi ha detto che se lo porta ovunque, perfino quando va a ballare, crede che sia sordo perché non da segni di insofferenza nemmeno nei club più house. E nemmeno nel bar se l’è tirato giù dalla schiena e il batuffolo appiattito sulle sue scapole si guardava intorno con l’aria rassegnata di chi sa che è stato progettato da Domineddio per deambulare autonomamente e per segnare il territorio schizzando pisciatine di qui e di lì, ma anche con la serafica convinzione che lui è nato per fare contento papà, e se papà se lo vuole portare a spalle lui deve portare pazienza. Sulla porta del Paradiso qualcuno gli abbaierà “benvenuto”.&lt;br /&gt;Sono andata a farmi un giro da Doggy Bag, per capire quanto devi essere ricco per permetterti un pet. Ogni hobby costa, certo, e un hobby vivente immaginavo a maggior ragione fosse piuttosto costoso. Mi sbagliavo. Non è costoso, affatto. E’ esorbitante. Nutrire Fido per una settimana costa come il premio annuale dell’assicurazione di Tiffany (quindi ‘i ragazzoni del Midwest hanno un sacco i soldi…questo mi rende ancora più friendly). Se tanto mi da tanto, immagino che essere veterinario di questi tempi a New York ti permetta di comprarti uno jacht in mezza giornata di visite, diciamo metà del tempo rispetto ad un chirurgo estetico a Hollywood o anche a Bill Gates.&lt;br /&gt;Adesso mi piazzo fuori da Doggy Bag e faccio trapetta ad ogni Miss Universo che vuole entrare e le schianto gli occhiali da Poncharello, schiaccio Sweetie sotto un tacco a spillo, tanto ci sta, sorrido generosamente a Mr. Midwest e ballo il tango con Fido. Non è per me che lo faccio, ma per dare ai miei amati  animali la possibilità di praticare l’inglese con il loro stepbrother e possedere un guinzaglio da 700 dollari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;21 settembre 2005&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*I nomi delle razze di cane sono assolutamente inventati&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-7234581695895890484?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/7234581695895890484/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=7234581695895890484' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/7234581695895890484'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/7234581695895890484'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2011/04/ny-soundbites-5-dei-cani.html' title='NY Soundbites 5: dei cani'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm2.static.flickr.com/1152/629289008_ee54026162_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-1028126008632022156</id><published>2011-04-06T03:49:00.007-04:00</published><updated>2011-04-07T03:25:59.241-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='dating'/><title type='text'>NY Soundbites 3: degli appuntamenti</title><content type='html'>Prima di partire la mia testolina era un continuo -si ma fab, guarda che New York non è mica come the Sex and the City, eh! Mica le tipe sono tutte fighe e vanno in giro vestite Prada e Cavalli dalla mattina alla sera, mica si fanno le unghie e i capelli tre volte la settimana, mica si sparano un brunch nel Village dietro l’altro a parlare di uomini! Ma dai, scendi sulla terra, fab! &lt;br /&gt;Sono scesa sulla terra. Qui accanto alle “would-be-Carrie-&amp;-C.”, sempre in sandali e borsetta di pelle di maschio, circolano anche donne francamente brutte, vestite di cenci, spesso abbinati da uno stilista in preda a una colica renale, che non hanno visto il mio Flowers manco in cartolina, che mettono la testa sotto l’acqua solo per la festa del Rigraziamento e il 4 Luglio (per essere proud to be american bisogna essere puliti), e si alimentano solo a barrette di cioccolata e caramello; ma TUTTE, belle e brutte, hanno almeno 3 appuntamenti a settimana. &lt;br /&gt;Il ‘dating’ è roba seria e, almeno nella mia metà del cielo, si va parecchio in paranoia! Non esiste che ‘esci a berti una birra con un amico’, che la birra diventa due birre, e poi -magari mangiamo qualcosa? e poi –ma dai, anche tu vai pazzo per i film dell’orrore degli anni quaranta? Io assolutamente no, ma potremmo vederne uno su da te lo stesso.&lt;br /&gt;Qui scordatevi spray profuma alito e fazzolettini alla lavanda come kit da primo appuntamento, qui ti danno penna e questionario: nome, nato a … il…, scuola frequentata, reddito (dedotto dalla zona di residenza: se vedete per strada cadaveri con rivoli di sangue secco ai lati della bocca, guardate la patente: di fisso abitano sopra la 85esima, porelli!), casa delle vacanze agli Hamptons? &lt;br /&gt;Una prova di nervi al confronto della quale gli allenamenti delle Teste di Cuoio sono una passeggiata al parco. Ah…aspetta un po’…adesso capisco come mai quelle orde di maschi in fuga fuori dai localini trendy il venerdì sera, qualcosa che mi fa pensare ai lemmig: piuttosto che vivere in condizioni miserrime meglio schiantarsi tutti insieme contro la metro. &lt;br /&gt;A NY ci sono 5 donne per ogni uomo, e le statistiche omettono di considerare che la metà di questi - quella che ha insieme i muscoli e il senso dell’umorismo (lasciamo perdere il cervello, vah, che siamo in tempi di magra)- è gay; ogni secondo che ‘ste gallinelle passano con un pirla che poi non le sposa è un secondo regalato ad un’altra per impalmarsi Mr. Right. Questa è follia collettiva, datemi retta. &lt;br /&gt;Eh però vorrei vedere voi…costrette a fare a botte per la vostra mezza mela che alla fine, da qualunque parte la guardi, è sempre un po’ bacata. &lt;br /&gt;E’ come ai saldi che se non fai attenzione prendi una roba solo perché vien via con niente, non ti sta manco bene e la prima volta che la lavi stinge pure. Fa incazzare, no?&lt;br /&gt;E ma anch’io sarei ben attenta nello scegliere il vitello grasso che campeggerà sul mio divano a strafarsi di nachos con salsa al formaggio davanti alla finale del Super Bowl. &lt;br /&gt;Se non sei sposata e non sei suora (e sul fatto che le suore siano fuori da questa giostra non sono pronta a giurarci) la tua vita è fatta di due cose: lavoro per 10 ore al giorno e dating per il resto. Con tutti gli annessi e connessi. &lt;br /&gt;Le mie tattiche nella navigazione delle procellose acque dell’amore mi hanno portata spesso a schiantarmi contro gli scogli, dunque ho deciso di sedermi ad osservare bene le mie nuove amiche americane e imparare da loro.&lt;br /&gt;Il galateo del dating è piuttosto vittoriano: &lt;br /&gt;-A: in un minuetto di smancerie lui le chiede se può invitarla ad uscire e lei, con l’aria da principessa sul pisello, dice ok me lo puoi chiedere. &lt;br /&gt;-B: lui chiede e lei acconsente. &lt;br /&gt;A questo punto abbiamo due possibilità: nella versione meno anacronistica i due si incontrano a metà strada tra i due uffici e lui offre un drink a lei (assolutamente non viceversa. Ho detto meno anacronistica, non moderna! Qui le squinzie aspirano ad essere Cenerentola, non Wonderwoman). Nella versione più tradizionale l’appuntamento è fatto per bene, cioè per cena, perché la sbarbina impazzisce per:&lt;br /&gt;-C: il vestito.&lt;br /&gt;Dato che madamigella vede il pretendente non solo come il portafogli che paga la cena, ma anche come il principe azzurro che, prima o poi,  accompagnerà a scuola i loro bambini sovrappeso e viziati Brittany e Duglas, su un minivan da 90 mila dollari, è naturale che voglia fare una buona impressione, lo capisco. &lt;br /&gt;Ammetto che il mio abbigliamento poco ricercato, in  certe occasioni che avrebbero richiesto qualche sforzino in più, possa aver avuto un ruolo significativo nello scaraventare la mia barchetta contro gli scogli che ho detto, lo capisco solo ora (buon Dio, se mi senti: non possiamo riavvolgere il nastro? Potrei mettermi quel vestito carminio…) ma qui siamo fuori di testa!&lt;br /&gt;La mia roomate più estroversa qualche giorno fa aveva il primo appuntamento con un tipo incontrato su internet: cena e drinks a seguire a Williamsburg, un quartiere di artisti e filmmakers super à la page, a Brooklyn. 35 anni suonati ed era in panico da vestito, la sua capacità cognitiva obnubilata, andata, black out! le ho suggerito un vestito, le ho detto quale reggiseno mettere sotto e quali scarpe abbinarci; l’ho tranquillizzata che anche se si era fatta la pedicure da più di un giorno lui l’avrebbe trovata bellifffima e lei doveva solo sbattere le ciglia. Poi però ho dovuto uscire e non ho controllato che non indossasse il davanti dietro. Forse vivono ogni primo appuntamento come il giorno del matrimonio e vogliono una damigella d’onore che le vesta. &lt;br /&gt;Quando le ho chiesto com’era andata ha risposto che non sapeva se ci voleva passare il resto della sua vita insieme e quindi non sapeva se rivederlo. Ma cavolo, ma dagli una chance a’sto povero cristiano! Stiamo parlando del primo appuntamento, e lui non le ha mica confessato di essere del KKK. &lt;br /&gt;Certo però che se lei, vera Manhattan girl, aveva fatto lo sforzo di attraversare un fiume fino a Brooklyn, lui doveva proprio sembrarle Mr.Right. Per certe Manhattan girls il fatto che il fiume si attraversi su un vagone di treno, o addirittura col culo poggiato su un morbido sedile di taxi, non riduce la portata della cosa a proporzioni minori della traversata del Mar Rosso. &lt;br /&gt;Ah, l’altra roomate però è più rigorosa, i ragazzi li conosce al book club o alle feste dal fratello. Solita storia: posso chiamarti qualche volta? (non per fare la vittima, ma nessuno con me ha mai fatto tante moine…le femministe mi hanno rovinato la festa). E via con le danze, solo che lei, la volpe, prima di dire si occhei mi puoi chiamare, si fionda su Google e fa i compiti: la regola d’oro è che se Mr. Ganzo non compare in almeno 7 siti, marameo che si fa offrire da bere. Minchia, ho subito guardato che chance ho io e…ci sto dentro!!! Ma di datare Elisabeth mi frega poco, speriamo che ‘sta golden rule valga anche per il fratello di Paris Hilton o un altro miliardario qualunque, basta che mangi con le posate d’oro usa e getta, mi faccia recapitare a casa l’intero mercato dei fiori di Amsterdam un giorno sì e uno no, e che i giorni no ai tulipani sostituisca diamanti grandi come melograni. Gira e tuira mi piacciono le cose semplici. &lt;br /&gt;All’inizio quando sentivo ‘ste qui raccontare che avevano sempre datato mille persone, io mi sentivo non solo sfigata ma proprio reietta! Non scriverò quanti ragazzi ho avuto, diciamo che per dire tutti i loro nomi e cognomi in fila bastano 10 secondi (e anche se balbettate vi avanza tempo per fare la spesa), poi ho capito che scambiare due parole con qualcuno che non sia universalmente considerato ripugnante e con cui non si sia imparentati, viene considerato un date, indipendentemente che prima o poi scatti un secondo incontro. Questo significa, lo dico per le girls in ascolto, che ogni aperitivo preso a tu per tu con un baffo (anche il commercialista va bene) vale. Alcune di voi darebbero del filo da torcere alle Barbie di qui, ma anche io se vado indietro indietro indietro, se rabasto in fondo alla valigia, qualcuno lo tiro fuori dal cappello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2 settembre 2005&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;P.S. La mia roommate impazzita per il dating aveva evidentemente una strategia a lungo termine: ora è felicemente spostata e mamma di un bimbo (è la protagonista del soundbite DOCCIA DI SPOSA, del maggio 2008). Negli anni le ho ripetutamente chiesto scusa per aver dubitato (e riso a crepapelle) di lei.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-1028126008632022156?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/1028126008632022156/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=1028126008632022156' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/1028126008632022156'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/1028126008632022156'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2011/04/ny-soundbites-3-degli-appuntamenti.html' title='NY Soundbites 3: degli appuntamenti'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-5509625007833025949</id><published>2011-04-06T03:46:00.004-04:00</published><updated>2011-04-23T06:35:12.522-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cibo'/><title type='text'>NY Soundbites 2: del Cibo</title><content type='html'>La pubblicità della ConEdison (la Enel/AEM locale) recita “consegnamo in più case noi che tutti i ristoranti di New York messi insieme”. Secondo me non è vero, al massimo è lo stesso numero, e forse ci sono persone che rinunciano all’elettricità ma non si negano un cinese a domicilio, o almeno un take out.&lt;br /&gt;Il cibo nella vita di newyorkese è un costante paradosso: è presente come la Bibbia nella vita di un Amish, ma è importante quanto la Bibbia nella vita di un musulmano.&lt;br /&gt;Si mangia sempre, ovunque e qualunque cosa, ma non si cucina mai. Qualunque newyorkese mangia almeno tre pasti al giorno rigorosamente cucinati da sconosciuti; li ingerisce il più rapidamente possibile, in luoghi preferibilmente scomodi o comunque non espressamente deputati al loro consumo. Tradotto significa, ad esempio: combo meal comprato da Wendy’s, consumato in metro, meglio ancora se trangugiato nell’attesa del treno; oppure salad bar di insalata di pasta alla maionese e surimi, salamino piccante a tocchetti, cetrioli sott’aceto, anguria e bacon, mangiato sugli scalini del supermercato; ho visto anche una tipa in occhiale di Gucci parlare al telefono (non dite mai più che gli italiani sono malati di telefonino, eh!) camminare spedita e nel frattempo sbranare delle fette di ananas che estraeva direttamente dalla scatoletta con le unghie.&lt;br /&gt;I più fortunati tra lavoratori hanno ben mezz’ora di pausa pranzo e quindi si fiondano nel deli all’angolo, agguantano un panino (eh no cari, non il panino-triste-pomodoro-e-mozzarella-di-ieri o il panino-che-pena-frittata-e-basta; qui parliamo di enormi wrap di insalata di tonno e granchio, sandwich di carne appena scottata che pesano 7 etti, pite agli spinaci e feta grandi come le mani di Shaquille O’Neill, coi bordi croccanti (le pite, non le mani), panini giganti di salmone affumicato, cream cheese e lattuga, o di tacchino arrosto e curry) comunque dicevo…questi mettono il panino in un’elegante custodia di cellophane, scelgono una bevanda low carb (credono che anche l’acqua minerale sia meglio low carb) o sugar free, pagano 10 dollari e hanno ancora 15 minuti per inglobare il panino, completo di custodia di cellophane, seduti sul bordo scivoloso della fontana di Washington Square. Di sedersi su una panchina, non se ne parla. Ma quello potrebbe essere per non farsi cagare in testa dai piccioni.&lt;br /&gt;I newyorkesi, dice la mia roommate Elisabeth, mangiano cena fuori casa almeno 4 giorni la settimana, e gli altri 3 si fanno portare la cena a domicilio, aggiungo io. Una sera sono tornata a casa con l’occorrente per il pesto, le ho chiesto se voleva cenare con me, e la sua risposta è stata: si grazie, dimmi che sera che so un posto che ce lo porta a casa; se anziché dirle che il pesto l’avrei preparato IO STESSA e QUELLA STESSA SERA, le avessi detto che ero in procinto di costruire una piccola centrale atomica in cucina, perché era imminente l’atterraggio di un’astronave e io ero incaricata di produrre del propellente affinché i marziani abbandonassero la terra, immediatamente dopo averla devastata, sarebbe stata meno stupita.&lt;br /&gt;E’ sconvolta perché io compro insalate diverse in buste diverse e le mescolo con le posate, e quando mi ha vista desurgelare dei piselli in una casseruola mi ha detto ah che bello dev’essere sapere cucinare.  Elisabeth non è un’eccezione, mi sa. Però cerca di avere un regime alimentare vario: sushi, panino al roast-beef, panino al prosciutto, pistacchi e patatine, crackers al formaggio e olive, qualche volta un dolce ma non sempre. E nella dispensa ci sono alcune scatole di fagioli dolci. Ma…&lt;br /&gt;E c’è di più. Se sei stato così impegnato oggi da non riuscire nemmeno a mangiare in modo sconsiderato, niente paura! Ti fai portare a casa qualcosa di pericoloso dal punto di vista nutrizionale, lo strapaghi, e lo consumi davanti alla tv, in posizione fetale. A casa mia l’unico tavolo che c’è sta in un angolo e l’unico suo scopo è sorreggere un  vassoio di plastica di discutibile design, nido di un triste mazzo di fiori secchi. Mi avevano anche proposto di portarmi in camera il tavolino, ma poi i fiori secchi? La cena casalinga si fa sul divano, sdraiati con i piedi sul tavolino. Ma porca vacca! Io ci metto cicli lunari a digerire, tutta incassata così, ma Elisabeth sembra contenta di dividere i suoi preconfezionati con me; mi azzarderò a dirle cos’ è un vero pasto solo quando avrò capito dov’è il centro di rianimazione più vicino.&lt;br /&gt;In un paese dove credono che le uova siano scrambled già nel guscio e al supermercato trovi anche l’acqua bollita, solo una cosa  scatena la bestia addormentata nelle pieghe della pigrizia di questi bamboccioni ipervitaminizzati: il barbecue, o come si chiama qui da decenni “BBQ” (con buona pace di chi è convinto che l’imbarbarimento linguistico sia legato alla diffusione degli sms).&lt;br /&gt;Il 4 di luglio non ho avuto occasione di frequentare un bel BBQ, me ne sono molto rammaricata, mi pareva di aver perso un’importante chiave interpretativa di questo nuovo universo (che confesso faccio una certa fatica a comprendere, spesso navigo a vista e più spesso ancora sbatto il nasino). Un paio di settimane dopo mi trovavo in un parco dell’Upper Upper Upper East East East Side, apparentemente senza infamia né lode, uno di quei posti dove le mamme lavorano a maglia e i loro bambini si picchiano a sangue nella sabbia. Mi trovavo in un quartiere a basso reddito, ecco perché dico mamme che lavorano a maglia mentre i loro bambini si picchiano a sangue; se mi fossi trovata in un quartiere ad alto tenore di vita avrei detto uno di quei parchi senza infamia né lode, dove tate nere lavorano a maglia i golf di lana riciclata per i loro bambini, mentre i figli di donne bianche e ricche, vestiti di canapa naturale e cachemire, giocano alla settimana.&lt;br /&gt;Anyway… Insomma: sabato pomeriggio, gli astanti riuniti a gruppetti, in cerchio intorno al loro totem fumante. ‘Na roba che nemmeno i maori! E il totem in generale è paragonabile come dimensioni ad una testata nucleare (e forse anche come effetti sul pancreas degli adepti), arriva chiuso ermeticamente ma a contatto con l’aria diventa sei metri cubi. E i più fighi prima di prodursi alla griglia montano dei gazebo grandi come il Lingotto, sotto cui si materializzano per incanto sdraio, amache, tavoli, altalene per bambini, minigolf, stereo con 8 altoparlanti e dj incorporato. &lt;br /&gt;In una città dove lo l’oggetto fallico per eccellenza non può essere l’auto (una giornata di parcheggio costa quanto una notte al Waldorf Astoria, escluse le tasse), la gara si è spostata sul BBQ.&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://farm6.static.flickr.com/5028/5643148263_941803bbe9.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="375" width="500" src="http://farm6.static.flickr.com/5028/5643148263_941803bbe9.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Qui ho visto un uomo di quelli veri, di quelli che “solo le checche lavano i piatti” fasciato in un grembiule a fiori  svolazzare attorno alle griglie roventi, vegliando una costata come una mamma il suo bimbo con la febbre.&lt;br /&gt;Al grido di guerra di “reeeeeeaaaadyyyyy” Mr. Macho ha distribuito pani e pesci, ha chiuso a chiave la testata nucleare e ha assaltato un paio di chili di ciccia sanguinante.&lt;br /&gt;Si sa che a stomaco pieno si è tutti di buon umore, la birra scorre, magari si allentano i freni inibitori, ma quando qualcuno (secondo me la suocera) ha insinuato che i calzini di spugna bianchi dessero adito a dubbi sulla sua mascolinità, Mr. Macho si è avvicinato alla signora con un coltello in mano, si è aperto i pantaloni, la signora ha constatato e, dopo un attimo in cui anche io ho trattenuto il fiato, confesso, sono esplose le risate e l’incidente diplomatico si è chiuso. E via col secondo round di carbonella, per fare pace.&lt;br /&gt;Tutto questo mentre accanto, un gruppo di signore di colore fra i 5 e i 50 anni, fra i 150 e i 180 chili di peso ciascuna (anche le bimbe), che, a giudicare dalla mole di provviste, aveva invitato Pantagruele a pranzo, innalzava un nuovo gazebo, completo di un’amaca capricciosa con il ghiribizzo di imprigionare a tradimento la cicciona più vicina, lasciandola dondolare, così…esposta al pubblico ludibrio.&lt;br /&gt;Un articolo del NYTimes ha rivelato ai lettori bramosi di gossip di alto profilo che anche il grande architetto Richard Meier, per cui carta di credito e telefono sono gli utensili vitali in cucina, tutta la settimana si fa un culo a capanna per tenere su le sue torri nel West Village, ma poi la domenica è sacra. Con un argano estrae dal garage il BBQ da 5000 dollari e si diverte a carbonizzarci sopra un pollo di sua invenzione, marinato nella coca-cola, succo d’arancia concentrato, salsa di soia, ketchup, zenzero, aglio e sale (giuro che è la sua ricetta). &lt;br /&gt;Poco importa che questo accada nella sua modesta farmhouse da un miliardo di dollari ad East Hampton. Sempre East è.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;29 Luglio 2005&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-5509625007833025949?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/5509625007833025949/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=5509625007833025949' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/5509625007833025949'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/5509625007833025949'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2011/04/ny-soundbites-2-del-cibo.html' title='NY Soundbites 2: del Cibo'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm6.static.flickr.com/5028/5643148263_941803bbe9_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-3933730045094631110</id><published>2011-04-06T03:42:00.004-04:00</published><updated>2011-04-23T06:28:25.020-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='manicure'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='self-confidence'/><title type='text'>NY Soundbites 1: delle unghie e della self-confidence</title><content type='html'>Ho passato qualche giorno a consumarmi le cellule grigie su come avrei potuto sentirmi almeno un po’ americana, ma americana veramente. Così, solo per capire cosa si prova. Eh si perchè le donne di NY sono „ddddonne“. Che assomiglino a Julia Roberts o a Kathy Bates le donne di qui trasudano self-confidence. Anche in mezzo al traffico delle 9 del mattino, anzi SPECIALMENTE nel traffico delle 9 del mattino, quando il fiume di ste benedette fighe straripa incontrollato per le strade di Manhattan, senti in sottofondo un brusio. E i primi giorni adducevo questo rumorino ai culi dei codizionatori (dei condizionatori parliamo un’altra volta, maroooonnnnnn), che qui sono appesi ad ogni finestra, anche al 70mo piano. Poi mi sono fermata ad ascoltare meglio, e ho sentito! Ho sentito: „siamo donne siamo donne, oltre le gambe c’è di più“. E il tarlo ha iniziato a grattare senza posa, giorno e notte. Voglio essere così anch’io.&lt;br /&gt;Ho analizzato attentamente la fauna femminile per una settimana e la prima scelta era caduta sulla palestra. La tessera della palestra penzola da ogni mazzo di chiavi qui (a me manca), insieme alla tessera punti del drugstore (celo!!!celo!!!) ma anche gli uomini vanno in palestra, quindi non può essere questo a farmi diventare una reeeal woman. Ho condotto la mia osservazione ancora un paio di giorni e poi ho visto la luce. Le mani e I piedi di queste donne sono un‘espressione artistica! Don’t buy art, wear it. Ma certo! Se hai delle bella mani la gente ti invita alle feste, ti presenta i suoi amici influenti, delle belle unghie possono portarti molto più lontano di una laurea dell‘ IVY LEAGUE. &lt;br /&gt;E allora…vai con la manicure e pedicure, fab!&lt;br /&gt;In ogni isolato qua ci sono un drugstore, un deli e un nail salon. Credo dipenda da un bizzarro piano regolatore, che aderisce ad un bisogno reale della gente: gonfiarsi di vitamine, spizzicare nel cuore della notte, e avere delle belle estremità.&lt;br /&gt;Con la granitica convinzione che il budget condiziona il risultato ma non lo spirito, ho fatto un giro esplorativo e ho adocchiato la zona nella quale avrei potuto permettermi il pacchetto completo. Trasportatami nell’East Village la mia scelta è caduta su „Flowers Nail Salon“, dove per 18 dollari (più sta cazzo di mancia) mi hanno resa quello che sono oggi.&lt;br /&gt;Il Flowers è gestito da asiatici e si risolve in un corridoio profondo con una panca per l’attesa sulla sinistra e 4 o 5 tavoli operatori sulla destra, in fondo due troni rialzati con una micro jacuzzi in cui piazzi i piedi in ammollo. Neon di potenza inaudita illuminavano l’ambiete ricreando un ambiente familiare come un allevamento di polli. La parola lussuoso è quanto di più semanticamente lontano riesco ad immaginare per darvi un’idea del Flowers, ma l’atmosfera mi è parsa festosa, di primo acchito.  &lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://farm5.static.flickr.com/4099/4829983925_d9888bc4c0_m.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="180" width="240" src="http://farm5.static.flickr.com/4099/4829983925_d9888bc4c0_m.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;La spartanezza del locale era ampiamente ripagata dalla varietà degli smalti: tutta la parete di sinistra ricoperta di mensoline bonsai con botticini bonsai, che dita bonsai di estetiste bonsai pennellavano su unghie lunghe come il ponte di Brooklyn. Dio, mi sentivo americanizzarmi ad ogni battito di cuore.&lt;br /&gt;All’ingresso sedeva un tipo con mascherina da chirurgo, che con una raspa elettrica lisciava gli artigli di una ispano newyorkese; madama, con la mano libera, reggeva un telefonino nel quale intratteneva una conversazione comica e ogni qualche secondo eruttava una risata che faceva vacillare le esili lavoranti. Credevo che gli strumenti dei dentisti fossero macchine infernali, ma finchè non avete visto quello che serve per una manicure di quelle bastarde a NY, non avete visto nulla. Comunque, in mezzo agli stridii prodotti dalla pialla sulla vetroresina delle unghie della sciura, il falso chirurgo mi ha salutato con deferenza, mi ha invitata ad attendere sulla panca, non prima però di aver scelto lo smalto. Ogni donna su quella panca stringeva nel pugno un botticino di preziosa vernice, badando di nascondere bene il colore, che a nessuna venisse in mente di copiare. Ma porca pina, ma siamo in una città di 10 milioni di persone, con almeno 100 mila nails salons, ma mica crederai di essere l’unica ad avere quel colore, bella mia? Credo di si, in una città di 10 milioni di persone, con 100 mila nails salon, se non ti fottono il boccettino, sei unica! you have to be quick anche a farti le unghie, però.&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://farm5.static.flickr.com/4136/4829984779_af8aa94b2b_m.jpg" imageanchor="1" style="clear:right; float:right; margin-left:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="180" width="240" src="http://farm5.static.flickr.com/4136/4829984779_af8aa94b2b_m.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Mi sono apprestata ad attendere sfogliando un donna moderna qualunque ma in 30 secondi era già il mio turno. Una signorina di 17 chili mi ha fatto sedere e mi ha raggiunta con una scodellina di acqua e un paio di cesoie. Rapida di ragionamento come sono ho capito in quel momento che non sarebbe stato come nei miei sogni, non mi avrebbero coccolato per un’ora, non mi avrebbero lentamente e amorosamete condotta sulla strada della consapevolezza del mio io, attraverso la cura delle più remote punte di me stessa,  nè mi avrebbero resa una combattente con le unghie laccate. Però a quel punto ero in ballo e ho deciso di ballare, ho chiuso gli occhi e ho lasciato la fantasia volare: sono stata per qualche minuto una miliardaria che si preparava per il week end del 4 luglio agli Hamptons. La manicure al Flowers si è risolta in una sessione di lava-asciuga-lima-scuticola-smalta di 7 minuti, poco più lunga la pedicure. Almeno però la scodella dei piedi era un piccolo acquafan con le onde. Mentre stavo francamente cominciando a considerare il Flowers la mia prima fregatura americana, l’asciugatura dello smalto ai piedi sotto una speciale lampada UVA mi ha tirato un po‘ su il morale. &lt;br /&gt;Diversamente da quello che mi aspettavo l’esperienza non è stata tanto tattile quanto piuttosto uditiva. Le timide ed esili lavoranti si sono rivelate dotate di una voce simile all’allarme del Louvre, e con una capacità polmonare che la Callas se la sognava. Le stronze lavorano ad occhi bassi, zelanti e veloci, ma non stanno zitte un secondo, blaterano in cinese* senza interruzione, per lo più litigando, a giudicare dai toni e dall’aggrottarsi delle fronti; quelle poche volte che vedi le fronti e non solo le calotte craniche. Il falso chirurgo ogni tanto sovrastava le loro grida gridando loro di gridare piano. &lt;br /&gt;Io ammetto senza vergogna che so a malapena intrattenere un po‘ di conversazione con le tipe della ceretta e ci ho messo anni a sciogliermi, ma parlare in inglese con una manicure cinese, e in QUELLE circostanze, sarebbe stata dura anche per la mia amica Frantz, che parla anche coi semafori. &lt;br /&gt;Ho fatto anche uno screening delle clienti per attaccare bottone, ma a parte la tipa che si sbellicava, e che anche volendo non sembrava disponibile a smettere di parlare con Jerry Lewis, c’erano: una bimba truzza (immagino imparentata con la sguaiata) che si faceva pittare le unghie di fucsia, una ragazza giovane immersa nella lettura di uno stazzonato novella 2000, la cui copertina gridava che Brooke Shields è uscita dalla depressione post partum (questa è una issue molto sentita qui, oggi c’era un’intero simil specchio dei tempi di una paginona del New York Times dedicato a questo), poi il resto delle clienti aveva l’ipod. Io, che presuntuosamente credo sempre di aver capito tutto, solo ad uno sguardo ho pensato ma guarda te che stronze classiste, maleducate! Mi dicevo ecco questo paese di merda dove giovani immigrate si prendono cura di vecchie stronzone ricche…e altre cose illuminate e progressiste che potete immaginare. Dopo qualche minuto immersa in quella babilonia di urla e strepiti cinesi*, incomprensibili e per questo ansiogeni a palla, avevo il cuore a mille e facevo gli esercizi di respirazione. &lt;br /&gt;Il trip sonoro non si è limitato alle urla, Dio ha voluto mettermi alla prova, si vede. La mia frequentazione dei ristoranti cinesi si è ridotta assai negli ultimi anni, ma come ho potuto scordare che i cinesi cinesizzano la musica, barbarizzando qualunque capolavoro? L‘ avevo scordato si vede, altrimenti col cazzo che mi fermavo al Flowers! E dunque nei brevi momenti di quiete dalle urla i miei timpani erano scossi da The sound of Silence, Smoke on the Water ma anche Volare o Respect! di Aretha Franklyn (lo giuro sul mio visto B2!) in salsa agrodolce, The Final Countdown e She caught the caty ninnate da un fil di voce. Ma non potete comprarvi i CD economici in edicola come tutti nel mondo civilizzato, oppure scaricarvi dei tarocchi qualunque da internet? E no, dovete ridurre i coglioni delle clienti a dei frammenti di dimensioni atomiche! Qui c’è del dolo, eddai!&lt;br /&gt;Comunque, al prezzo ragionevole di meno di un dollaro al minuto, mi sono concessa la prima tappa nel viaggio dell’americanizzazione, prima di combattere con social security number, assicurazioni, immigration e rommate che vogliono la mia pelle. E forse, in fondo in fondo, sono davvero un po‘ più donna di prima. Da domani sobbollirò anch’io come un condizionatore? Si. Almeno finchè non comprerò l’acetone.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1 settembre 2005&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;*col tempo e con l’esperienza ho scoperto che le signorine del Flowers (ed in generale di tutti i nail salon) non erano cinesi ma coreane. Ai Coreani la bellezza, ai Cinesi i ristoranti e gli sweatshops.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-3933730045094631110?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/3933730045094631110/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=3933730045094631110' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/3933730045094631110'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/3933730045094631110'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2011/04/ny-soundbites-1-delle-unghie-e-della_06.html' title='NY Soundbites 1: delle unghie e della self-confidence'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm5.static.flickr.com/4099/4829983925_d9888bc4c0_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-6496639988887470958</id><published>2011-04-06T02:57:00.004-04:00</published><updated>2011-04-07T03:25:45.725-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><title type='text'>NY soundbites</title><content type='html'>A sei anni dal primo e credo quattro dall'ultimo, ho deciso di pubblicare qua i miei NY soundbites.&lt;br /&gt;Per chi li conosce e mi ha chiesto di rileggerli, per la curiosità di chi non li conosce e per l' infinita nostalgia della mia casa, lontano da casa.&lt;br /&gt;Per chi non conosce i NY soundbites: sono i rantoli di me che tentavo, con alterne fortune, di capire il posto che avevo eletto casa.&lt;br /&gt;Per il mestiere che faccio io vivo delle storie degli altri, delle storie normali di tutti i giorni che le persone, a volte, decidono di regalarmi. Passo la vita a convincere le persone che TUTTI hanno una storia da raccontare anche se non lo sanno, e i NY soundbites sono il mio modo di reciprocare la generosità dei raccontatori che ho incontrato fin'ora e l'invito a tutti gli altri di raccontarmi le loro storie.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ho tenuto la numerazione originale, mancano alcuni numeri per svariate ragioni (aborti letterari spontanei, gravidanze prolungate, mancanza di tempo, senso del pudore...), ho fatto un editing estremamente sommario e messo delle date, tanto per dare delle coordinate.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fabrizia&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-6496639988887470958?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/6496639988887470958/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=6496639988887470958' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/6496639988887470958'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/6496639988887470958'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2011/04/ny-soundbites.html' title='NY soundbites'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-691323589073717571</id><published>2008-05-23T09:56:00.004-04:00</published><updated>2011-04-07T03:45:43.810-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='capelli'/><title type='text'>parrucca?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_1D8l0eLCu2M/SDbVZPz0Q2I/AAAAAAAAABs/8SQ7geGogT4/s1600-h/frangetta+2.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp0.blogger.com/_1D8l0eLCu2M/SDbVZPz0Q2I/AAAAAAAAABs/8SQ7geGogT4/s200/frangetta+2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5203581049190499170" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Nella vita bisogna cambiare ogni tanto qualcosa, quindi siccome non prevedo di vincere la lotteria o di guadagnarmi la prima pagina del NYTimes per via di meriti o demeriti di qualche rilevanza, mi son procurata un brivido di novità da me: mi son fatta la frangetta. &lt;br /&gt;Ammetto che tagliarsi la frangia in un giorno di pioggia è un’idea sinistra, quando il tuo cuoio capelluto con l’umidità concepisce piani rivoluzionari. Ma all’errore ho aggiunto la stupidità: non si va farsi tagliare i capelli con gli occhiali, perchè vista e parola sono strettamente correlati, e se non vedi non puoi verbalmente molestare il parrucchiere nell’esercizio delle sue funzioni dirigendo TU forbici e spazzola.&lt;br /&gt;Fare il parrucchiere dev’essere uno stress micidiale, perchè la clente media non si fa tagliare i capelli, lei &lt;span style="font-style:italic;"&gt;istruisce&lt;/span&gt; il parrucchiere su come vuole assomigliare alla modella della foto, solo con la sfumatura più alta, la riga dall’altra parte, senza la frangia e coi capelli di un altro colore. E “senza i ricci, perchè non mi so mettere i bigodini”. E poi “no il gel no, la lacca no, non stare troppo vicino che mi bruci le punte”. Non so gli altri, ma io sono una rompipalle epica.&lt;br /&gt;Quindi anche a ‘sto giro ho fatto vedere a Mario, il parrucchiere napoletano ma con anni di esperienza a Miami, la foto di una modella strafiga e mi sono lanciata nella descrizione di tutti i macro aggiustamenti da fare: scalati dove lei li ha uguali, mossi lì in fondo dove lei li ha dritti, la scriminatura non così bassa, lasciamo stare le meches.&lt;br /&gt;Devo ammettere che avevo grande nostalgia del parrucchiere in italiano, non che i miei fidi parrucchieri cinesi non fossero all’altezza, non sono affatto male, se non contiamo il fatto che conoscono un paio di varianti di un solo taglio, e tutte le donne che escono di lì sembrano Jennifer Aniston nelle prime puntate di Friends. Però mi mancava la dimensione della chiacchiera, io col parrucchiere ho sempre fatto grandi conversazioni, ho analizzato la situazione geopolitica del medio-oriente, ho discusso di biotecnologie, oppure ho ascoltato le sciampiste lamentarsi dei fidanzati o dei padri-padroni e ho offerto loro consigli femministi, peraltro assolutamente non richiesti. O magari facevo un po’ di pettegolezzo. Tutte ste cose qui coi cinesi manco te le sogni, i cinesi son gran lavoratori, dove s’è mai visto che si distraggano?&lt;br /&gt;quindi la sessione dal parrucchiere era ridotta ai minimi termini di un mero scambio servizio contro denaro, mi sentivo come Governor Spitzer, solo che pagavo in contanti e lasciavo una mancia più bassa.&lt;br /&gt;L’altro giorno tra che ero tanto contenta della recuperata socialità e tra che mi son dovuta togliere gli occhiali rinunciando a qualunque controllo, il risultato è che Mario ci ha dato dentro e io ora sembro me stessa a 4 anni, in una foto di classe all’asilo, quando mia mamma per non so che ragione mi aveva spuntato la frangia con un’accetta. Hai presente la frangetta alla Amelie? Stessa cosa, ma DOPO CHE LA FRANGETTA LE HA PRESO FUOCO.&lt;br /&gt;Non è che stia male, è solo che assomiglio ad un misto fra un frate ed un cottolengo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-691323589073717571?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/691323589073717571/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=691323589073717571' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/691323589073717571'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/691323589073717571'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2008/05/parrucca.html' title='parrucca?'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_1D8l0eLCu2M/SDbVZPz0Q2I/AAAAAAAAABs/8SQ7geGogT4/s72-c/frangetta+2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-4256655825547369222</id><published>2008-05-16T17:49:00.004-04:00</published><updated>2011-05-01T11:34:30.894-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='alcool'/><title type='text'>Bere, dolce morire</title><content type='html'>Sono diventata vecchia. Vecchia dentro. Vecchia nelle viscere. Non reggo più l’alcool. Non so bene com’è successo, cos’è andato storto, quand’è che il mio organismo ha visto la data di nascita sulla carta d’identità e ha fatto due più due. &lt;br /&gt;Il mio track record personale anovera anni di aperitivi di lavoro a base di cachacha, consumati sempre solo in multipli di 3 e cene in cui la ratio bottiglie di vino-invitati era assai sbilanciata verso le bottiglie, eppure rimanevo in grado di funzionare il giorno seguente. &lt;br /&gt;E’ venuto a trovarmi il caro amico Claudio, e per giorni in anticipo le nostre comunicazioni vertevano principalmente su dove andare a bere il primo french martini, dove il secondo, dove il terzo. Molto New York. &lt;br /&gt;Da qualche mese ero conscia del fatto che la mia tolleranza all’alcol negli ultimi anni  tende ad una irrefrenabile implosione, da quando sono uscita una sera con mio cugino e la sua amica bargirl Valentina e mi son sentita come lo sfigatone grasso che corre durante l’ora di ginnastica e tutti lo doppiano e fanno “buuuuu”. Io stavo ancora a metà del mio bicchere conico rovesciato e loro ordinavano il terzo, il quarto margarita…’na traggggedia. Dopo questo exploit mi dovevo immaginare che le cose si stavano mettendo male, ma immaginavo ci fosse dello spazio di manovra, credevo che ci sarebbe stato un lungo periodo di negoziazione fra voglio e posso, un processo di degradazione lento, inesorabile, ma lento. Invece è stato un &lt;span style="font-style:italic;"&gt;ammutinamento&lt;/span&gt;! Un minuto ero lì a comandare la mia nave, e il minuto dopo ero sulla tavola di legno fuoribordo e le mie cellule nervose stavano allegramente segando la tavola, con sotto i pescecani che strofinavano le pinne.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In inglese sbronza si dice hangover e a me suggerisce l’idea di qualcosa che ti si aggrappa addosso da sopra, come tirare un Bronzo di Riace su un carretto legato alla tua fronte, hai presente?  Lessi in un libro che una delle tante parole spagnole per sbronza è “risacca” e anche quello mi piace perchè allude ad un trascinamento a cui non si può opporre resistenza. E’esattamente come mi sento il giorno dopo che bevo più di una birretta. Mi sento in balia di qualcosa che mi si aggrappa in qualche posto indefinito, un’onda sismica di magnitudo Big One che mi smandrappa lo spazio fra un’orecchia e l’altra. Come se avessi fatto da sparring partner ad un lottatore di Sumo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Almeno però non mi ammaino a terra, vittima dei miei tacchi a spillo, come spesso accade alle squinzie il venerdì e sabato sera. Il mio corpo resiste fino a casa, prima di accasciarsi in attesa che passi la burrasca. &lt;br /&gt;Questo mi ricorda uno dei principi giuda della bargirl Valentina, che evidentemente la sa lunga: quanlunque cosa accada, dignità prima di tutto, anche nella disgrazia.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-4256655825547369222?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/4256655825547369222/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=4256655825547369222' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/4256655825547369222'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/4256655825547369222'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2008/05/bere-dolce-morire.html' title='Bere, dolce morire'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-617564074298507697</id><published>2008-05-12T14:13:00.005-04:00</published><updated>2011-04-16T13:55:53.747-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='sposa'/><title type='text'>Doccia di Sposa</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp0.blogger.com/_1D8l0eLCu2M/SCi6SCX23JI/AAAAAAAAABk/jbP7htLT0Vw/s1600-h/cecile.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp0.blogger.com/_1D8l0eLCu2M/SCi6SCX23JI/AAAAAAAAABk/jbP7htLT0Vw/s200/cecile.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199610588836584594" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp1.blogger.com/_1D8l0eLCu2M/SCi58SX23II/AAAAAAAAABc/Sx4M2jm8kPo/s1600-h/banquet.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp1.blogger.com/_1D8l0eLCu2M/SCi58SX23II/AAAAAAAAABc/Sx4M2jm8kPo/s200/banquet.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5199610215174429826" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sono stata al mio primo bridal shower, cioè una festa che si fa per una futura sposa. Tutta una roba di femmine che mangiano, fanno giochi e parlano di: a)come anche loro non vedono l'ora di attraversare la navata centrale di St. Patrick col velo, se ancora non l'hanno fatto; b)com'è stato bello il giorno che hanno attraversato la navata centrale di St. Patrick col velo, quanti invitati c'erano, qual'era la "loro canzone", quanto era alta la torta e quanto è costato il ricevimento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il bridal shower, dato che è un’invenzione americana, è uno show, con registi, animatori, attori principali e comparse. Prima di tutto vengono invitate tutte le donne della vita della sposa, anche se solo un’esigua parte alla fine si presenta. E’ d’obbligo recare un regalo per la futura sposa (si viene appositamente istruiti dalla regista della festa sul tema su cui si è richieste di articolare) ma non cibo. Il cibo è un elemento assolutamente trascurabile della festa, ce n’è assai, ma la fantasia è sveramente imbrigliata dalla limitatissima dimestichezza coi fornelli della maggior parte delle newyorkesi, sicchè devo produrmi in gridolini di ammirazione perchè qualcuna ha infornato delle torte salate prefatte o aperto una confezione di insalata e ci ha versato sopra un tubetto di pittura ad olio color senape. Ma colei che ha in carico il beveraggio alcolico ha superato se stessa con un pregevole cocktail a base di champagne, che io consumo a barili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quello per cui siamo tutte convenute è la kermesse dell’apertura dei regali, ma ci separa da quella pietra miliare ancora un capitolo importante: il GIOCO. Mi sono informata e pare che a seconda della fantasia del comitato d’intrattenimento, il GIOCO possa essere anche un processo lungo e doloroso durante il quale le invitate sono costrette a prodursi in canti e/o balli, o a indovinare il titolo del film preferito della futura sposa mimato dal barboncino nano della padrona di casa. I venti della fortuna gonfiano le mie vele, però, e il mio GIOCO non prevede che io mi metta in ridicolo, ma solo che disegni il ritratto del futuro primogenito degli sposi. Per questo compito vengo appaiata ad una tipa alla quale confido immediatamente che l’emisfero del mio cervello che presiede il disegno è stato danneggiato anni addietro da un episodio traumatico all’asilo, la tipa sorride e aggiunge che anche il suo rapporto con pennarelli e pastelli è tormentato quindi optiamo per l’ approccio simbolista “Picasso incontra Lombroso”: a turno, schizziamo un particolare fisiognomico del pargolo, per una cinquina di minuti. Il nostro disegno è il più bello di tutti, ma la sposa rimane interdetta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Senza ulteriori indugi si passa alla cerimonia di apertura dei regali, 20 in tutto, tutti impacchettati uguali, come scatole di cioccolatini grandi un metro quadro, con enormi fiocconi rosa. Tranne il mio che è il prodotto della mia deriva artistoide ed è minuscolo e al posto della gala c’è un grappolo di tappi di sughero. Il tema era “biancheria intima” e così ci sfilano davanti agli occhi (e fra le mani, perchè OGNI regalo viene fatto circolare e bisogna fare “oooohhhhhhhh”)19 camicie da notte di seta (quasi tutte nere). Il funerale della fantasia, di cui le mie braghette lilla suonano come il canto del cigno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-617564074298507697?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/617564074298507697/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=617564074298507697' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/617564074298507697'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/617564074298507697'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2008/05/doccia-di-sposa.html' title='Doccia di Sposa'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp0.blogger.com/_1D8l0eLCu2M/SCi6SCX23JI/AAAAAAAAABk/jbP7htLT0Vw/s72-c/cecile.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>7</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-9137641763454878279</id><published>2008-05-07T17:41:00.003-04:00</published><updated>2011-04-07T03:42:49.599-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='disordine'/><title type='text'>del disordine</title><content type='html'>Alcuni Newyorkesi (moltissimi per essere onesti) sono casinisti e tendenzialmente sporchi. Lasciano i calzini sporchi in giro, i cartoni di pizza si accumulano davanti alla TV, le lattine di birra semivuote (perchè una volta che la birra non è più ghiacciata non è che la rimettono in frigo) restano disseminate per la stanza per mesi, di solito finchè i genitori non vengono in visita. E poi libri o riviste stanno impilati sul divano (perfetta la battuta del film “The Savages” dove la sorella entra in casa del fratello, lui le indica il divano coperto di giornali, libri, vestiti, avanzi di cibo vari e le dice: –il divano è molto comodo- e lei-risponde: -bene! Dov’é?). Io non ho mai visto un disordine come quello americano, un disordine senza appello, figlio della sciatteria e della trasandatezza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’altro giorno il destino mi ha incastrata 10 minuti a casa di uno che mi sta antipatico, ma la motivazione era cibare una coppia di fratelli felini, il cui maschio è stato recentemente dentro e fuori dall’ospedale felino, per via di una malattia felina che forse finirà la sua vita felina più presto del previsto.&lt;br /&gt;Io sono da sempre considerata una poco aperta a visioni del mondo differenti dalla propria, e di certo il fatto che il tizio ed io non siamo migliori amici non mi metteva nella miglior disposizione d’animo, ma santo cielo! quello che ho visto supera i limiti del disordine e si protende, senza rete, verso il barbonismo.&lt;br /&gt;Io faccio le pulizie ad intervalli irregolari e anche piuttosto lunghi, ma questo appartamento mi ha sconvolta e schifata nella stessa misura. Non tanto per l’effettiva sporcizia (che, dato che le persiane erano tutte giù, non ho forse potuto cogliere con l’occhio in tutta la sua copiosità) ma per il disordine assoluto, privo di ogni ragione che ne salvasse la dignità.&lt;br /&gt;Quando hai 15 anni il disordine della tua stanza è la risposta ribelle al mondo degli adulti, l’archetipo mammesco “metti a posto la tua stanza” è una punizione, non un invito ad adottare uno stile di vita più comodo. Ma quando ne hai 37, le ragioni per il disordine sono solo due: o hai subito una lobotomia e ti hanno lasciato con il cervello di quando avevi 15 anni, oppure sei (e qui non c’entra il mio personale giudizio sull’individuo in questione) un potenziale serial killer, e non ti da fastidio inciampare nei tuoi jeans luridi in corridoio o svegliarti con in bocca le tue scarpe da ginnsatca infangate perchè la tua preoccupazione più grande è come farai a far entrare ANCHE il cadavere della vicina di casa nel freezer.&lt;br /&gt;La casa che ho visto l’altro giorno presentava una spaventosa somiglianza con la casa dell’assassino del Silenzio degli Innocenti, a parte le larve. Per controllare che entrambi i gatti fossero ancora vivi mi sono spinta fino alla stanza da letto, e mi son trovata davanti una specie di scena del delitto, una di quelle che ci sono nei miei libri polizieschi preferiti, dove la vittima prima di venir strangolata si è difesa fino allo stremo delle forze, e nella colluttazione coll’ assassino pervertito gli armadi sono stai rovesciati, le librerie scaraventate a terra, la scrivania è stata usata come rifugio prima che il colpo finale fosse inferto. Sul tavolino c’erano almeno 5 paia di braghe buttate, delle monete, dei ritagli di carta, numerosi giornali spiegazzati, per terra cumuli di magliette, asciugamani, racchette da tennis e una moltitudine di zaini (a giudicare dai legacci in cui sono più volte inciampata), delle lenzuola, moltissime paia di scarpe erano sparpagliate come dopo un’esplosione. Vicino al letto alcune scatole di libri, come dopo un trasloco (il tizio abita lì da 12 anni), erano così  rovinate da suggerire di essere state lì 12 anni, dragate da milioni di mani, come ad una vendita al mercato delle pulci.&lt;br /&gt;A me queste scene fanno tristezza, molto di più del barbone vicino al mio studio che ha un carrello da cui sporgono cubi di chissàche coperti da sacchi neri. Io mi domando ma come ci si fa ad addormentare la sera, così circondati da bruttura? E peggio ancora, come fai ad avere la forza di alzarti dal letto la mattina, se per lavarti i denti devi nuotare attraverso i tuoi stessi scarti?&lt;br /&gt;Una volta qulcuno mi disse di aver vissuto per un po’ in una casa in cui il proprietario aveva degli elastici attorno ad una maniglia, raccolti in anni, al punto che la maniglia non si poteva più girare e la gomma degli elastici, che si era sciolta per il caldo per 30 estati e rassodata in altrettanti inverni, cominciava a creparsi cosicchè la mia amica decise di eliminare l’accrocco di elestici e restituire alla maniglia la sua originale motilità. Il proprietario della casa non apprezzò assolutamente il gesto e pretese che gli elsatici venisseri ripristinati. Non nuovi elastici, quelli originali.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-9137641763454878279?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/9137641763454878279/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=9137641763454878279' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/9137641763454878279'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/9137641763454878279'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2008/05/del-disordine.html' title='del disordine'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-326016626475424683</id><published>2008-01-23T17:38:00.003-05:00</published><updated>2011-04-17T12:27:35.498-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='miami'/><title type='text'>Ricalcolo</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://farm3.static.flickr.com/2376/2215212193_924597e63e_m.jpg" imageanchor="1" style="clear:left; float:left;margin-right:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="180" width="240" src="http://farm3.static.flickr.com/2376/2215212193_924597e63e_m.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;Albergavo grandi attese quando son partita per Miami. A parte il caldo, mi seducevano due pensieri: uno era di mettere la testa fuori dal finestrino e vedere il tramonto riflesso sui cerchioni dell'auto, come in tutte le sacrosante puntate di Miami Vice, e l'altro era di incontrare Don Johnson in persona. Beh...di Don Johnson e delle sue camicie rosa manco l'ombra, ed ero così delusa che mi son dimenticata di sporgere la testa dal finestrino all'ora in cui il sole va a svegliare i canguri. La mia vicenda di vita è stata in ogni caso arricchita dall'esperienza della signorina Linda, ovvero la  lillipuziana creatura che vive dentro il navigatore satellitare. Quando alle 3 del mattino siamo arrivati al car rental noi eravamo morti e la signora in maglietta gialla ci ha messo tre secondi ad intortarci che senza navigatore satellitare saremmo stai perduti, e ci siamo ritrovati con un aggeggio che pesa 30 chili (e che devi portari sempre appresso perchè se te lo fregano fa $500!) per solo $10 al giorno. Dentro l'aggeggio vive una signorina che deve avere due palle così a forza di dire sempre le stesse cose, ed infatti si sente da come parla che non è contenta della sua vita. Linda è una piccata rompicoglioni di lusso, che crede di sapere tutto sul sistema stradale di tutto il mondo, mentre invece non sa un tubo. Non legge i giornali, non sa le deviazioni, non sa che l'ANAS di Miami sta riasfaltando dappertutto, e oltretutto non basta che le dici che vuoi andare più o meno lì, le devi dare la pappa pronta: numero e nome della via. Se so dove devo andare non ho bisogno di Linda, o no???? Sta palla al piede di Linda ti dice le cose in Italiano, ma i calcoli li fa in inglese: fra 500 piedi girare a sinistra. Ma quanto è 500 piedi????? Poi ti dice di girare a destra ma quando arrivi lì c'è un blocco allora tu vai dritto e si ode il grido di guerra "Ricalcolo". Solo che Linda non ricalcola un fico secco e  ti riporta di nuovo davanti al blocco. Ma i satelliti a cosa servono, se non vedono un bel niente? Chi li ha progettati, quello della legge di Murphy? Ci sono computer che sanno giocare a scacchi e vincono, santo cielo, e la mia guida si incaponisce a portarmi davanti allo stesso cartello di "work in progress" ogni volta. Perfino Valeria Marini lo capirebbe che da lì non si passa! &lt;br /&gt;C'è qualcosa in quel "Ricalcolo" che mi manda in bestia perchè fa sentire TE un fesso, mentre è il piccolo mostro che no sa cosa sta dicendo!!! Lei non si arrabbia mai veramente, ma c'è uno sbuffo nella sua voce metallica che al terzo "Ricalcolo" comincia a darti sui nervi: quella micro maestrina alta un soldino e prigioniera dello schermo ti sta giudicando. Senti bella mia, esci di lì e confrontati col mondo reale, va! Vieni fuori e butttati nella mischia, improvvisa una sterzata nell'ora di punta, sgomma di corsia in corsia. Live a little, come dicono qua.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-326016626475424683?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/326016626475424683/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=326016626475424683' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/326016626475424683'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/326016626475424683'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2008/01/ricalcolo.html' title='Ricalcolo'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm3.static.flickr.com/2376/2215212193_924597e63e_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-2715732706646172000</id><published>2008-01-09T19:02:00.002-05:00</published><updated>2011-04-17T12:18:40.756-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gatta dora'/><title type='text'>Feline Vertigini</title><content type='html'>&lt;div class="separator" style="clear: both; text-align: center;"&gt;&lt;a href="http://farm2.static.flickr.com/1311/1484465094_b2144e1e3b_m.jpg" imageanchor="1" style="clear:right; float:right; margin-left:1em; margin-bottom:1em"&gt;&lt;img border="0" height="240" width="180" src="http://farm2.static.flickr.com/1311/1484465094_b2144e1e3b_m.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;/div&gt;La mia gatta, povera sfigata, ha le vertigini. Sai quei gatti che si arrampicano sugli alberi e poi la vecchina deve chiamare i pompieri? Qui siamo anni luce, Dora non salta manco sul tavolo della cucina, qualunque punto di vista più in alto delle ginocchia (di un adulto!) le è sconosciuto.&lt;br /&gt;Merlino e Giovanni, i cugini torinesi, si infilavano in ogni pertugio o scatola aperta, preferibilmente ad altezza himalayana, Doretta al massimo si avventura sul davanzale del soggiorno, dove praticamente ho una porta-finestra. &lt;br /&gt;Ogni tanto le vorrei infliggere dei trattamenti da cucciolo di essere umano, che contemplerebbero il cullarla, ma appena la afferro sotto le ascelle e la sollevo di 20 cm lei emette dei gracchi (oltre ad essere sieropositiva e afflitta da vertiginite, sue le corde vocali sono grattugiate, come da da decenni di sigarette senza filtro) e si divincola come indemoniata. &lt;br /&gt;E ha l'alito fetido, cosa che ha un effetto devastante quando ti sale sulla pancia alle 6 del mattino, per farti presente che il sole sta per sorgere e lei si vorrebbe godere lo spettacolo a pancia piena. &lt;br /&gt;E poi le manca un canino, poveretta. Non so dove l'abbia perso, ma probabilmente il suo passato è burrascoso; lo deduco dal fatto che il rumore prodotto da un foglio di carta che viene accartocciato la fa sobbalzare e nascondere sotto il lavandino. &lt;br /&gt;Però mi vuole così bene che si siede in grembo anche quando faccio pipì.  E ama anche molto gli ospiti, ora che ha capito che ce n'è uno al mese. La prima volta si è fatta venire la crisi isterica con conseguente febbre nervosa, ma ora è molto più sportiva e ammorba anche gli ospiti molto da vicino col suo fiato velenoso. &lt;br /&gt;E corre. Madonna quanto corre! Di notte, fa balzi da canguro e agguati da coguaro. E ha le ossa dei bimbi, a metà fra liquido e solido, e rimbalza a più riprese, prima di planare sul letto a godersi il sonno dei giusti.&lt;br /&gt;A volte la immagino a casa sola soletta a dormire sul divano e le vorrei prendere un fratello, ma poi mi torna in mente che la tipa del rifugio mi ha raccontato che quando lei l'ha tenuta per un po', Doretta ha assalito i gatti di casa e ha quasi scotennato un cucciolo. Forse il canino l'ha perso così.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-2715732706646172000?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/2715732706646172000/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=2715732706646172000' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/2715732706646172000'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/2715732706646172000'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2008/01/feline-vertigini.html' title='Feline Vertigini'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://farm2.static.flickr.com/1311/1484465094_b2144e1e3b_t.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-773443649869850762</id><published>2008-01-02T17:58:00.001-05:00</published><updated>2011-04-07T03:40:37.660-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='natale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><title type='text'>E' solo schiuma</title><content type='html'>Un “No-Brainer” una cosa così evidente che non serve nemmeno avere il cervello per accorgersene. Tipo: se porti lo Champagne a Natale fai un figurone e tutti son contenti. Giusto, se al tavolo ci sono quelli che cambiano il vino ad ogni portata, disquisiscono di perlage e pasteggiano a capesante. Vero Di Martinos Clan????&lt;br /&gt;Sbagliato, se parliamo d’altro. Però non renderei onore ai miei gentili ospiti di Natale se mi limitassi alla loro reazione alle bollicine. Sono stata accolta ancora una volta (com’è accaduto spesso durante questi miei anni americani) da mezzi sconosciuti  che mi hanno onorata della loro compagnia, che hanno diviso con me il loro tempo e le loro cene alle 5 di sera. Come in una parabola del Vangelo, o come nella pubblicità della carta di credito: Bottiglia di Champgane: $65, cena di Natale: priceless. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ero molto in ambasce per non poter essere coi miei cari quest’anno, ma il 24 mi son svegliata con l’attitudine positiva al punto di cucinare i peperoni alle acciughe, farmi pittare le unghie di rosso e partire all’estenuante (quanto infruttuosa) ricerca del Berlucchi. Il mio è un quartiere di “vorrei essere Soprano” e di Italiano si trova solo Asti Spumante e qualche vino frizzante dal nome oscuro quindi al decimo tentativo ho capitolato e ho scelto lo Champagne.&lt;br /&gt;Ho fatto la mia porca figura alla Cena della Vigilia, con quegli alcolisti dei Di Martino, ma ho clamorosamente toppato alla cena di Natale. Lì appena ho allungato la bottiglia alla padrona di casa, col mio nonchalant savoir-faire europeo, lei ha fatto gli occhi grandi grandi e ha domandato “Ah bello, cos’è?”. Ho sentito un gran caldo alla pancia e ho capito che dovevo darmi da fare per farmi apprezzare, perchè l’etichetta dorata non avrebbe fatto il lavoro per me. Abbiamo spiluccato gli aperitivi annaffiandoli di te freddo e al momento di andare a tavola si è trattato di scegliere fra succo di mela e ginger ale. Forse qualcuno degli invitati era degli alcolisti anonimi. Per gentilezza verso di me coi dolci è stata stappata la bottiglia ma l’unico commento è stato “E' andato a male: la schiuma se ne va in tre secondi! E puzza”. Hanno di certo pensato che gli Europei non solo mangiano le lumache e le rane, ma pure imbottigliano sciacquatura di piedi. Io me ne sono asciugata due bicchieri da sola, ma il terzo non ho osato mescerlo e al momento di andare via ho dato un ultimo sguardo alla bottiglia e ai bicchieri pieni sulla tavola e ho avuto un’epifania: pasteggiare a ginger ale è una barbarie, una tortura (fisica e psicologica) per cui Amnesty International dovrebbe darsi più da fare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-773443649869850762?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/773443649869850762/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=773443649869850762' title='9 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/773443649869850762'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/773443649869850762'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2008/01/e-solo-schiuma.html' title='E&apos; solo schiuma'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>9</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-8445068917496405403</id><published>2007-12-10T16:58:00.001-05:00</published><updated>2011-04-07T03:40:17.524-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='natale'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><title type='text'>La mia famiglia ed altri Natali</title><content type='html'>La mia citazione preferita di tutti i tempi, un evergreen che fa fine e non impegna, è dal Gattopardo: “bisogna che tutto cambi, perchè tutto resti com’è”. Gli equilibri si mantengono solo cambiando l’ordine dei fattori, i fattori e i segni fra i fattori. Lo stallo fa ammuffire.&lt;br /&gt;Quest’anno, per la prima volta in 34 anni, non festeggerò natale a Torino, e la cosa non mi è apparsa in tutta la sua orripilante crudezza fino a qualche giorno fa, quando ho fatto la lista degli avvenimenti pre, durante e post natalizi che si affastelleranno nella vita dei miei cari nei giorni fra il 23 e il 26 dicembre prossimo venturo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il 23 dicembre i miei amici di sempre si baceranno sotto il vischio durante una cena, dopo preparativi complicati ed estenuanti mediazioni diplomatiche degne di Camp David. Forse ci sarà uno scambio simbolico di doni, famoso fu l’anno in cui qualcuno regalò un Budda di ceramica del ristorante cinese, lasciando nel fortunato destinatario sentimenti poco confacentisi al buonismo natalizio.&lt;br /&gt;Il 24 mia sorella, mio papà e i cugini andranno a pranzo e poi al cine, coronando un’attesa lunga 364 giorni, che raggiunge punti di isteria inimmaginabili nelle 24 ore prima dell’evento, quando bisogna decidere il film ed il ristorante. Poi mia sorella e mio papà porteranno il regalo ai Razzetti, mentre I cugini non so bene cosa faranno, dato che quest’anno è tutto a carte quarantotto anche per via di un cambio di domicilio sororale. La serata sarà monca anche per il mio para-fratello Claudio, che se ne starà a casa sua dopo mezzanotte o chissà cosa farà, ma di certo non berrà vin brulè con noi.&lt;br /&gt;Già questi due giorni mancati dovrebbero dare la misura del vuoto che sento dentro, ma mi sento davvero mancare se penso che il 25 non pranzerò di fronte al Cugino Andrea, detentore di alcuni record alimentari natalizi tipo l’ingestione di mille panzerotti o di  centosettanta fette di brasato, tutte calorie che poi lui sostiene di bruciare con la sua folle attività di sci di fondo. E non comparirò nella foto di famiglia, che ogni anno che il Signore manda in terra viene scattata sette secondi prima che tutti vadano via e quindi, a parte I miei genitori che sono I padroni di casa, tutti gli altri hanno il cappotto addosso. &lt;br /&gt;Il 26 salterò due altri eventi della girandola familiare: la Sagra dell’Avanzo, a casa della mia madrina e il compleanno di Barba Ghitu. La Sagra dell’Avanzo non risale alla notte dei tempi, è abbastanza recente, ma è assurta ad immancabile pietra miliare dei festeggiamenti in tempi più rapidi dell’herpes. In origine, come suggerisce il nome, ogni invitato era invitato a portare avanzi alimentari per il banchetto, ma anche avanzi di doni da riciclare nella lotteria che coronava l’apice della festa. Rapidamente la pratica di portare avanzi si è asciugata lasciando invece il posto ad una sfilata di leccornie appositamente prodotte o acquistate dagli invitati, e la pratica di portare avanzi di regali si è trasformata in una gara al regalo più orrido, che spesso viene acquistato con mesi di anticipo. Santo Stefano è anche il compleanno di Barba Ghitu, che viene festeggiato in luoghi vari, ma come sigillo di autenticità ha sempre ha una profusione di  trote affumicate, che io divoro mentre dico "oh, ne assaggio solo un pezzetto per educazione". &lt;br /&gt;Non so cosa faro io quest’anno, ma sono certa che sarà qualcosa di bello, ma lo stesso mi fa male qualcosa alla bocca dello stomaco.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-8445068917496405403?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/8445068917496405403/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=8445068917496405403' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/8445068917496405403'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/8445068917496405403'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2007/12/la-mia-famiglia-ed-altri-natali.html' title='La mia famiglia ed altri Natali'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-4518158091012044169</id><published>2007-12-09T11:04:00.002-05:00</published><updated>2011-04-07T03:39:52.399-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gente famosa'/><title type='text'>Pizza Connection</title><content type='html'>Lou Reed ha telefonato qualche settimana fa (a dirla tutta aveva telefonato uno che si era qualificato come il suo autista) alla pizzeria, dopo 20 minuti si è presentato un fattorino per consegnare due bottiglie di vino a Mr. Lou Reed e Ms. Laurie Anderson (che caduta di stile, Lou!!! farti mandare il vino speciale), si son fatte le 11 pm e di Lou Reed manco l'ombra. Abbiamo ancora le bottiglie in cantina, avvolte di carta viola e io penso sempre che se gli affari vanno male possiamo sempre vendere  le due bottiglie con il nome dei due canzonettari maleducati su Ebay.&lt;br /&gt;Non sono mai stata VIP-friendly (possiamo razionalizzare le ragioni, se volete, ma in soldoni è perchè li invidio. Riconoscere le radici del problema, dicono, è il primo passo per risolverlo), ma questo episodio ha cementato la mia convinzione che la gente, appena la riconoscono per strada, diventa stronza. C’è un sacco di gente stronza anche se nessuno se la fila, ma questa è un’altra storia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;C’è voluta Miss Mozzafiato Chrystie Turlington, per farmi cambiare idea, o almeno farmi sospendere il giudizio temporaneamente. E’ venuta un sabato alle 9 di sera, lei e il marito, senza metri quadri di occhialoni scuri, senza telefonate allarmistiche, senza paparazzi o consegne di libagioni.&lt;br /&gt;Un po’ mi ha rincuorata, il vederli così normali, dico. Un po’ mi ha intristita perchè mi son detta perchè lei si e io no? Non ho mai visto dal vivo nessuna delle sue colleghe dei tempi d’oro, quindi non so bene dire se il Tempo le abbia bistratatte o meno, ma di madama Turlington si è scordato, alla grande. Quella lì avrà un bel ritratto ad olio che accumula le rughe nell’armadio, o forse per un errore il Tempo sta consegnado al mio indirizzo le rughe destinate a lei????. Siamo onesti: è una bella gnocca, gentile e pacifica (che io sappia non ha mai scagliato telefonini in testa alle governanti come certe sue colleghe) e fa pure beneficienza. Si sono mangiati la pizza fino all'ultima briciola e hanno leccato il piatto, per cui non ho manco le croste da vendere sui Ebay. Se gli affari vanno male  resta solo il ricordo. &lt;br /&gt;Sono andata a guardarmi allo specchio in bagno e, tutto considerato, io sono abbastanza come lei, meno la dipendenza da cocaina obbligatoria del mondo della moda ed un marito che fa film brutti. Che culo che ho.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-4518158091012044169?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/4518158091012044169/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=4518158091012044169' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/4518158091012044169'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/4518158091012044169'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2007/12/pizza-connection_09.html' title='Pizza Connection'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-8589874079055829581</id><published>2007-11-19T15:20:00.001-05:00</published><updated>2011-04-07T03:38:52.276-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='compleanni'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='tecnologia'/><title type='text'>collegamenti manca(n)ti</title><content type='html'>Abbiamo tentato, abbiamo studiato, abbiamo collegato cavi, e siamo riusciti anche. Una volta, anzi una volta e mezza. Mi pareva di stare sull'Apollo 13 in collagamento audio e video con la terra, una volta con l'amica di pentola di mia mamma Chiara e una mezza volta con papà. La fortuna del dilettante, credo sia stata. Colleghi i fili et voilà...&lt;br /&gt;-mi sentite? &lt;br /&gt;-si ti sentiamo...no ti abbiamo persa, ecco ti sentiamo di nuovo&lt;br /&gt;-io vi sento, e vi vedo anche&lt;br /&gt;-ah ecco ora ti vediamo anche noi, ma non ti sentiamo più&lt;br /&gt;-bzzzzzzzzz...glup&lt;br /&gt;-vssssshhhhhhh...glup&lt;br /&gt;Fine del collegamento. Breve ma intenso, specialmente perchè almeno adesso so che faccia hanno un paio di persone. Per fortuna che ero a casina mia e non in orbita, altrimenti sai che fifa tutto quel silenzio e buio tutto intorno.&lt;br /&gt;Tutto questo era per fare "Carramba che sorpresa!" alla festa della mia mamma, che il 10 novembre scorso ha compiuto 60 anni. La mia scarsa destrezza con la webcam ha fatto cilecca e un tot di raffaelli carrà si è trovato orfano di scoop, ma mi dicono la festa sia stata un trionfo.&lt;br /&gt;E' strano perdersi una festa di compleanno nella mia famiglia, forse è la prima in assoluto che mi perdo. Ma d'altra parte nel 2007 mi son persa una serie di eventi, alcuni seri altri più faceti (ma tutti belli, lo dico per chi si preoccupasse per me) e anche a Natale non sarò al desco givolettese, perchè sono un ostaggio volontario dell'ufficio immigrazione americano. Dal mio esilio autoimposto vedo le foto e sento i racconti, e nel caso poi della festa materna il flusso di informazione è stato ininterrotto, dal giorno del concepimento fino al parto (36 settimane, gente! sarebbe stato un bimbo un po' striminzito forse, ma tutto intero). D'altra parte se te ne vai dall'altra parte del mondo, per condurre un'esistenza sempre al limite, per fare la bella vita, per andare a cena coi lestofanti della finanza, coi testoni della tv, se te ne vai nella città dove si può prender lezioni di tango alle 3 di notte e fare colazione alle 5 del pomeriggio...ci sarà un prezzo per questo, o no? Non è un prezzo emotivamente insostenibile, questo no, però spiace. Spiace non esserci quando tua sorella e un quasi fratello si laureano, spiace non essere la testimone dell'amica del liceo che si sposa. Son cazzate, perchè anche se non ci sei fisicamente è come se ci fossi, ma esserci è un'altra cosa. Esserci è poter dire poi "ti ricordi quella volta che...?". Se non ci sei e ti fai raccontare è come mangiare la cena riscaldata. Ma d'altra parte certe cose son più buone il giorno dopo, quindi non mi lamento.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-8589874079055829581?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/8589874079055829581/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=8589874079055829581' title='6 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/8589874079055829581'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/8589874079055829581'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2007/11/collegamenti-mancanti.html' title='collegamenti manca(n)ti'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>6</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-9089564658401206295</id><published>2007-11-12T19:36:00.001-05:00</published><updated>2011-04-07T03:38:24.038-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><title type='text'>amici che hanno fatto la storia</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_1D8l0eLCu2M/R0IFetSIXUI/AAAAAAAAABM/xjlezEoT_NA/s1600-h/downtown+manhattan.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_1D8l0eLCu2M/R0IFetSIXUI/AAAAAAAAABM/xjlezEoT_NA/s200/downtown+manhattan.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5134672550265642306" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Certe volte uno nella vita si sente piccolo piccolo. Non dico tanto se pensi a Dio o ai disastri naturali, ma anche rispetto a certe persone, anche senza arrivare a Gandhi.&lt;br /&gt;Qualche sera fa ho scoperto che il mio amico Federico, 68 anni, Siciliano doc, immigrato 40 fa, ammanicato con la mafia, devotamente innamorato di sua moglie Domenica, morta troppo giovane lasciandolo con tre figlie di 6, 3 e 2 anni, ha fatto un pezzo di storia. Tutti fanno la storia, chi più chi meno, ma Federico nella sua onorata carriera di muratore newyorkese l'ha &lt;span style="font-style:italic;"&gt;costruita&lt;/span&gt;. E' andato "su fino all'ultimo piano di quei palazzi gemelli", come dice lui, facendo attenzione a non finire di sotto. Uno alla settimana ne finiva di sotto, ma lui è piccoletto e i piccoletti, lui dice, non cadono. &lt;br /&gt;Mizzica. Un mattone sopra l'altro Federico per 4 anni (a parte 4 mesi di break quando è andato in Sicili a sposarsi) ha tirato su una roba che, ironia della sorte, è più famosa e significativa ora che è venuta giù. Gli ho chiesto cos'ha detto quando ha saputo degli aerei conficcati al 100 piano, e lui mi ha detto "eh cosa vuoi che abbia detto? ho detto oh minchia!". Pura poesia.&lt;br /&gt;Ieri ho scoperto che il papà del mio amico Steve (protagonista di un SB a soggetto Thanksgiving l'anno scorso, per chi si ricordasse o volesse rileggere) era un brillante ingegnere che nei tardi anni'60, primi anni '70 lavorava per General Electric. Avevo sempre addotto l'orgoglio che Steve ha per il genitore ad un normale sentimento filiale (tutti siamo orgogliosi dei nostri genitori, ma qui in America che tuo papà non sia un alcolista e già un ottimo motivo ), ma ieri ho scoperto che c'è di più: suo papà ha &lt;span style="font-style:italic;"&gt;inventato&lt;/span&gt; il sistema di comunicazione di dati tra un satellite e l'altro, sistema che permise agli americani di vedere la Piazza Rossa in tempo reale a Washington durante la Guerra Fredda e che ora permette ad ognuno di noi di cazzeggiare con Google Earth. Al tempo dei fatti nessuno a casa sua sapeva nulla perchè era tutto "confidential", lui usciva di casa baciando la moglie in vestaglia alle 7,30 del mattino e andava a scarabocchiare formule. Io credo che ll segreto militare gli abbia soffiato il nobel, a quell'uomo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-9089564658401206295?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/9089564658401206295/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=9089564658401206295' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/9089564658401206295'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/9089564658401206295'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2007/11/amici-che-hanno-fatto-la-storia.html' title='amici che hanno fatto la storia'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_1D8l0eLCu2M/R0IFetSIXUI/AAAAAAAAABM/xjlezEoT_NA/s72-c/downtown+manhattan.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-8617695890354196275</id><published>2007-11-12T16:40:00.000-05:00</published><updated>2007-11-12T18:51:17.455-05:00</updated><title type='text'>caro artista coglione</title><content type='html'>Un coglione dice "dai leghiamo un cane ad una corda e lasciamolo morire di fame" e un altro coglione dice "dai, tu ci metti il cane e io ci metto la galleria d'arte e vediamo quanti coglioni vengono a vederlo". Sussulto, sudore, poi di soprassalto ti svegli e, nel sogno, il cane non muore. &lt;br /&gt;Nella realtà il coglione numero uno è un artista, il coglione numero due è un gallerista e il cane muore di fame, nel bel mezzo di un'installazione. Non so se le &lt;a href="http://www.petitiononline.com/13031953/"&gt;petizioni&lt;/a&gt; serviranno a bandire l'artista dalle biennali del futuro, e l'idea che ci voglia una petizione per fare qualcosa dettato dal buon senso mi lascia i brividi nella schiena e molto amaro in bocca. Ma non è la prima volta e non sarà l'ultima.&lt;br /&gt;E' vero che ci sono bambini che muoiono di fame ogni giorno, li vediamo nella grande galleria d'arte della tele, che differenza c'è fra quel cane e quei bambini? Forse l'artista cercava di dirci questo. Voleva che ci indignassimo per poterci dire che siamo degli ipocriti e ci nascondiamo dietro un dito. Se volevi dirci quello, brutto coglione di un artista, potevi disegnarlo, potevi scrivere una poesia, potevi scrivere una canzone.&lt;br /&gt;Caro artista coglione, se invece volevi solo rompere le barriere culturali che imprigionano l'arte prendi esempio da quelli che si automartoriano, che si immolano personalmente, con la propria carne, sull'altare dell'avanguardia. C'era una tipa una volta (non ricordo il suo nome) che si sottoponeva ad invasivi (e dolorosissimi) interventi chirurgici per sperimentare il processo di trasformazione da umano ad androide, in anestesia locale. Quella lì è di certo un po' montata sulle biglie quadre, mi dirai tu, ma tu sei spregevole.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-8617695890354196275?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/8617695890354196275/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=8617695890354196275' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/8617695890354196275'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/8617695890354196275'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2007/11/caro-artista-coglione.html' title='caro artista coglione'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-3273511858259689274</id><published>2007-11-09T12:44:00.001-05:00</published><updated>2011-04-07T03:37:02.300-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='amore'/><title type='text'>www.ammore.com seconda (ed ultima) puntata</title><content type='html'>L'amore a prima vista tiene a galla il mio cuore di romantica e il disegnino che il mattacchione aveva messo su internet per rintracciare la donna dei suoi sogni, incontrata sulla metro, era carino. In questi giorni mi sono spesso chiesta se i due si fossero poi alla fine incontrati, era bello immaginarsi di si, ma in &lt;a href="http://gothamist.com/2007/11/09/best_of_luck_to.php#more"&gt;tivvù&lt;/a&gt; non ci dovevano andare...che brutto che brutto che brutto. Il mio cuore di romantica riposa ora a fianco del Titanic. Solo temporaneamente, fino a quando qualcuno con più buongusto mi farà di nuovo sognare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-3273511858259689274?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/3273511858259689274/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=3273511858259689274' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/3273511858259689274'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/3273511858259689274'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2007/11/wwwammorecom-seconda-ed-ultima-puntata.html' title='www.ammore.com seconda (ed ultima) puntata'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-3848160545588185471</id><published>2007-11-05T15:46:00.001-05:00</published><updated>2011-04-07T03:35:56.650-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><title type='text'>www.ammmore.com</title><content type='html'>Sulla subway tendo a vedere sempre un sacco di fighi. Ma ho notato che quando mettono piede sulla piattaforma diventano dei bruttoni. Dev'essere un tranello ottico. &lt;br /&gt;Come ci sono quelli brutti ma fotogenici forse ci sono i brutti ma metrogenici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;tipo &lt;a href="http://gothamist.com/2007/11/05/awww.php"&gt;sta qui&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-3848160545588185471?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/3848160545588185471/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=3848160545588185471' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/3848160545588185471'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/3848160545588185471'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2007/11/wwwammmorecom.html' title='www.ammmore.com'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-400259125297047521</id><published>2007-11-02T12:31:00.001-04:00</published><updated>2011-04-07T03:35:31.824-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='vestiti vissuti'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><title type='text'>VESTITI</title><content type='html'>In Italia i miei vestiti smessi ma in buono stato li prendeva mia sorella, poi mia mamma, poi mia zia e poi diventavano stracci. Sembra Dickens, raccontato così, ma era una cosa divertente. E reciproca. &lt;br /&gt;A NY quando ti stufi di una cosa la metti in un sacchetto e la lasci in strada, e sparisce in 30 secondi, anche se è domenica mattina alle 5.&lt;br /&gt;Io soffro un po’ a non sapere chi indosserà le mie ex-cose per cui supplico sempre amiche e conoscenti di prenderle; ma dato che non sono fesse, le mie amiche spesso declinano l’offerta quindi anche io mi sto familiarizzando con la procedura del “rilascio a scopo umanitario” e verso i miei abiti smessi nel ciclo di morte e rinascita.&lt;br /&gt;Una mia vicina, che forse soffre di manie ossessive compulsive, come l’80% dei newyorkesi, è una furibonda closet cleaner e molla sulla staccionata asciugamani, coperte, cesti di vimini, custodie di sax…di asciugamani ne ho pieni i cassetti perchè mia nonna, quando ha saputo che traslocavo ha forse pensato che mettessi su un albergo e me ne ha mandati in quantità esagerata, ma un giorno non ho resistito alla forza magnetica di un cappotto (striminzito) e un vestito da sera/sposa bianco accecante, a doppio strato, con una bella gala di  taffeta nero dietro e un intricato ricamo di pizzo nero sul davanti. La vicina forse si voleva disfare del vestito solo perchè è ingrassata, ma di mestiere io racconto storie (tecnicamente io cerco I soldi per dare ad altri, con velleità artistiche, la possibilità di raccontare le loro storie, ma c’è un &lt;span style="font-style:italic;"&gt;troubadour&lt;/span&gt; anche dentro di me), quindi insomma quando ho visto il vestitone da bambola appoggiato sulla staccionata mi son subito immaginata che dietro l’abbandono ci fosse la storia triste di un ballo, di una fanciulla col cuore palpitante accompagnata da un cavaliere che poi al ballo faceva il cascamorto con le altre.&lt;br /&gt;Mi son fiondata in lavanderia per poterlo indossare e improvvisare un discorsetto per l’Oscar nel segreto di casetta mia, la lavandaia mi ha detto che dato il doppio strato e la gala e cotillon vari, lavarlo mi costava $50 allora ho postposto il lavaggio a quando la necessità di un vestito per ritirare l’Oscar sarà stringente. E comunque mi pare brutto anche violare il vestito della tristezza, forse dovrebbe restare così com’è, memento della bassezza di quell cavaliere indegno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-400259125297047521?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/400259125297047521/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=400259125297047521' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/400259125297047521'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/400259125297047521'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2007/11/vestiti.html' title='VESTITI'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-8470275878523285189</id><published>2007-10-31T17:28:00.001-04:00</published><updated>2011-04-07T03:34:41.340-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='auto-aiuto'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='the secret'/><title type='text'>THE SECRET</title><content type='html'>In primavera qui era famoso un libretto dal pomposo titolo di &lt;a href="http://www.thesecret.tv/home.html"&gt;"the Secret"&lt;/a&gt;, che ho letto (saltando decine di pagine, dato che era sempre la stessa solfa). Il libercolo è nuovo di pacca ma con un packaging da manoscritto del Quattrocento, il che gli conferisce un'aria di saggezza che solo chi non ha mai visto un manscritto del Quattrocento si potrebbe bere. Infatti va bene per gli Americani. "The Secret" in soldoni dice che se credi fermamente in quel che vuoi ottenere lo ottieni. La legge, sempliciona ma con un suo fascino, è che noi mandiamo segnali energetici, sotto forma di pensieri, nell'universo, il quale li capta e li tramuta in fatti. L'universo però è un po' tonto (o distratto da troppi flussi energetici) quindi non capisce nei dettagli, non comprende le forme negative dei verbi ad esempio. Se tu dici "vorrei proprio che mio marito NON mi tradisse" l'Universo capisce solo le parole marito e tradire, e tu te la prendi nella giacca. Se tu pensi "speriamo di non bocciare" idem con patate. Quindi il trucchetto è pensare sempre in positivo dal punto di vista grammaticale. E non solo pensare, ma CREDERE senza ombra di dubbio. Ora io dico...va bene per le cazzate, ma per le cose serie, suvvia, mica siamo tutti scemi! gli &lt;a href="http://www.thesecret.tv/behind-the-secret.html"&gt;autori&lt;/a&gt; di "The Secret" (vedere per credere) fanno l'esempio seguente: sapete chi vince la lotteria? chi CREDE FERMAMENTE SENZA OMBRA DI DUBBIO che la vincerà. Io dico: sapete chi vince la lotteria: chi HA IL CULO FATTO A CAPANNA. &lt;br /&gt;A sostegno della mia tesi cito a titolo esemplificativo Cenerentola: se avesse saputo dall'inizio che si impalmava il principe, perchè sucarsi la matrigna e le sorellastre??? Cenerentola è l'esempio della sfigata ignara dei piani del destino. Per quello ci piace.&lt;br /&gt;Adesso c'è in giro il DVD e son curiosa di vedere come gli danno l'aria di essere carico di polvere della storia, al dischetto.&lt;br /&gt;C'è del vero, però, nella tesi secretale dell'Universo e delle sue antenne non troppo sofisticate: quest'estate sono rimasta bloccata su un ascensore, mi ero appena detta &lt;span style="font-style:italic;"&gt;pensa se rimaniamo dentro.&lt;/span&gt;. E poco tempo fa una mia amica mi ha raccontato che durante una crisi di panico ci si sente morire e io ho detto, dentro di me, &lt;span style="font-style:italic;"&gt;pensa se ti viene una crisi in subway&lt;/span&gt;. Il mattino dopo ho avuto un inizio di attacco di panico sulla metro stracolma alle 8 del mattino. &lt;br /&gt;L'unica fisima che avevo mai avuto (finora) è di non stare nel primo vagone, che quelli nel primo vagone se si deraglia si schiantano, garantito al limone. A meno che il Segreto non abbia la meglio anche sulla fisica. Lo terrò a mente quando prendo un aereo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-8470275878523285189?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/8470275878523285189/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=8470275878523285189' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/8470275878523285189'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/8470275878523285189'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2007/10/secret.html' title='THE SECRET'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-6659626512497441337</id><published>2007-10-31T09:30:00.001-04:00</published><updated>2011-04-07T03:33:12.515-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='halloween'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><title type='text'>HALLOWEEN EXPERIENCE</title><content type='html'>Da tempo immemorabile ad Alpignano (Torino) c'è un tipo che a Natale trasforma il giardino di casa sua in un enorme Presepe 1:1.&lt;br /&gt;E' una gran tarrata, nulla da eccepire, ma è anche una tradizione. Cominciata con due manichini della Standa ed assurta a fenomeno di massa. Non saprei gli spettatori più lontani da dove vengano, ma di certo dai primi di dicembre in avanti il traffico davanti all'installazione (bisogna avere il coraggio di chiamare le cose col loro nome) è rallentato, le macchine accostano e i flash scoppiettano. In media gli spettatori sono 5 adulti per ogni bambino. Abbiamo detto che un'installazione. E' arte, non intrattenimento.&lt;br /&gt;I tarri di tutto il mondo tendono a soffrire di manie di protagonismo, e se hanno un sacco di soldi il risultato è hollywooddiano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche a &lt;a href="http://www.carrollgardenscourier.com/site/news.cfm?newsid=18961706&amp;BRD=2384&amp;PAG=461&amp;dept_id=553358&amp;rfi=6"&gt;Broccolino&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-6659626512497441337?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/6659626512497441337/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=6659626512497441337' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/6659626512497441337'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/6659626512497441337'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2007/10/halloween-tar.html' title='HALLOWEEN EXPERIENCE'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-4640394743483297184</id><published>2007-10-30T15:30:00.002-04:00</published><updated>2011-04-07T03:33:57.638-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='F train'/><title type='text'>F Train</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp2.blogger.com/_1D8l0eLCu2M/RykF_1e8rKI/AAAAAAAAABE/GhVuWhHTUSE/s1600-h/F+Train.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp2.blogger.com/_1D8l0eLCu2M/RykF_1e8rKI/AAAAAAAAABE/GhVuWhHTUSE/s200/F+Train.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5127636244984802466" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il mio treno è da anni l’F train, lo conosco bene, lo amo e lo odio, e come me milioni di altri. E’ un treno multietnico: va da Coney Island (russa) a Carrol Gardens (italoamericana) e poi Chinatown, Coreatown, Jakson Heights (indo-pakistana e caraibica) su fino a Forrest Hill, un suburbio di cassette che pare di stare a Legoland. L’ F train anche il treno degli artisti e artistoidi che bazzicano la Lower East Side, nonchè il treno preferito dei pazzi, più specificamente pazzi musicisti e /o canterini.&lt;br /&gt;In una manciata di fermate si concentrano un bel numero di scapàdacà, che cambiano vagone ad ogni fermata e ripetono lo stesso spettacolo per ore, avanti e ‘ndrè. C’è un nero piccolo e sdentato, che magari negli anni di taxi driver era un pezzo grosso dello smercio di eroina, tutto vestito di pelle e borchie, magretto magretto, che canta senza posa “Knocking on Heaven’s door”, non dico la canzone, dico proprio SOLO la frase: canta solo “knock-knock-knocking on heaven’s door” tra le fermate 2nd Avenue e East Broadway (circa 3 minuti), poi cambia vagone.&lt;br /&gt;Poi c’è il coro: sempre neri, ma son tanti e grandi e grossi che cantano a cappella “She was only sixteen”, baciano la mano di ogni signora e raccolgono le offerte dentro un elegante sacchetto del pane. Loro sono solari ed allegroni, tanto quanto Knocking è tormentato.&lt;br /&gt;Una sera a 2nd Avenue, l’attesa del treno è stata allietata da un ragazzo cicciottello che strimpellava bluegrass su una chitarra giocattolo azzurro cielo e raccoglieva le offerte dentro una ventiquattrore di cartone ricoperta di adesivi.&lt;br /&gt;Un’altra volta in piena estate una signora con giacca a vento gialla e velo bianco cantava inni sacri ad occhi chiusi, rapita in una comunione mistica con il suo Dio personale, a cui nella canzone si rivolgeva con “you holy ghost”.&lt;br /&gt;Come scordare I bonghisti, in questa rassegna di bizzarria musicale? Quelli sono sempre giovani e belli.&lt;br /&gt;La ciliegina sulla torta è un “soffiatore di flauto ligneo” (non credo, onestamente, lo si possa definire un flautista, nemmeno in nuce), alla fermata di Broadway-Lafayette: costui è un omino figlio dei fiori con lunghi capelli grigi raccolti in una treccia, dall’aria tristissima che mi fa sempre pensare che sia stato dimenticato, tipo nel 1967, in città dai suoi amici fumatori dai marijuana che si sono scordati di controllare che tutti fossero a bordo del Wolkswagen prima di partire alla volta della California, per mettere I fiori nei cannoni. E lui è da 40 anni che tutti I giorni soffia nel flauto, aspettando che ritornino a prenderlo, quelli del Wolkswagen. Io gli do sempre $1, anche se vorrei che non suonasse perchè mi si spezza il cuore dalla tristezza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-4640394743483297184?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/4640394743483297184/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=4640394743483297184' title='5 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/4640394743483297184'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/4640394743483297184'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2007/10/f-train.html' title='F Train'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp2.blogger.com/_1D8l0eLCu2M/RykF_1e8rKI/AAAAAAAAABE/GhVuWhHTUSE/s72-c/F+Train.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>5</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-2940992051020659438</id><published>2007-10-29T18:49:00.000-04:00</published><updated>2007-10-29T19:16:36.745-04:00</updated><title type='text'>APPELLO</title><content type='html'>Mi rivolgo ai genitori di bambini fra I 6 mesi e 5 anni di tutto il mondo.&lt;br /&gt;La prosecuzione della specie dipende da gente responsabile come voi, e per questo, in quanto essere umano, vi sono grata. Immagino che la “missione genitore”sia un viaggio lungo ed eccitante che impegna ogni singola cellula nervosa, un’avventura che assorbe ogni vostra fibra.&lt;br /&gt;In quanto donna in età fertile non ho potuto fare compagnia alla mia amica Debora mentre faceva un esame con le radiazioni, e questo mi ha ricordato che, forse, potrei trovarmi un giorno dall’altra parte della barricata. Ma nel frattempo vorrei aprire il mio cuore di cameriera ai genitori di pargoli in età di scuola materna o inferiore.&lt;br /&gt;Quando vi sentite stanchi e magari frustrati, quando vi accorgete che state perdendo il legame col mondo degli adulti o quando è passato l’entusiasmo di guardare imbambolati la creatura, quando sentite germogliare dentro il desiderio di tornare fuori nel mondo, magari a cena fuori col pargoletto --tanto avete un passeggino grande come una Smart! E potete portare l’intera stanza dei giochi con voi, compresa l’automobilina telecomandata, la piscina gonfiabile e il grillo parlante e poi non importa cosa si mangia al ristorante perchè voi avete il vostro comodo tupper con il passato di verdura, i biscotti a forma di animali, l’omogeneizzato e l’immancabile biberon/bicchiere che rimbalza, così il bambino impara anche un po’ di fisica, intanto che frantuma la mia pazienza (vorrei conoscere chi ha inventato lo stupido oggetto. Gli vorrei domandare perchè invece del designer di robe da bimbi non sei andato in un kibbutz a levare la gramigna dai pomodori?)—dicevo…quando vi viene questa idea balzana di tornare ad avere una vita sociale anche se siete genitori, mettetevi una mano sulla coscienza, tenete duro ancora 3 o 4 anni…non uscite! Non vi abbiamo fatto nulla di male. Ci sono un sacco di alternative per esporre i vostri starordinari eredi a stimoli che sviluppano le loro doti assai meglio di un ristorante: fare i biscotti, giocare al piccolo chimico, leggere il Financial Time insieme, ad esempio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma se non potete fare a meno di uscire, pena la vostra sanità mentale, se non potete permettervi una baby sitter per due ore, mi faccio hic et nunc portavoce dell'Associazione Mondiale dei Camerieri &amp;amp; Clienti di Ristoranti del mondo, e vi supplico: tagliate almeno le corde vocali e le braccia dei vostri piccoli demoni. E parcheggiate il passeggione nelle strisce blu.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-2940992051020659438?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/2940992051020659438/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=2940992051020659438' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/2940992051020659438'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/2940992051020659438'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2007/10/appello.html' title='APPELLO'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-5457307820364230818</id><published>2007-10-29T18:48:00.003-04:00</published><updated>2011-04-07T03:41:46.009-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='gatta dora'/><title type='text'>LA GATTA DORA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_1D8l0eLCu2M/Ryj-vVe8rII/AAAAAAAAAA0/FgmK8F5Cr7o/s1600-h/Dora+at+the+window.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_1D8l0eLCu2M/Ryj-vVe8rII/AAAAAAAAAA0/FgmK8F5Cr7o/s200/Dora+at+the+window.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5127628264935566466" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La mia gatta si chiama Dora ed è sieropositiva all’AIDS dei gatti, cioè il suo sistema immunitario è sfanculato e lei va riparata da ogni intemperia della vita. Le intemperie della vita per un gatto di casa sono ad esempio: un cuscino di nylon anzichè di piume, un pranzo di whiskas anzichè anatra allo champagne, 18 ore di sonno anzichè 22. Tutto questo alla Gatta Dora viene risparmiato, in nome della salute.&lt;br /&gt;L’ho presa ad un rifugio, dove credo sia stata per un bel po’ prima che le mareggiate della vita mi portassero alla sua gabbietta, perchè quelli del rifugio non la finivano più di ringraziarmi per avergli levato ‘sta spina dal fianco. Mi dicevano che “anche se non sembra E’ affettuosa”, e mi hanno supplicata di non riportarla indietro alla prima difficoltà, di tenere duro qualche giorno, per favore, ma che se proprio non avesse funzionato mi pregavano di non abbandonarla ma riportarla a loro.&lt;br /&gt;Puzza di inculata, vero? A dire il vero quando hanno visto che io ero open-minded e non avevo il gatto perfetto in mente, hanno tentato di affibbiarmi una gatta con problemi comportamentali, alla quale bisognava avvicinarsi con un guanto di maglie di metallo, come quelli degli allevatori di falchi. Lì perfino la crocerossina che c’è in me ha avuto un sussulto e ho osato dire che forse non ero pronta per un’avventura così estrema, che li avrei volentieri alleggeriti di un avanzo, ma volevo almeno restare intatta fisicamente. Quindi la Gatta Dora è stata già una inculata un po’ minore.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Gatta Dora si è ambientata in un nanosecondo e io non ho mai avuto pensieri assassini di restituirla. Tranne quando abbiamo avuto ospiti per tre giorni e il fatto di dormire sul divano anzichè sul letto l’ha così provata psicologicamente, che ha sviluppato una febbre nervosa che mi è costata $160 di veterinario e dieci giorni di medicine.&lt;br /&gt;Una volta la mia amica Elena mi disse: guardati sempre dalle persone che non hanno amici, all’inizio fanno pena ma poi capisci perchè gli amici li hanno mollati.&lt;br /&gt;Ora vivo nel terrore di conoscere finalmente la ragione per cui la Gatta Dora è stata abbandonata dai precedenti padroni…&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-5457307820364230818?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/5457307820364230818/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=5457307820364230818' title='4 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/5457307820364230818'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/5457307820364230818'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2007/10/la-gatta-dora.html' title='LA GATTA DORA'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_1D8l0eLCu2M/Ryj-vVe8rII/AAAAAAAAAA0/FgmK8F5Cr7o/s72-c/Dora+at+the+window.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>4</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-8722810920832033955.post-4038423121760753281</id><published>2007-10-29T18:46:00.001-04:00</published><updated>2011-04-07T03:31:47.216-04:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='New York'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='ny soundbites'/><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='spazio'/><title type='text'>SPAZIO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://bp3.blogger.com/_1D8l0eLCu2M/Ryj_RVe8rJI/AAAAAAAAAA8/33i0gqLfZYI/s1600-h/testa+rotta.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;" src="http://bp3.blogger.com/_1D8l0eLCu2M/Ryj_RVe8rJI/AAAAAAAAAA8/33i0gqLfZYI/s200/testa+rotta.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5127628849051118738" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Forse non ho fatto l'architetto perchè ho un rapporto conflittuale con lo spazio. La mia capacità di gestire gli spazi, più specificamente gestire la mia persona fisica in relazione allo spazio, è ridotta ai minimi termini, ed è causa dei perpetui lividi che marmoreggiano la mia epidermide. Io sbatto nelle porte aperte, inciampo nelle coperte infilate sotto il materasso, mi ribalto su seggiole ultrastabili, urto (e due volte su tre riduco in frantumi) qualunque oggetto sia vagamente raggiungibile da uno dei miei lunghi arti. Il mondo intorno a me mi rimbalza costantemente, e non lo dico come lo direi in una seduta vittimista dallo psicoterapeuta, è proprio una questione fisica.&lt;br /&gt;Ad esempio sabato me ne stavo nel mio bel bagnetto (senza lavandino) in faccende affaccendata quando, a seguito di un repentino sollevamento, la mia testolina è entrata in collisione con lo spigolo del mobiletto. Non so bene dire se ha fatto male SUBITO, perchè il profondo boato della sostanza grigia che spiaggiava come le onde contro la battigia del cranio ha, per un buon minuto, oscurato ogni altra sensazione, ad eccezione di un vago conato di vomito. Dopo il minuto di apnea ho molto bestemmiato (perdono Iddio, perdono. Ma faceva davvero male); poi ho sentito le gocce di sangue tiepido sulla guance. Il mio cuor di leone si è sciolto come burro nel microonde e mi sdraiata sul divano ad aspettare la morte per dissanguamento. Dato che tardava ad arrivare sono andata a farmi mettere la colla a pronto soccorso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Anche il lavoro in pizzeria richiede doti di dribblaggio di altissimo livello che io non possiedo, e lì si aggiunge la problematica dell’equilibrio, che è fonte di ulteriore frustrazione, essendo io refrattaria anche a quello. Non so reggere un vassoio in mano, quindi i bicchieri li infilo nel grembiulino, e li estraggo al tavolo, mossa che, ho scoperto, strappa sempre i gridolini estasiati dei clienti . Una volta un bimbetto mi ha detto: sei come la mamma canguro!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Io dovevo nascere Faraone: stare seduta tutto il giorno a fare un tubo, con gente che mi fa aria con la foglia di palma. Il mondo è un posto troppo pericoloso per una come me.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/8722810920832033955-4038423121760753281?l=nysoundbites.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://nysoundbites.blogspot.com/feeds/4038423121760753281/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=8722810920832033955&amp;postID=4038423121760753281' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/4038423121760753281'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/8722810920832033955/posts/default/4038423121760753281'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://nysoundbites.blogspot.com/2007/10/forse-non-ho-fatto-larchitetto-perch-ho.html' title='SPAZIO'/><author><name>fabrizia</name><uri>http://www.blogger.com/profile/04134540896548072329</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://bp3.blogger.com/_1D8l0eLCu2M/Ryj_RVe8rJI/AAAAAAAAAA8/33i0gqLfZYI/s72-c/testa+rotta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>2</thr:total></entry></feed>
